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Congresso Fisac: Ghezzi nuovo segretario

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Chiusi i lavori del congresso nazionale di categoria a Rimini

di Guido Iocca

RIMINI – Si è concluso con l’elezione di un nuovo segretario il VII congresso nazionale della Fisac, che si è svolto dal 14 al 16 aprile al teatro Novelli di Rimini. La scelta è caduta – come aveva proposto Enrico Panini, a nome della segreteria confederale della Cgil, nel chiudere i lavori delle assise – su Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Di Vittorio ed ex componente della segreteria nazionale della confederazione di corso d’Italia.

175 aventi diritto, 165 i votanti, 97 sì, 15 no e 53 astenuti, questi ultimi provenienti dai rappresentanti della minoranza: è questo il risultato della votazione del direttivo fresco di nomina, i cui lavori si sono conclusi alle 20.30 del 16 aprile. Ghezzi prende le redini di una Fisac che non ha espresso un consenso il più ampio possibile attorno al nome di un candidato interno. Un segretario al di sopra delle parti, dirigente sindacale di lungo corso ed esperienza nella confederazione di corso Italia. Ghezzi è chiamato a gestire una categoria uscita quasi spaccata dal voto congressuale (il segretario uscente, Mimmo Moccia, era primo firmatario della mozione due, che non ha raggiunto la maggioranza all’interno della Fisac) e che in prospettiva potrebbe comunque ricompattarsi attorno a una candidatura condivisa, espressa dallo stesso direttivo della Fisac.

Un congresso, il VII della Fisac, che al di là delle forti divisioni registrate tra i sostenitori delle mozioni contrapposte, ha trovato il suo denominatore comune nella preoccupazione – più volte resa esplicita dagli interventi dei delegati nella tre giorni di dibattito – nei confronti dei problemi che sta vivendo il settore, che se da un lato ha patito meno di altri gli effetti negativi della crisi e continua a fare guadagni, dall’altro deve fare i conti con vertenze difficili e dagli esiti imprevedibili, che coinvolgono migliaia di lavoratori (di imprese grandi – Intesa-San Paolo e Unicredit – e piccole – Fonspa e Delta, tra le altre). Stipendi decurtati, minori tutele previdenziali e assistenziali, orari sempre più estesi.

“Il cahier de doleances che ci consegnano quotidianamente i lavoratori – aveva osservato il segretario uscente Domenico Moccia nella sua relazione introduttiva ai lavori delle assise – ha raggiunto ormai le dimensioni del tomo”, ammonendo subito dopo: “I punti di crisi che si sono drammaticamente aperti non potranno vedere separatismi opportunistici tra le aziende, ma una risposta coordinata e solidale di sistema”.

Sulle difficili condizioni di lavoro si è soffermata nel suo intervento al Congresso anche Graziella Rogolino, della segreteria nazionale Fisac e leader della componente di maggioranza interna. “Non è solo la precarietà del rapporto d’assunzione a diffondere nei luoghi di lavoro senso di ansia e di smarrimento – ha detto Rogolino -: il disagio è anche il risultato di fenomeni in apparenza meno traumatici, ma comunque molto difficili per le persone, come l’estrema parcellizzazione dell’impresa e l’estromissione di molte attività facenti parte del ciclo: si frantumano reparti, si sconvolgono mansioni e responsabilità, si cambiano compiti e procedure, si comprimono i costi: è la razionalizzazione delle imprese, ma è anche una ben triste razionalizzazione delle persone”.



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TAGS congresso cgil fisac

17/04/2010 13:34

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