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In cig da mesi, suicida dipendente della Videocon

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Era uno dei 1400 lavoratori mandati a casa dal gruppo indiano Dooth, che ha chiuso la fabbrica ciociara. “Da quando aveva ricevuto quella comunicazione non era più lui. Ripeteva spesso che ricominciare una vita lavorativa a 42 anni è impossibile”

Foto di iLenny (da Flickr) (immagini di Foto di iLenny (da Flickr))
Un operaio di 42 anni della Videocon, in cassa integrazione da mesi, si è tolto la vita ieri (24 marzo) impiccandosi nella propria abitazione della Sgurgola, in provincia di Frosinone. Lo scorso mese di dicembre si era visto recapitare la lettera di licenziamento dopo 20 anni di servizio nell’infermeria della fabbrica di Anagni (Frosinone), che produce televisori ed è stata acquistata dal gruppo indiano Dooth. Le procedure di cig a zero ore erano state avviate per 1.400 persone.

“Da quando aveva ricevuto quella comunicazione - dicono i colleghi secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Agi - non era più lui. Temeva che la sua qualifica non fosse abbastanza specializzata per poter lavorare in qualsiasi altra azienda del territorio. Ripeteva spesso che ricominciare una vita lavorativa a 42 anni è praticamente impossibile”.

La vertenza Videocon va avanti da mesi, dopo che la multinazionale indiana ha formalizzato il suo totale disimpegno.

A febbraio, in segno di protesta, i lavoratori avevano occupato la fabbrica, chiedendo una soluzione immediata alla crisi e promettendo iniziative a oltranza.

La Videocon non è una fabbrica qualsiasi. E’ una fabbrica che per più di quarant’anni ha dato lavoro di qualità, redditi discreti, tranquillità per le famiglie, ragioni di orgoglio e di vita agli oltre 3.000 operai che si sono avvicendati all’interno dei suoi vasti capannoni. E ai tanti altri che hanno operato nei 100 laboratori del suo indotto. Una fabbrica che ha portato cultura industriale in una terra, la Ciociaria, nella parte sud del Lazio, aiutandola ad affrancarsi dalla miseria e dal suo stretto orizzonte contadino.

Nel 2004, quando il gruppo Thomson decise di abbandonare la produzione, si fece avanti il gruppo Dhoot, proponendo di rilevare tutto. Sembrava una fortuna: il compratore era solido, aveva mille interessi in settori ricchi come l’energia e la telefonia, era attratto dalla prospettiva d’insediarsi in Europa, l’anello che mancava al suo obiettivo d’espansione mondiale. Ma nel 2008 gli indiani hanno fatto dietrofront, annunciando lo smantellamento della produzione nella fabbrica ciociara.



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TAGS videocon

25/03/2010 17:11

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Foto di iLenny (da Flickr)