
Friuli, sindacato e giunta provano il confronto
Il congresso parla di crisi, scuola, sanità, ma soprattutto migranti. No alla legge regionale voluta dalla Lega. Il segretario Belci: “La Regione ci ascolti”. Il governatore Tondo (Pdl): “Disponibili, ma senza ideologie”. Il ricordo di Eluana Englaro
di Emanuele Di Nicola
ZUGLIANO (UDINE) - La crisi economica e le proposte del sindacato, le aziende in difficoltà, le questioni di migranti e sanità. Ma soprattutto, aprire un confronto serio e trasparente con la giunta regionale di centrodestra. Il segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia, Franco Belci, ha toccato i punti principali del dibattito economico e sociale, nella relazione che ha introdotto l’undicesimo congresso dell’organizzazione. A Zugliano, nella sede del centro di accoglienza Ernesto Balducci, stamani (lunedì 22 marzo) è andato in onda il confronto tra la Cgil e la giunta: il sindacato ha avanzato alcune richieste, il governatore del Friuli, Renzo Tondo (Pdl) è intervenuto per tentare di rispondere.
“Il Friuli Venezia Giulia deve essere una regione senza trattino – secondo Belci -, serve un sistema integrato e non il frazionismo istituzionale”. Rivolto alla giunta, il segretario ha chiesto maggiore disponibilità: “Dobbiamo aprire un confronto, che finora non ha funzionato. Ogni volta che ci ha convinto, abbiamo firmato gli accordi: ma la giunta deve capire che non è autosufficiente rispetto alle parti sociali. Se non ci sono risposte percorreremo la strada del conflitto”.
Ha quindi elencato i temi prioritari: un progetto di sviluppo per la montagna, un nuovo modello di commercio (“Incentivare la vendita di prodotti, smaltire meglio i rifiuti”), un piano energetico regionale non solo per fare cassa. “Tra gli assi importanti va inserito quello della conoscenza”, a suo avviso, per questo il sindacato denuncia il “disastro conclamato” della riforma e dei tagli alla scuola e università. Prima di tutto, però, in Friuli c’è la questione dei migranti: “La nostra è una terra di confini, vi si parla sloveno, tedesco, friulano. Eppure sembra che abbiamo dimenticato tutto, che i nostri nonni sono stati a loro volta clandestini”.
A fine 2009 gli stranieri residenti sono quasi 100mila (dati Istat), ovvero il 17% dei nati e il 9,15% del Pil regionale. Malgrado questo, però, “la Regione ha escogitato una politica di esclusione”: nella creazione della nuova legge regionale, sostiene il sindacato, la giunta ha subito “la posizione xenofoba e intollerante della Lega”. Il risultato è che il provvedimento si rivela “un percorso a ostacoli per impedire o ritardare l’accesso dei migranti agli istituti di welfare”. Insomma, la linea contro gli stranieri “è un pessimo biglietto da visita che la regione non si merita”.
Il governatore del Friuli, Renzo Tondo, è disponibile al confronto con la Cgil. Nell’intervento dell’esponente del centrodestra non è mancata l’autocritica: “Il confronto non si è fatto anche per mia responsabilità”, ha detto. “Criticare è un vostro diritto – ha aggiunto rivolto ai delegati -, ma il programma elettorale è frutto di un accordo politico e restiamo coerenti: tra i nostri punti c’è la lotta all’immigrazione clandestina”. La maggioranza degli stranieri, secondo Tondo, vuole tornare al paese di origine: “La discussione va aperta, ma dobbiamo liberarci dalle ideologie”. L’amministrazione ha fatto molto contro la crisi ma, in ogni caso, si è trovata il 10% di risorse in meno rispetto alla giunta precedente. Le opere pubbliche stanno partendo, sul capitolo occupazione “il confronto serve subito – ha ammesso – perché avremo una situazione di difficoltà”. Infine, ha assicurato, “il Friuli non viene preso in considerazione dal governo per le centrali nucleari. Su questo inviterò il ministero dell’Interno a darci una risposta ufficiale”. Il suo apporto, apparso equilibrato, è stato apprezzato dal pubblico della Cgil, fermo restando le differenze sul merito.
La risposta politica è arrivata dalla segretaria del Partito democratico friulano, Debora Serracchiani. “La crisi produttiva si è aggiunta a quella strutturale – ha affermato nel suo intervento –. E’ la maggioranza regionale la vittima delle ideologie, simboleggiate dal concetto di legalità: il clandestino viene punito non perché ha commesso qualcosa, ma proprio per il suo stato. Viene punito per chi è”. Il Pd chiede la revisione totale delle procedure per il permesso di soggiorno e, ha ironizzato Seracchiani, di accantonare subito il principio della “rotazione”: “L’immigrazione non si affronta certo con la rotazione. Era rotazione quella che abbiamo visto a Rosarno?”.
