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Sindacato e antimafia: arriva il delegato per la legalità

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Il procuratore di Palermo Ingroia al congresso della Fp Cgil: “E’ una proposta importante che serve alla magistratura. Può diventare il simbolo della denuncia quotidiana e di un nuovo modello senza rassegnazione”

di Emanuele Di Nicola

autore: k21991, da flickr (immagini di k21991, flickr)
SORRENTO (NAPOLI) - Un delegato per la legalità nel lavoro pubblico: una figura specifica a cui possono rivolgersi lavoratori e dirigenti che scoprono una pratica illegale. La proposta della Fp Cgil, avanzata al nono congresso nazionale, viene accolta dal procuratore aggiunto dell’antimafia di Palermo, Antonio Ingroia. Il segretario generale uscente, Carlo Podda, in un passaggio della sua relazione aveva posto come obiettivo la creazione di un osservatorio permanente. Oggi (15 aprile) arriva l’apprezzamento di Ingroia: “Le porte del nostro Palazzo di giustizia sono aperte a tutti i cittadini che faranno i delegati per la legalità”.

Il procuratore indica una sorta di asse
da realizzare con il sindacato. “E’ una proposta importante – afferma dal palco rivolto ai delegati–, sia dal punto di vista politico che da quello quotidiano. Anche noi abbiamo bisogno di individuare e diffondere referenti per la legalità, proprio all’interno degli uffici pubblici. E’ una proposta che serve alla magistratura”. Questo delegato dovrà lavorare a stretto contatto con le autorità e, se scopre una violazione della legge, rivolgersi subito agli operatori della giustizia. “Può diventare un simbolo nella pratica quotidiana di denuncia – aggiunge -, ma anche per la costruzione di un modello di sviluppo diverso, senza rassegnazione”.

Si sofferma poi sulla situazione complessiva.
“Oggi cresce il bisogno di magistrati autonomi e indipendenti. Molti diritti dei cittadini sono a rischio, la giustizia è terreno di scontro quotidiano. C’è un progetto di controriforma dell’ordinamento, che riguarda l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge: la classe dirigente chiede e pretende l’immunità, contro i principi scritti nella Costituzione democratica”. In questo scenario la magistratura viene attaccata “per limitare la sua funzione di controllo sul potere pubblico, che si sta concentrando nelle mani del solo esecutivo”. Bisogna esercitare una “resistenza costituzionale”, conclude Ingroia,  attraverso libertà di informazione, rilancio di nuovi progetti e proprio con il rispetto della legalità.

» SPECIALE CONGRESSO CGIL

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TAGS congresso cgil fp cgil mafia ingroia funzione pubblica

15/04/2010 15:56

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