Respinta la richiesta della difesa di trasferire il procedimento a Genova
Il processo alla multinazionale Eternit non si sposta a Genova e resta a Torino. La richiesta della difesa è stata respinta perché la sede “ideologica” dell'azienda, quella legale in Liguria, non coincide con quelle dove avvennero le condotte e i fatti di reato. La sede di Torino è stata quindi confermata, anche se la difesa potrà riproporre la questione di incompetenza territoriale in momenti successivi e la stessa corte, se emergeranno nel corso del dibattimento elementi nuovi, potrebbe pronunciarsi in modo diverso in futuro.
Il processo Eternit è il più ampio che sia stato mai celebrato per questioni legate all'amianto. Quasi tremila le parti lese, tra familiari di deceduti, eredi o persone che si sono ammalate per gli effetti della lavorazione della sostanza tossica negli stabilimenti italiani di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Questo in Italia, perché sono state aperte inchieste e sono in corso processi anche in Francia, Belgio, Svizzera e Germania. Al disastro sono chiamati a rispondere il vertice della multinazionale, il barone De Cartier, 88 anni, e il magnate svizzero Schmidheiny, 62 anni, accusati di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele.