Giovanna Acquario, responsabile del settore per la Fisac ligure. "Non è raro che alle donne venga negato il permesso di maternità, e quando riescono ad ottenerlo, al compimento del primo anno di età del figlio rischiano di essere licenziate"
RIMINI. Stanno per concludersi i lavori del settimo congresso nazionale della Fisac Cgil. Ai microfoni di
Radioarticolo1 è intervenuta Giovanna Acquario, responsabile per la Fisac ligure dei lavoratori assicurativi. Lavoratori divisi tra assicurativi direzionali e agenzie in gestione libera. I primi dipendono direttamente dalla sede, mentre i secondi dagli agenti. Tra questi due rami del comparto vi sono grandi differenze, sia dal punto di vista contrattuale che da quello delle condizioni lavorative. I lavoratori delle agenzie hanno un orario più lungo e uno stipendio molto più basso.
Come spiega Acquario, si tratta di realtà piccole, in cui operano due o tre dipendenti. Sono lavoratori posti continuamente sotto ricatto, e per questo motivo difficili da intercettare. Spesso non hanno ferie e subiscono ritardi nell’erogazione dello stipendio. Non è raro che alle lavoratrici venga negato il permesso di maternità, e quando riescono ad ottenerlo, al compimento del primo anno di età del figlio rischiano di essere licenziate.
In Italia sono circa 5.000, quasi tutte donne, e il loro contratto è scaduto il 31 dicembre del 2008. Sna e Unapas, le due controparti, hanno detto no alla piattaforma unitaria presentata dai sindacati di categoria, motivo per cui, a fine marzo, gli assicurativi di tutto il territorio nazionale hanno incrociato le braccia e sono scesi in piazza a Parma. Sono stati programmati tre incontri nel prossimo mese, con una promessa firmata Fisac: se non si arriverà alla firma, sarà inevitabile una nuova mobilitazione.