Bellissima e Bonfanti, leader delle due sigle, ospiti al congresso Spi Cgil a Riccione
RICCIONE - La riforma fiscale, la tutela della salute, del welfare e del lavoro, l’obiettivo di una società più a misura d’anziano: sono i grandi temi che uniscono i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil e sui quali “chiediamo al governo l’apertura di un tavolo”. Romano Bellissima, segretario generale di Uil Pensionati, parte dai temi che uniscono le tre grandi organizzazioni sociali ed apre così il suo intervento al congresso dello Spi.
“Stiamo affrontando una crisi senza precedenti: non solo economica, ma anche etica e politica. Una crisi che mette a repentaglio la coesione interna del paese a rischio”. Una deriva contro cui, per Bellissima, “serve un sindacato forte, indipendente, autorevole, capace di influire sulle scelte dei governi. Nelle nostre società vince chi ha il consenso, non sempre chi ha ragione: ecco perché dobbiamo interrogarci sulla nostra strategia, sul nostro modo di comunicare alla gente”. Bellissima rivendica tra i grandi obiettivi del sindacato dei pensionati, anche una legge quadro sulla non autosufficienza, “una legge che riconosca a tutte le persone diritti minimi, uguali in tutto il territorio nazionale”.
Fondamentale è anche l’azione che Spi, Fnp e Uil Pensionati possono svolgere nei confronti dei Comuni, “dove - ha precisato Bellissima - si spende il 70 per cento delle risorse pubbliche. Azione che oggi non è sufficientemente forte e che richiede, per avere successo, la condivisione delle confederazioni alle nostre piattaforme territoriali”. Sul piano delle strategie sindacali, “considero sbagliato l’attacco della Cgil all’accordo separato - ha aggiunto il leader di Uil pensionati nel rumoreggiare dei delegati - ma non dobbiamo concentrarci solo sulle divisioni, perciò sbaglierei a dire che è grazie a quell’accordo che abbiamo rinnovato i contratti nazionali che sono stati firmati. Ma dobbiamo ripartire da quello che ci unisce, e la Uilp è pronta a riprendere subito un confronto per tornare a individuare obiettivi e programmi comuni”.
Bellissima ha concluso ribadendo che il tavolo che si chiede al governo “dovrà essere unitario. Al di là delle differenze tra le nostre posizioni, le nostre richieste di fondo sono le stesse: rivalutare le pensioni, difendere i non autosufficienti. Queste le basi per un cammino comune che mi auguro possa riprendere subito dopo la fine del congresso Cgil”.
Una condivisione piena, “ al cento per cento” quella arrivata ieri dall’intervento del segretario generale dell’Fnp Cisl all’analisi fatta da Carla Cantone sullo stato dei pensionati oggi. “Concordo in pieno - ha precisato Ermenegildo Bonfanti - anche sull’esigenza prioritaria di rilanciare la contrattazione nei territori”. Aggiunge un ‘ma’, Bonfanti. “Se vogliamo l’unità, però, ognuno di noi deve rinunciare a una parte di sé stesso. Se ognuno invece difende la propria particolarità, l’unità è un obiettivo impossibile”.
“Siamo prontissimi ad aprire un confronto vero” sono state ancora le sue parole. “Se non vogliamo fare demagogia, però, dobbiamo renderci conto che le condizioni esterne sono diverse da quando avevamo approvato la nostra piattaforma unitaria. Quindi credo che dobbiamo trovare la forza di fare mediazioni. La stessa Costituzione è stata un grande esempio di mediazione, frutto del confronto tra esperienze e storie diverse”.
Bonfanti invita a fare proposte anche se non condivise, ma che “possono anche arrivare a un risultato. E la rivalutazione delle pensioni, nelle condizioni attuali, sarebbe un obiettivo irraggiungibile. L’estensione della quattoridicesima alle pensioni di mille, milleduecento euro, invece, è una proposta concreta e raggiungibile. Di questo hanno bisogno i pensionati, che da dieci anni non portano a casa risultati, mentre i lavoratori, bene o male, vedono rinnovare i propri contratti”.
Quanto alla non autosufficienza, “se continuiamo a chiedere la legge come l’abbiamo chiesta a suo tempo, si tratta soltanto di un atto di fede”. A parere di Bonfanti quel che serve è invece una legge quadro “che garantisca i diritti minimi, per poi contrattare ogni anno quali sono le risorse che la finanziano”. Anche sulla famiglia e sul fisco è necessario un approccio concreto, perché gli interessi delle persone che rappresentiamo, dalle famiglie mononucleari agli incapienti, richiedono un’attenzione e soluzioni specifiche”.
Bonfanti si spinge a proporre di cambiare strada per cercare di portare ‘a casa’ dei risultati e propone di avviare, una volta terminata la fase dei congressi, un lungo percorso, “per vedere - dice - se unitariamente riusciamo a promuovere un reale processo di cambiamento. Da parte nostra siamo quindi disponibili, disponibilissimi a sederci a un tavolo, e a non alzarci più fino a quando non avremo trovato una soluzione unitaria”.