
Legittimo impedimento
Processo Mediaset: atti alla Consulta
Processo sospeso. I giudici di Milano sollevano la questione di costituzionalità e mandano alla Corte gli atti sul processo sui diritti Tv. I giudici: "Il legittimo impedimento è una norma di rango costituzionale, viola l'articolo 138 della Carta"
La norma sul legittimo impedimento doveva essere varata con legge costituzionale. E’ con questa motivazione che i giudici del tribunale di Milano hanno bloccato il processo sui diritti Tv per trasmettere gli atti alla Corte costituzionale, in attesa di una decisione.
I magistrati della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno dunque sospeso il processo per tutti gli imputati, tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accusato di frode fiscale, sollevando la questione di costituzionalità. Il collegio, presieduto da Edoardo D'Avossa, ha quindi respinto la richiesta del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, di proseguire col processo perché, a suo avviso, la nuova norma non avrebbe introdotto cambiamenti sostanziali rispetto al passato. Facendo riferimento alla bocciatura da parte della Consulta del Lodo Alfano, la corte ha invece disposto la sospensione del dibattimento interrompendo i termini della prescrizione.
I giudici hanno infatti ritenuto che la nuova legge sul legittimo impedimento possa violare l'articolo 138 della Costituzione, quello che regola la revisione delle leggi costituzionali. La norma, infatti, “introduce una prerogativa diretta a tutelare non il diritto di difesa ma la carica istituzionale”. Pertanto, la legge doveva essere approvata seguendo l'iter costituzionale e non, come invece è stato fatto, con l'iter ordinario (e con due voti di fiducia ndr). Nell'ordinanza di oggi i giudici spiegano che è impossibile stralciare la posizione di Silvio Berlusconi da quella dei coimputati per non spezzare l'unitarietà del dibattimento. Per i giudici c'è infatti una evidente connessione tra la posizione dei diversi imputati.
Si tratta di un'argomentazione che era stata già usata dai giudici della decima sezione del Tribunale di Milano che, venerdì scorso, avevano disposto la trasmissione degli atti alla Consulta nell'ambito del processo per la vicenda Mills. Anche in quel caso il processo vede imputato Silvio Berlusconi, stavolta per corruzione in atti giudiziari. Per quanto riguarda il dibattimento sui diritti Tv , però, i giudici hanno ravvisato una presunta violazione della norma costituzionale sulla revisione della Carta e non anche, come nel processo Mills, per l'articolo 3, quello relativo all’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
"I giudici non vogliono applicare la legge". Questo il commento di Niccolò Ghedini uno dei difensori di Silvio Berlusconi sulla decisione dei giudici del processo Mediaste. “Fare il presidente del Consiglio è un mestiere che occupa tempo, ma il nostro obiettivo è quello di essere assolti con formula piena, partecipando alle udienze per cui non possibile presenziare ai processi governando il paese”, ha aggiunto Ghedini.
Il Senato ha approvato il disegno di legge sul legittimo impedimento il 10 marzo scorso, a colpi di fiducia. La norma permette all'imputatodi giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata, il processo continua e l'imputato è dichiarato in condizione di contumacia. La legge prevede che il presidente del Consiglio dei ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in un'udienza penale, “qualora imputato, in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di governo" (art.1, comma 1).
I magistrati della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno dunque sospeso il processo per tutti gli imputati, tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accusato di frode fiscale, sollevando la questione di costituzionalità. Il collegio, presieduto da Edoardo D'Avossa, ha quindi respinto la richiesta del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, di proseguire col processo perché, a suo avviso, la nuova norma non avrebbe introdotto cambiamenti sostanziali rispetto al passato. Facendo riferimento alla bocciatura da parte della Consulta del Lodo Alfano, la corte ha invece disposto la sospensione del dibattimento interrompendo i termini della prescrizione.
Si tratta di un'argomentazione che era stata già usata dai giudici della decima sezione del Tribunale di Milano che, venerdì scorso, avevano disposto la trasmissione degli atti alla Consulta nell'ambito del processo per la vicenda Mills. Anche in quel caso il processo vede imputato Silvio Berlusconi, stavolta per corruzione in atti giudiziari. Per quanto riguarda il dibattimento sui diritti Tv , però, i giudici hanno ravvisato una presunta violazione della norma costituzionale sulla revisione della Carta e non anche, come nel processo Mills, per l'articolo 3, quello relativo all’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
"I giudici non vogliono applicare la legge". Questo il commento di Niccolò Ghedini uno dei difensori di Silvio Berlusconi sulla decisione dei giudici del processo Mediaste. “Fare il presidente del Consiglio è un mestiere che occupa tempo, ma il nostro obiettivo è quello di essere assolti con formula piena, partecipando alle udienze per cui non possibile presenziare ai processi governando il paese”, ha aggiunto Ghedini.
Il Senato ha approvato il disegno di legge sul legittimo impedimento il 10 marzo scorso, a colpi di fiducia. La norma permette all'imputatodi giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata, il processo continua e l'imputato è dichiarato in condizione di contumacia. La legge prevede che il presidente del Consiglio dei ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in un'udienza penale, “qualora imputato, in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di governo" (art.1, comma 1).
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TAGS legittimo impedimento giustizia corte costituzionale
19/04/2010 12:18














