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Dopo il voto

Berlusconi esulta
Bersani: “Pdl in calo”

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Il Cavaliere parla di “riforme” e assicura: con la Lega tutto bene. Il segretario Pd: avete perso il 4% rispetto alle europee e il 5% rispetto alle politiche. “Tra Pdl e Pd ci sono 3 punti. Continua il cantiere del centrosinistra”. Apertura a Vendola

Foto di 4v4l0n42 (da Flickr) (immagini di Foto di 4v4l0n42 (da Flickr))
“L’alleanza del Pdl con la Lega si conferma come una robusta forza di cambiamento nelle regioni più importanti, garanzia del rinnovamento e della modernizzazione del Paese”. Lo dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota. “Questo risultato elettorale è il miglior riconoscimento per l’attività svolta dal governo –prosegue Berlusconi -, per le prospettive di stabilità del sistema politico e per la possibilità di realizzare, in questa seconda parte della legislatura, le riforme necessarie per l’ammodernamento e lo sviluppo del nostro Paese”.

L’avanzata leghista non sembrerebbe, in apparenza, preoccupare il Cavaliere. Secondo quanto riferiscono ambienti del Pdl, Berlusconi avrebbe avuto diversi colloqui telefonici con Umberto Bossi nei quali i due avrebbero commentato l’esito del voto e le iniziative future. Questa mattina il premier avrebbe avuto anche un colloquio telefonico col presidente della Camera Gianfranco Fini. Oggetto: il presidenzialismo, riforma cui Fini avrebbe dato via libera chiedendo però opportuni aggiustamenti.

Il mantra della vittoria berlusconiana non convince però Pier Luigi Bersani. “Leggo sui giornali che ci sarebbe stata una vittoria di Berlusconi – afferma il leader del Partito democratico -. Non è così. Il Pdl perde il 4,31% rispetto alle europee e il 5,68% rispetto alle politiche e questo dato non è compensato dal dato della Lega che guadagna lo 0,9 rispetto alle europee e il 2,7 rispetto alle politiche”.

Bersani ha avvertito che “il tramonto di Silvio Berlusconi può avere dentro elementi di pericolo”, conducendo “all’attenuazione dello spirito civico e unitario della nazione”.

“Non canto vittoria ma non parlo di sconfitta”. Così Bersani commenta il risultato elettorale. “Tra centrosinistra e centrodestra - aggiunge - ci sono tre punti percentuali”. Per l'opposizione sono arrivati “successi importanti”, a suo avviso, e la sconfitta nel Lazio “è stato come colpire un palo al 90esimo minuto, abbiamo perso per circa 77mila voti su un totale di 2 milioni e 700mila”. La vittoria di Cota in Piemonte, invece, “è una vittoria al 95esimo”.

“Chi sta governando - continua - ha la responsabilità di dire che strada vuole prendere. Ogni tavolo che discuterà di cose che gli italiani possono capire, ci vedrà partecipi. Altrimenti non ci staremo”. Anche al Nord il Pd non è andato male: “Dobbiamo essere presenti in forme più evidenti e organizzate per seguire la vita reale dei lavoratori”. In ogni caso, chiede Bersani, “avreste scommesso che avremmo vinto a Venezia al primo turno?”.

Adesso, assicura, “continueremo il lavoro per riorganizzare il cantiere di centrosinistra”. Queste elezioni sono “una domanda implicita ma urgente di cambiamento verso una politica più semplice, onesta, concreta e vicina ai cittadini. Un segnale per tutti. Per parte nostra credo vada raccolta questa indicazione cercando di lavorare nel solco che abbiamo intravisto e da cui non ci allontaniamo”. Il Pd, infine, deve diventare “sempre più partito popolare e la costruzione di un'alternativa, che possa dare uno sbocco credibile all'esigenza di rinnovamento della politica”.

“Ho sempre pensato – prosegue Bersani - che Vendola sia una delle personalità con cui si può configurare l’offerta del centrosinistra al paese”. “Credo che il Pd debba caricarsi anche di tenere aperto il cantiere - spiega -, ovvero essere disponibile a discutere con le forze che ora sono fuori dal Parlamento, a partire da Sinistra Ecologia e Libertà, per verificare la possibilità di una convergenza strutturale”.

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TAGS elezioni regionali bersani berlusconi

30/03/2010 18:57

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