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Fiat, Marchionne: “Bastano 20 miliardi”

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Parte la fase del confronto con le parti sociali. L'ad del Lingotto incontra Scajola, poi si rivolge alle organizzazioni dei lavoratori: “Si possono accontentare. Su Termini Imerese il discorso è chiuso, a Pomigliano investiamo solo se c'è l'accordo”

da flickr, autore NVR77
“Faremo più o meno 20 miliardi di investimenti, direi che i sindacati si possono accontentare”. Lo dichiara oggi (22 aprile) l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a margine dell’incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Alla riunione era presente anche il nuovo presidente, John Elkann. Dopo la presentazione del piano industriale, illustrato ieri dal Lingotto, inizia così la fase del confronto con le parti sociali. Con l’ad che detta la linea per il futuro, specificando che “ci vorranno cinque anni” per spendere i nuovi fondi.

Marchionne si rivolge
direttamente alle organizzazioni dei lavoratori: “Il discorso su Termini Imerese è già chiuso”, conferma. L’aumento dell’occupazione dei dipendenti Fiat in Italia, dunque, non salverà dalla chiusura lo stabilimento siciliano.

Più complessa la situazione di Pomigliano. “Se non troviamo l'accordo – avverte - sono disposto a non investire”. Per questo stabilimento, a suo giudizio, è necessario che i sindacati firmino un’intesa sulla flessibilità del lavoro: “A Pomigliano bisogna chiudere un accordo e se non si chiude l'investimento non parte”. Interpellato sull’ipotesi di un’intesa separata senza la Cgil, ribadisce: “La cosa importante è trovare l'accordo. Senza l'accordo non si possono fare gli investimenti: ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d'accordo”.

Sulla struttura dell’azienda, infine, annuncia che “le partecipazioni finanziarie restano in Fiat, così come La Stampa che non è una partecipazione finanziaria”.

Scajola, governo apprezza piano
Il ministro dello Sviluppo economico Scajola - informa una nota – “ha rivolto al presidente Elkann gli auguri di buon lavoro e dopo aver espresso apprezzamento per il nuovo piano industriale del gruppo, che conferma la centralità dell'Italia, ha concordato con l'amministratore delegato Marchionne un percorso di confronto con il governo e le parti sociali che riguarderà il nuovo piano nel suo complesso e l'impatto sui singoli stabilimenti italiani”.

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TAGS sindacati scajola cgil elkann fiat governo marchionne

22/04/2010 12:54

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