Il Piemonte è una delle Regioni più in bilico. Secondo gli ultimi sondaggi disponibili (Ispo 10 marzo), il centrosinistra è al 48,9% contro il 48% del centrodestra. Il presidente uscente, Mercedes Bresso, si ripresenta appoggiata da Pd, Idv e Udc, che in questo caso si sgancia dalla maggioranza. Corrono a suo favore anche la sinistra radicale, Verdi, socialisti e lista Bonino-Pannella. Lo sfidante è il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, sostenuto da Pdl e dalla Destra.
Il centrodestra, dunque, tenta di conquistare la Regione con un candidato forte: Cota, avvocato di Novara, ha proposto un “patto con i cittadini” per il nuovo governo regionale. Entro 60 giorni, scrive nel suo programma, si impegna a definire un piano straordinario per la difesa e creazione di occupazione, il calendario delle infrastrutture, una delega speciale per l’internazionalizzazione. Punta quindi sulla scuola con varie misure, come la reintroduzione della legge regionale sui buoni, e promette “il confronto più ampio possibile” sulle scelte. In particolare, critica la giunta in carica sulla gestione della sanità: “Ha prodotto un disavanzo di 1.600 milioni di euro”, sostiene, impegnandosi a lanciare un nuovo modello basato sulla persona.
Mercedes Bresso rivendica la politica degli ultimi cinque anni e pone al centro il tema del lavoro: dopo i milioni di euro destinati alle imprese in cig, ricorda, per il futuro intende favorire la creazione di nuove aziende, sostenere il reddito di lavoratori tipici, atipici e partite Iva, attivare centri servizi per le imprese agricole, incentivare l’accesso al credito, i comparti del motore pulito e l’aerospazio. E poi, un piano per lo sviluppo di energie rinnovabili e fonti alternative; completare le grandi infrastrutture come la Torino-Lione; rivedere il settore sanitario (meno tempi d’attesa, ampliare l’esenzione dai ticket); una legge regionale per le famiglie con fiscalità di vantaggio.
Sullo sfondo c’è la questione Fiat: in tempi di crisi, con il rischio di esuberi che investe il Lingotto (5mila annunciati dalla stampa, poi smentiti dall’azienda), tra governo regionale e nazionale c’è un rimbalzo di responsabilità. L’esecutivo ha annunciato un vertice con regioni e sindacati, ma non è ancora stato convocato. Il 25 marzo Bresso ha attaccato duramente la maggioranza, annunciando l’entrata in campo della stessa Regione: “Non aspetteremo più, impiegheremo la nostra quota di risorse per investire nella ricerca dell’auto del futuro in Piemonte. Ho già chiesto alla Fiat un incontro”.