
Francia
Sarkozy alle strette, tra scioperi e urne avverse
Dopo la sconfitta alle regionali, il presidente francese è alle prese con scioperi e manifestazioni in tutto il paese. I sindacati protestano contro la politica sociale ed economica del governo. Previsto un rimpasto, in vista delle politiche del 2012
Sono giornate piuttosto difficili per il presidente francese Nicolas Sarkozy. Dopo la batosta elettorale ai ballottaggi per le regionali di domenica scorsa, domani (23 marzo) sono previsti scioperi e manifestazioni in tutto il paese. I sindacati, infatti, hanno chiamato a raccolta i cittadini per protestare contro la politica sociale ed economica del governo d’oltralpe.
La giornata di mobilitazione è stata convocata da cinque sindacati a livello nazionale e in tutti i settori, pubblico e privato, in particolare contro un progetto di riforma delle pensioni e contro la prevista soppressione di decine di migliaia di posti di lavoro nell'amministrazione. Lo sciopero, in realtà, era stato già deciso il 15 febbraio scorso, al termine di un vertice organizzato da Sarkozy con sindacati e la Confindustria francese che non aveva prodotto nessuna misura concreta e alcun sostegno sociale immediato. Nonostante la netta sconfitta elettorale della maggioranza presidenziale, inoltre, il governo ha dichiarato di voler mantenere ferma la direzione della sua politica economica. Inevitabile, quindi, è stata la conferma da parte delle organizzazioni sindacali dello sciopero nazionale.
E’ di oggi, invece, la notizia apparsa sui maggiori giornali francesi di un probabile rimpasto di governo. Dopo la sconfitta lo ha confermato il primo ministro Francois Fillon, che però ha tenuto a precisare che si tratterà di un rimpasto “modesto” e “tecnico”.
In ogni caso, il previsto incontro all'Eliseo fra Sarkozy e Fillon è durato oggi un'ora e venti minuti. Durante il vertice i due hanno “fatto il punto” della situazione dopo la pesante sconfitta. Fillon una volta lasciato l'Eliseo è rientrato a palazzo Matignon. Già ieri sera, però, il premier aveva ammesso la “delusione” per i risultati della maggioranza, che resta alla guida soltanto del Consiglio regionale dell'Alsazia, una regione su 22 che compongono la Francia “metropolitana” (esclusi i territori d'oltremare).
Dalle urne, infatti, è uscita vincitrice la cosiddetta “gauche plurielle”, come l’ha definita a urne chiuse la leader socialista Martine Aubry. "Questa bella parola, l'Unità", ha sottolineato la Aubry. E’ stata, infatti, l'alleanza fra socialisti e verdi (Europa Ecologie, al 18%) a dare alla sinistra francese un totale del 53,85% dei voti al secondo turno. Lo schiaffo inferto dagli elettori a Sarkozy risulta piuttosto pesante: il suo Ump si è fermato al 35,53%. Francois Fillon lo ha ammesso subito. "Il risultato conferma il successo delle liste di sinistra. Noi non siamo riusciti a essere convincenti. E' una sconfitta per la maggioranza e io mi assumo parte della responsabilità", ha detto.
La valenza del voto, inoltre, appare prettamente politica a tutti gli osservatori. Si tratta,infatti, dell'ultima consultazione prima delle presidenziali del 2012. Alla corsa per l'Eliseo la sinistra evidentemente vuole andare unita. Sarkozy è stato penalizzato anche da un fortissimo astensionismo, che al secondo turno è stato del 48,8% (contro il 53,6% della prima tornata elettorale) e dalla presenza al secondo turno in 12 regioni anche dell'estrema destra del Fronte nazionale, con cui l'Ump non può allearsi per antica tradizione democratica. Il Fronte ha comunque preso il 9,26% a livello nazionale, con picchi del 22% nel nord. Si conferma in questo modo un "voto punitivo" nei confronti del governo.
La giornata di mobilitazione è stata convocata da cinque sindacati a livello nazionale e in tutti i settori, pubblico e privato, in particolare contro un progetto di riforma delle pensioni e contro la prevista soppressione di decine di migliaia di posti di lavoro nell'amministrazione. Lo sciopero, in realtà, era stato già deciso il 15 febbraio scorso, al termine di un vertice organizzato da Sarkozy con sindacati e la Confindustria francese che non aveva prodotto nessuna misura concreta e alcun sostegno sociale immediato. Nonostante la netta sconfitta elettorale della maggioranza presidenziale, inoltre, il governo ha dichiarato di voler mantenere ferma la direzione della sua politica economica. Inevitabile, quindi, è stata la conferma da parte delle organizzazioni sindacali dello sciopero nazionale.
E’ di oggi, invece, la notizia apparsa sui maggiori giornali francesi di un probabile rimpasto di governo. Dopo la sconfitta lo ha confermato il primo ministro Francois Fillon, che però ha tenuto a precisare che si tratterà di un rimpasto “modesto” e “tecnico”.
Dalle urne, infatti, è uscita vincitrice la cosiddetta “gauche plurielle”, come l’ha definita a urne chiuse la leader socialista Martine Aubry. "Questa bella parola, l'Unità", ha sottolineato la Aubry. E’ stata, infatti, l'alleanza fra socialisti e verdi (Europa Ecologie, al 18%) a dare alla sinistra francese un totale del 53,85% dei voti al secondo turno. Lo schiaffo inferto dagli elettori a Sarkozy risulta piuttosto pesante: il suo Ump si è fermato al 35,53%. Francois Fillon lo ha ammesso subito. "Il risultato conferma il successo delle liste di sinistra. Noi non siamo riusciti a essere convincenti. E' una sconfitta per la maggioranza e io mi assumo parte della responsabilità", ha detto.
La valenza del voto, inoltre, appare prettamente politica a tutti gli osservatori. Si tratta,infatti, dell'ultima consultazione prima delle presidenziali del 2012. Alla corsa per l'Eliseo la sinistra evidentemente vuole andare unita. Sarkozy è stato penalizzato anche da un fortissimo astensionismo, che al secondo turno è stato del 48,8% (contro il 53,6% della prima tornata elettorale) e dalla presenza al secondo turno in 12 regioni anche dell'estrema destra del Fronte nazionale, con cui l'Ump non può allearsi per antica tradizione democratica. Il Fronte ha comunque preso il 9,26% a livello nazionale, con picchi del 22% nel nord. Si conferma in questo modo un "voto punitivo" nei confronti del governo.
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22/03/2010 12:40