Infine, un momento significativo è stato dedicato a Eluana Englaro, deceduta il 9 febbraio 2009 nella clinica di Udine che applicò il protocollo terapeutico sul fine vita. In apertura Franco Belci ha ricordato la vicenda ottenendo un lungo applauso: “La Cgil ha adottato un profilo sobrio, rispettando il dolore. Ma è stata vicina concretamente a Eluana con la determinazione e coraggio dei propri iscritti”. In questo caso, l’esecutivo ha attaccato il principio della separazione dei poteri e il ruolo del presidente della Repubblica, è intervenuto con intimidazioni e indagini giudiziarie. Un anno dopo “Eluana resta un punto di riferimento che produce aggregazione, è una lezione da tenere presente”. Domani (23 marzo) è atteso proprio l’intervento di Beppino Englaro.
Friuli, cigs a febbraio massimo storico
“Il Friuli Venezia Giulia deve essere una regione senza trattino – secondo Belci -, serve un sistema integrato e non il frazionismo istituzionale”. Rivolto alla giunta, il segretario ha chiesto maggiore disponibilità: “Dobbiamo aprire un confronto, che finora non ha funzionato. Ogni volta che ci ha convinto, abbiamo firmato gli accordi: ma la giunta deve capire che non è autosufficiente rispetto alle parti sociali. Se non ci sono risposte percorreremo la strada del conflitto”.
A fine 2009 gli stranieri residenti sono quasi 100mila (dati Istat), ovvero il 17% dei nati e il 9,15% del Pil regionale. Malgrado questo, però, “la Regione ha escogitato una politica di esclusione”: nella creazione della nuova legge regionale, sostiene il sindacato, la giunta ha subito “la posizione xenofoba e intollerante della Lega”. Il risultato è che il provvedimento si rivela “un percorso a ostacoli per impedire o ritardare l’accesso dei migranti agli istituti di welfare”. Insomma, la linea contro gli stranieri “è un pessimo biglietto da visita che la regione non si merita”.
Il governatore del Friuli, Renzo Tondo, è disponibile al confronto con la Cgil. Nell’intervento dell’esponente del centrodestra non è mancata l’autocritica: “Il confronto non si è fatto anche per mia responsabilità”, ha detto. “Criticare è un vostro diritto – ha aggiunto rivolto ai delegati -, ma il programma elettorale è frutto di un accordo politico e restiamo coerenti: tra i nostri punti c’è la lotta all’immigrazione clandestina”. La maggioranza degli stranieri, secondo Tondo, vuole tornare al paese di origine: “La discussione va aperta, ma dobbiamo liberarci dalle ideologie”. L’amministrazione ha fatto molto contro la crisi ma, in ogni caso, si è trovata il 10% di risorse in meno rispetto alla giunta precedente. Le opere pubbliche stanno partendo, sul capitolo occupazione “il confronto serve subito – ha ammesso – perché avremo una situazione di difficoltà”. Infine, ha assicurato, “il Friuli non viene preso in considerazione dal governo per le centrali nucleari. Su questo inviterò il ministero dell’Interno a darci una risposta ufficiale”. Il suo apporto, apparso equilibrato, è stato apprezzato dal pubblico della Cgil, fermo restando le differenze sul merito.
La risposta politica è arrivata dalla segretaria del Partito democratico friulano, Debora Serracchiani. “La crisi produttiva si è aggiunta a quella strutturale – ha affermato nel suo intervento –. E’ la maggioranza regionale la vittima delle ideologie, simboleggiate dal concetto di legalità: il clandestino viene punito non perché ha commesso qualcosa, ma proprio per il suo stato. Viene punito per chi è”. Il Pd chiede la revisione totale delle procedure per il permesso di soggiorno e, ha ironizzato Seracchiani, di accantonare subito il principio della “rotazione”: “L’immigrazione non si affronta certo con la rotazione. Era rotazione quella che abbiamo visto a Rosarno?”.
Infine, un momento significativo è stato dedicato a Eluana Englaro, deceduta il 9 febbraio 2009 nella clinica di Udine che applicò il protocollo terapeutico sul fine vita. In apertura Franco Belci ha ricordato la vicenda ottenendo un lungo applauso: “La Cgil ha adottato un profilo sobrio, rispettando il dolore. Ma è stata vicina concretamente a Eluana con la determinazione e coraggio dei propri iscritti”. In questo caso, l’esecutivo ha attaccato il principio della separazione dei poteri e il ruolo del presidente della Repubblica, è intervenuto con intimidazioni e indagini giudiziarie. Un anno dopo “Eluana resta un punto di riferimento che produce aggregazione, è una lezione da tenere presente”. Domani (23 marzo) è atteso proprio l’intervento di Beppino Englaro.
Friuli, cigs a febbraio massimo storico
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22/03/2010 14:16













