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Bonino: ho perso contro Berlusconi e i vescovi

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La candidata di centrosinistra per il Lazio dopo la sconfitta: “Non tutto il Pd mi ha sostenuto. Chi non era entusiasta non si è adoperato molto”. La mobilitazione clericale ha funzionato in provincia. E’ stata una campagna all’insegna dell’illegalità

 (immagini di Davide Orecchio)
“L’impegno del gruppo di Bersani è stato deciso, determinato e generoso, altri non l’hanno pensata così”. La candidata nel Lazio per il centrosinistra, Emma Bonino, oggi (31 marzo) commenta la sconfitta elettorale il giorno dopo i risultati definitivi. “Il Pd non era tutto entusiasta – spiega Bonino in una conferenza stampa presso la sede del Partito radicale -, immagino che chi non lo era non si sia adoperato molto”.

Cosa non è andato? “Le presenze in tv”, risponde Bonino. “Non ho avuto mai di fronte la Polverini, ma tutt’altri: ho avuto contro l’alleanza Bagnasco-Berlusconi. Legittimo: ma non ho avuto la possibilità di replicare. Con il contraddittorio ci sarei stata, ma a senso unico non era possibile reggere”. Secondo Bonino “la mobilitazione in quanto tale per le gerarchie clericali su una città come Roma ha meno presa, ne ha di più nei paesini dove il controllo è più forte”. “Quello che ho definito l’evergreen del voto cattolico è stato fatto in un momento particolare e in modo puntuale e diretto su due persone - ha aggiunto facendo riferimento non solo a sé stessa ma anche all’ex presidente del Piemonte, Mercedes Presso - anche perché Renata Polverini non ha idee molto diverse dalle mie”.

A chi le chiedeva un commento sul risultato di Roma, dove ha battuto la Polverini, Bonino ha risposto che “qualcuno sta facendo delle analisi per valutare se si tratti di un voto contro Alemanno.
Avremo tempo e modo per valutarlo”.

A due giorni dal voto – ha aggiunto - “è già sparita dall’agenda politica nazionale la questione dello stato di diritto, della legalità e della democrazia”. Temi che secondo la leader radicale “sono stati violati con rara impudenza e forza in tutta la campagna elettorale, come se queste appena passate fossero state elezioni normali e nel rispetto della legge, ma a tutti è evidente che non è stato così. Non solo per la vicenda dell’esclusione della lista Pdl in provincia di Roma, ma perché in questi ultimi mesi l’intero processo pre elettorale ed elettorale è stato totalmente illegale”.

“L’intera legge elettorale è stata violata dai comuni, gli autenticatori e il servizio Rai, costringendo le liste, non solo Bonino-Pannella, a non essere presenti in regioni importanti come la Lombardia, il Veneto e la Liguria. I nostri elettori sono stati preclusi dall’esercitare il loro diritto di voto e nessuno si e’ emozionato per questo”. Bonino ha anche aggiunto che “l’illegalità non riguarda solo il processo elettorale ma qualsiasi processo democratico nel Paese, a cominciare dall’utilizzo illegale del servizio pubblico”. In tv, ha ricordato, il centrodestra ha avuto una presenza capillare durante la campagna elettorale: “E’ stato al Tg1 con il 62% di presenze, col 58% al Tg2, col 52% al Tg3, fino ad arrivare all’80% nel Tg4 e al 68% nel Tg5”. Senza dimenticare “lo sprint, o come altri lo definiscono, il colpaccio di Berlusconi dal 21 al 26 marzo”. 


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TAGS elezioni regionali emma bonino

31/03/2010 18:36

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