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Aborto, i vescovi fanno marcia indietro

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La precisazione di Bagnasco: valori bioetici non sono più importanti di quelli sociali. L'invito di Bersani a non alimentare le polemiche. Berlusconi scrive una lettera di solidarietà al papa. Bonino: sull'aborto le “solite parole”

autore: MAH7, da flickr (immagini di autore: MAH7, da flickr)
I vescovi fanno dietrofront. Dopo la “discesa in campo” preelettorale di ieri (22 marzo), quando il cardinale Angelo Bagnasco aveva invitato a votare contro l'aborto, oggi una nota dello stesso Bagnasco e dei vescovi liguri smussa i toni e rimette la barra al centro. La Chiesa è contro l'aborto, ma non considera i valori sulla bioetica più importanti dei valori sociali. E' questa la sostanza di quanto afferma Bagnasco in una lettera firmata insieme agli altri vescovi della Liguria in vista delle prossime elezioni regionali, e diffusa oggi dall'ufficio stampa della Conferenza episcopale italiana. Si tratta della risposta dei vescovi alle polemiche scatenate nel mondo politico italiano dalle dichiarazioni rilasciate ieri dallo stesso Bargnasco su Aborto e elezioni. La Cei sottolinea, infatti, che sono tutti "valori che non possono essere selezionati secondo la sensibilità personale, ma vanno assunti nella loro integralità".

“Nell’approssimarsi della consultazione elettorale - si legge nella lettera - desideriamo rivolgere ai fedeli e a tutti gli abitanti della nostra regione una parola che possa favorire la riconciliazione e il discernimento”. Il testo fa riferimento al “criterio guida per un sapiente discernimento tra le diverse rappresentanze” che è “l’impegno programmatico, chiaramente assunto, di assicurare il pieno rispetto di quei valori che esprimono le esigenze fondamentali della persona umana e della sua dignità, valori che sono la condizione e fondamento di una società veramente solidale”. “Si tratta - prosegue la nota - di valori chiaramente e ripetutamente ribaditi dal magistero conciliare, postconciliare e pontificio e che possono essere sinteticamente richiamati: fra tutti, il rispetto della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale; la tutela e il sostegno della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; il diritto di libertà religiosa, la liberta’ della cultura e dell’educazione. E quindi il diritto al lavoro e alla casa; l’accoglienza degli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; la promozione della giustizia e della pace; la salvaguardia del creato”. “Tali valori - si legge nel testo - non possono essere selezionati secondo la sensibilita’ personale, ma vanno assunti nella loro integralità”.

Ieri (22 marzo), il cardinale Bagnasco aveva invitato gli elettori a dare alle prossime elezioni regionali un voto che a favore della moralità della politica ma anche contro l'aborto. A pochi giorni dal voto, il presidente della Cei aveva richiamato i cattolici a votare per chi difende i “valori non negoziabili”, quali il no all'interruzione della gravidanza e al matrimonio omosessuale, condannando i politici “che rubano”.

Le reazioni
Silvio Berlusconi stamattina ha scritto una lettera di “solidarietà e vicinanza” al Papa a seguito della lettera pastorale ai cattolici irlandesi dopo le denunce di pedofilia alla Chiesa. Emma Bonino, che assieme a Mercedes Bresso si è sentita tirare in ballo in prima persona, ha invece commentato subito l'indiretto monito giunto dal “parlamentino” dei vescovi italiani. “È un evergreen - ha detto -, non c'è alcuna novità, sono le solite cose”. Anche il segretario del Pd Bersani cerca di non alimentare la polemica: “È un discorso serio - ha affermato - noi siamo perfettamente attenti non solo alla questione sociale, ma anche a quello che la Chiesa da tempo definisce la questione antropologica”.

Più esplicita invece Livia Turco che loda le parole del segretario della Cei. “Ancora una volta da parte dei vescovi arrivano parole profonde e preoccupate sulla crisi economica e sociale ed apprezziamo l'invito alla moralità della politica. Condividiamo il richiamo all'importanza di promuovere buone politiche per la famiglia”. Sull'ipotesi che l'intento di Bargnasco fosse quello di fornire un’indicazione di voto per la Polverini nel Lazio, poi, secondo la Turco “la gente vota sulla base della propria coscienza e gli italiani hanno dato prova di avere un approccio maturo”. E' stato invece il commento del, Livia Turco. Il capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera invita inoltre a leggere “per intero” le parole del presidente della Cei. Sull'invito alla moralità della politica, spiega, “credo che la Bonino abbia molte più carte in regola rispetto alla Polverini”.

Naturalmente ben diversa è stata la valutazione che viene dalla maggioranza. “Sono parole - ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri - che impegnano tutti i cattolici e soprattutto i cattolici impegnati in politica”. Noi “siamo grati al cardinal Bagnasco per il suo contributo di chiarezza e saggezza”. Per Enrico Letta, vicesegretario del Pd, invece, quello della Cei non un “appello a votare per Berlusconi”, anche perché, come dice in una intervista alla Stampa, “il numero due del Pdl si chiama Fini e la trasversalità su molte questioni etiche esiste ne centrodestra come nel centrosinistra”.

Aggiornato alle 14:00




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TAGS cei regionali bagnasco

23/03/2010 11:50

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