Rinaldini: "Nel piano novità positive, ma incomprensibile la decisione sullo stabilimento". Propone assemblee unitarie nei prossimi giorni
“Il piano industriale presentato dall’amministratore delegato della Fiat, Marchionne, contiene indubbi elementi di novità a partire dall’obbiettivo di produrre nel nostro Paese 1.400.000 automobili nel 2014. Prendiamo quindi atto positivamente della sostanziale modifica di quanto previsto in precedenza dall’azienda”. Lo dichiara oggi (22 aprile) Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini.
“Nello stesso tempo – dice -, rimane invece incomprensibile e inaccettabile la scelta di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, tanto più a fronte di una ipotesi di crescita della produzione totale di automobili. Non condividiamo piani industriali che prevedano la chiusura di un intero stabilimento e il licenziamento di tutti i suoi dipendenti”.
“L’incremento della produzione è previsto dall’azienda a partire dal secondo semestre del 2011, ovvero dallo stesso periodo in cui dovrebbe avere inizio la nuova attività dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Va sottolineato che per il 2010, e per il primo semestre 2011, si accentua il calo della produzione, con una previsione di caduta del mercato dell’auto del 10% in Europa e del 18% in Italia. Questo significa che i prossimi mesi saranno segnati da un esteso e diffuso ricorso alla cassa integrazione per gran parte degli stabilimenti Fiat e dell’intera filiera dell’auto”.
“Ci troviamo quindi di fronte, a una situazione di vera emergenza sociale. Si tratta di un problema che chiama in causa il governo e la Fiat sia per l’ estensione della durata della cassa integrazione, che per i livelli e le forme dell’integrazione al reddito. Inoltre, nulla è stato specificato sull’insieme della filiera produttiva dell’auto e sulle conseguenti ricadute occupazionali che dovranno essere oggetto di uno specifico incontro. In generale, e in particolare per lo stabilimento di Pomigliano, la Fiat ha posto ai sindacati una serie di condizioni relative alle modalità di impiego dei lavoratori”.
“La Fiom è disponibile alla trattativa che, in quanto tale, non prevede la firma apposta dai sindacati in calce a testi scritti sotto dettatura. Nulla impedisce alla Fiat di procedere nei suoi piani di investimento. Per quanto ci riguarda, il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori interessati agli accordi è vincolante rispetto ai nostri comportamenti. Proponiamo alle altre organizzazioni sindacali – conclude - dei metalmeccanici di promuovere nei prossimi giorni assemblee unitarie allo scopo di informare direttamente i lavoratori di quanto è stato detto ieri dalla Fiat”.