
Calabria, Agnello Modica: serve Cgil unita
L'intervento conclusivo dei tre giorni di Congresso della Cgil calabrese, è stato affidato alla segretaria confederale nazionale Paola Agnello Modica
di Emma Berti
GIZZERIA LIDO (CATANZARO). L'intervento conclusivo dei tre giorni di Congresso della Cgil calabrese, è stato affidato alla segretaria confederale nazionale Paola Agnello Modica.
Dopo alcune riflessioni generali sullo svolgimento dell’assise, invita l’organizzazione a “farsi forza pur sapendo che la fase che abbiamo davanti sarà pesantissima”, e a tenere bene a mente che l’azione della Cgil è stata determinante per far sì che non si arrivasse ad un vero e proprio disastro sociale. “Senza di noi, per citare alcuni esempi – precisa – non si sarebbe ottenuta la cassa integrazione in deroga, non sarebbero state bloccate le più pesanti modifiche al Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la Protezione civile S.p.a sarebbe diventata una realtà”.
Inevitabile il richiamo ai grandi temi che hanno guidato le lotte di questi mesi e che continuano ad essere ai primi posti nell’agenda politica del sindacato di Corso d’Italia. In primis la crisi, che, come è stato ricordato più volte nei lavori del congresso calabrese, è una e trina, della produzione, sociale e ambientale, e non si ferma al mondo del lavoro ma diventa crisi democratica. “Una crisi che - sottolinea Agnello Modica – non è certo finita, e che il governo usa per spostare gli equilibri socio economici nel Paese. Un governo che fa delle scelte: sceglie un modello di sviluppo antico e retrogrado, quello di sostenere la rendita e non la produzione; sceglie non solo di mantenere le disuguaglianze, ma le accresce. E lo fa – continua la segretaria - attraverso un fisco ingiusto, il nuovo modello contrattuale che la Cgil non ha firmato, alimentando la disparità nei diritti. E ancora, con la riforma del processo del lavoro e l’attacco allo Statuto dei lavoratori, facendo passare la logica, in quest’ ultimo caso con la compiacenza di Cisl e Uil, per cui tutti i diritti, tutti, diventano derogabili”.
La segretaria confederale apre poi una parentesi sul rapporto con i sindacati di Bonanni e Angeletti: “nessuno pensa che l’unità vada fatta a prescindere, ma bisogna dire no anche alla non unità a prescindere: dipende sempre dal merito”. Con gli applausi della platea, composta da 408 delegati, Agnello Modica conclude chiedendo ai presenti e alla Cgil tutta di tornare ed essere sempre più presenti sui luoghi di lavoro, “perché è da lì che viene la nostra forza”, e lancia uno sguardo a questo XVI Congresso caratterizzato dalla contrapposizione tra due mozioni. “La Cgil è una grande organizzazione pluralistica, ma deve restare unita, perché solo così riusciremo a costruire un progetto per il Paese senza disperdere le nostre forze”.
Dopo alcune riflessioni generali sullo svolgimento dell’assise, invita l’organizzazione a “farsi forza pur sapendo che la fase che abbiamo davanti sarà pesantissima”, e a tenere bene a mente che l’azione della Cgil è stata determinante per far sì che non si arrivasse ad un vero e proprio disastro sociale. “Senza di noi, per citare alcuni esempi – precisa – non si sarebbe ottenuta la cassa integrazione in deroga, non sarebbero state bloccate le più pesanti modifiche al Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la Protezione civile S.p.a sarebbe diventata una realtà”.
Inevitabile il richiamo ai grandi temi che hanno guidato le lotte di questi mesi e che continuano ad essere ai primi posti nell’agenda politica del sindacato di Corso d’Italia. In primis la crisi, che, come è stato ricordato più volte nei lavori del congresso calabrese, è una e trina, della produzione, sociale e ambientale, e non si ferma al mondo del lavoro ma diventa crisi democratica. “Una crisi che - sottolinea Agnello Modica – non è certo finita, e che il governo usa per spostare gli equilibri socio economici nel Paese. Un governo che fa delle scelte: sceglie un modello di sviluppo antico e retrogrado, quello di sostenere la rendita e non la produzione; sceglie non solo di mantenere le disuguaglianze, ma le accresce. E lo fa – continua la segretaria - attraverso un fisco ingiusto, il nuovo modello contrattuale che la Cgil non ha firmato, alimentando la disparità nei diritti. E ancora, con la riforma del processo del lavoro e l’attacco allo Statuto dei lavoratori, facendo passare la logica, in quest’ ultimo caso con la compiacenza di Cisl e Uil, per cui tutti i diritti, tutti, diventano derogabili”.
La segretaria confederale apre poi una parentesi sul rapporto con i sindacati di Bonanni e Angeletti: “nessuno pensa che l’unità vada fatta a prescindere, ma bisogna dire no anche alla non unità a prescindere: dipende sempre dal merito”. Con gli applausi della platea, composta da 408 delegati, Agnello Modica conclude chiedendo ai presenti e alla Cgil tutta di tornare ed essere sempre più presenti sui luoghi di lavoro, “perché è da lì che viene la nostra forza”, e lancia uno sguardo a questo XVI Congresso caratterizzato dalla contrapposizione tra due mozioni. “La Cgil è una grande organizzazione pluralistica, ma deve restare unita, perché solo così riusciremo a costruire un progetto per il Paese senza disperdere le nostre forze”.
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17/03/2010 20:26





