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Umbria, oltre 20mila lavoratori investiti dalla crisi

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Cassa integrazione raddoppiata in un anno, boom di lavori precari. L’allarme arriva dal congresso regionale della Cgil tenutosi a Perugia il 18 e 19 marzo. “Rilanciare un patto contro la crisi”. È la sfida per il nuovo segretario regionale Mario Bravi

di MM e FR

 (immagini di Maurizio Minnucci)
PERUGIA - Oltre 20mila lavoratori costretti a ricorrere agli ammortizzatori sociali, cassa integrazione più che raddoppiata in un anno, esplosione del precariato anche nel settore pubblico. La crisi picchia duro anche in Umbria ed è con questa realtà che la Cgil regionale ha dovuto fare i conti durante il suo undicesimo congresso che si è svolto il 18 e 19 marzo al Jazz Hotel Giò di Perugia. Una “crisi pesante”, è scritto nel documento approvato dai delegati al termine dei lavori, che va affrontata anche e soprattutto “puntando sulla coesione sociale”, visto il tentativo in atto di “ridurre il ruolo e il peso del welfare” da sempre punto di forza di queste terre.

Tra i temi che hanno
contraddistinto questi due giorni di congresso spicca la richiesta di pace e solidarietà tra i popoli. Durante la prima giornata è stato rinnovato il gemellaggio tra la Cgil locale e il sindacato Ugtt, della regione di Bizerte, nato nel dicembre del 2006 con la firma di un protocollo a Tunisi. Venerdì è stato invece il turno di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace: molto applaudito il suo intervento in cui ha annunciato che la prossima “Marcia Perugia-Assisi” del 16 maggio sarà dedicata anche alla difesa del lavoro, perché “senza un posto sicuro non potrà mai esserci coesione sociale”.
 
Da un punto di vista
più strettamente sindacale è stato un congresso per certi versi non facile, caratterizzato da un dibattito a tratti anche molto acceso. Alla fine, comunque, è prevalsa la confederalità (“è il nostro valore principale, irrinunciabile”, ha ricordato dal palco la segretaria di Corso Italia, Paola Agnello Modica) e l’assise si è chiusa con l’elezione, da parte del comitato direttivo appena insediato, del nuovo leader Mario Bravi, fino a ieri segretario della Camera del lavoro di Perugia. Con 83 voti favorevoli, 9 contrari e 5 astenuti, Bravi subentra a Manlio Mariotti, candidato per il Pd alle elezioni regionali di fine marzo.

Resta sullo sfondo il quadro assolutamente preoccupante disegnato dai numeri diffusi dal sindacato: nel primo bimestre di quest’anno, qui, si sono consumate oltre 870.000 ore di cassa integrazione ordinaria e oltre 950.000 di cassa straordinaria, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2009 del 103 per cento. Motivi in più per “rilanciare un patto contro la crisi”, è scritto ancora nel documento approvato dall’assise, a partire dalle tre vertenze simbolo della regione, Antonio Merloni, Basell ed Emicom.

A dispetto delle cifre, infatti, le potenzialità del territorio per uscire bene dalla recessione ci sono tutte. Ma l’Umbria, regione di piccola dimensione, resta secondo la Cgil “segnata dalla condizione del paese”. Senza una sponda nazionale, quindi, “non è possibile che nascano eccellenze capaci fare sistema e che siano in grado di trainare complessivamente l’asse di sviluppo di una realtà regionale”.

Rinnovamento e valorizzazione delle esperienze maturate, pieno ruolo e funzione alla differenza di genere, salvaguardia dei pluralismi interni con l'impegno però a dar vita all'esterno ad un'azione unitaria ed efficace: questi gli elementi centrali indicati da Bravi nel suo discorso di insediamento, concluso con un ringraziamento alla segreteria regionale uscente e con il richiamo, una volta ancora, al valore centrale dell'azione interna ed esterna della Cgil: la solidarietà.

(aggiornato alle 20.13)



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TAGS congresso cgil umbria

19/03/2010 19:17

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