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Fiom: Rinaldini, posizioni diverse ma uniti su accordo separato

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Le conclusioni del leader dei metalmeccanici al congresso nazionale di Montesilvano. “Costruiamo da subito e insieme ai lavoratori la piattaforma per il nuovo contratto”. Tra conflitto e democrazia “non c’è antitesi”

MONTESILVANO (PESCARA) - Si sono registrate posizioni diverse sul merito delle questioni di natura sindacale, ma rimane forte l’unità negoziale della Fiom che determina l’unità stessa dell’organizzazione e la gestione unitaria. È Gianni Rinaldini, segretario generale uscente della Fiom e riproposto dalla segreteria nazionale della Cgil, a fare sintesi nell’intervento conclusivo al venticinquesimo congresso nazionale dei metalmeccanici.

“Nel rapporto con la confederazione - ha detto - anche alla luce dell’intervento di ieri di Epifani, rimangono strutturali differenze sulla contrattazione e sull‘idea che la Cgil abbia o meno una strategia di contrasto all‘accordo separato”. Ragioni per le quali, secondo Rinaldini, si è arrivati alla formulazione di due mozioni contrapposte con quest‘ultimo firmatario della mozione di minoranza. Il leader della Fiom ha chiesto “un ripensamento dell’azione per capire dove andare” e chiarezza da parte della Cgil sui temi della democrazia, sul quale la categoria si sta mobilitando con la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare su questi temi.

Rinaldini ha anche ringraziato Epifani per il suo intervento di ieri, e ha chiarito rispetto anche a cose che sono state scritte sulla stampa che “non vi è alcuna antitesi tra conflitto e democrazia da una parte e contrattazione dall’altra. Basta ricordarsi quello che è successo con la lotta dei 21 giorni alla Fiat Auto di Melfi. Il conflitto contro la Fiat e la democrazia con cui abbiamo governato la lotta assieme ai lavoratori sono stati proprio gli elementi che ci hanno consentito di arrivare all’accordo”.

Al centro delle differenze rimane comunque il modello contrattuale e la strategia di contrasto messa in campo a livello confederale. “A un accordo sul sistema contrattuale separato, mai registrato nell’intera storia repubblicana del nostro paese, il tipo di mobilitazione non è stata all’altezza della dimensione della partita che stiamo giocando”. La sua previsione condivisa dalla platea è che nel 2011, anno in cui scadrà il contatto dei metalmeccanici ante accordo separato, tutta la vicenda contrattuale graverà sulle spalle della vertenza dei metalmeccanici in attesa del 2013, l’anno in cui scadrà invece il periodo di prova della riforma contrattuale. Per questo le iniziative messe in campo dalla Fiom “devono cominciare a guardare da subito a quella data non limitandosi al solo referendum sulla piattaforma per il rinnovo contrattuale ma costruendone una insieme ai lavoratori stessi”.

“È uno stare in campo, quello della Fiom, perché la partita sul modello contrattuale non entrerà nel vivo nel 2013 ma è adesso, a cominciare dal prossimo mese, come ha annunciato il ministro del Lavoro, con lo scardinamento dei diritti del lavoro con la presentazione dello Statuto dei Lavori”. Quindi, ancora una volta “no alla logica della riduzione del danno” ma al lavoro e alla lotta perché “conflitto e democrazia non sono cose contrapposte”. Grandi applausi per un commosso Rinaldini, giunto al suo ultimo congresso come leader della Fiom.



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TAGS congresso cgil rinaldini fiom

16/04/2010 17:42

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