Alla vigilia delle importanti elezioni regionali italiane, alcune buone notizie ci arrivano dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e dalla Francia
Alla vigilia delle importanti elezioni regionali italiane, alcune buone notizie ci arrivano dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e dalla Francia. Negli Usa Barack Obama è riuscito nell’impresa di far approvare definitivamente dal parlamento la riforma del sistema sanitario a cui tanto tenevano lui e i circoli progressisti americani. Si può parlare di impresa perché i media ci hanno adeguatamente informato di quanto forte e ideologica sia stata, fino all’ultimo, l’opposizione alla prima delle grandi riforme sociali del Presidente.
L’altra buona notizia è la schiacciante vittoria della sinistra e degli ambientalisti nelle regionali francesi, vittoria che dimostra come se parlano alla gente dei suoi problemi, quelli concreti, della vita di tutti i giorni, i progressisti possono invertire una tendenza che ha visto le destre affermarsi nella maggioranza dei paesi europei.
Non è un caso che il lavoro e le politiche ambientali siano stati i cavalli di battaglia delle forze che si sono imposte oltre confine, mentre i temi della sicurezza e della difficile integrazione degli immigrati, cari ai moderati e pur rilevanti, non hanno premiato Sarkozy Vedremo ora come andrà da noi: l’impressione è che il premier esca piuttosto logorato dalle mille polemiche che ha cavalcato, dall’attacco alla magistratura e alla libera informazione.
Ma soprattutto dall’assenza di risposte efficaci del governo agli effetti spaventosi per il lavoro e l’occupazione della crisi economica e finanziaria. Dagli Stati Uniti e dalla Francia giungono anche preziose indicazioni per le nostre opposizioni, finora più impegnate a farsi del male tra loro che a combattere una vera battaglia per le riforme di progresso. Le ultime battute della campagna elettorale hanno, per la verità, visto il centro sinistra tornare ai temi veri della gente.
Vedremo anche se l’oscuramente dei residui spazi di una informazione pluralista da parte delle televisioni, avrà avuto una influenza negativa sull’opinione pubblica.