"Dopo il pronunciamento della Corte dei Conti, la recente ordinanza di protezione civile numero 3855 del 5 marzo scorso assegna al presidente della Regione Sardegna l’organizzazione e gestione del 'grande evento' della regata velica Louis Vuitton Cup, sottraendola dalle attività del dipartimento della protezione civile". E' quanto afferma in una nota la Fp Cgil nazionale.
"Ciò nonostante - si legge nella nota - il Dpc ha comunque organizzato e formalizzato una 'struttura temporanea di missione' con la quale 12 funzionari del dipartimento protezione civile sono stati nominati per supportare due dirigenti generali del Dpc, quest’ultimi in qualità rispettivamente di soggetto attuatore e di responsabile dell’ufficio Ger- grandi eventi, risorse tecnologiche e innovazione. Si continua quindi - prosegue la Fp - a perpetuare la distrazione dalle attività istituzionali volte alla tutela dell’ambiente e della vita umana dai rischi presenti sul territorio italiano, che ricordiamo è fortemente sismico per il 40 per cento, e il 65 per cento delle costruzioni edificate in queste aree sono sismicamente insicure".
"Centinaia dì piccoli bacini si affiancano ai 5 grandi bacini nazionali (Po, Arno, Tevere, Piave, Volturno) nel disegnare una mappa del rischio alluvionale estesa e capillarmente diffusa da Nord a Sud. L'instabilità geologica dei nostri monti, in particolare dell'Appennino, rende le frane (460mila) e i dissesti una regola, piuttosto che un'eccezione. Circa 2 milioni di italiani sono insediati in aree a rischio vulcanico e convivono (in modo non pienamente cosciente) con il rischio di eruzioni esplosive dalla tremenda forza distruttiva".
"Mentre sul territorio nazionale - sottolinea l'organizzazione sindacle - le attività proprie di protezione civile sono ferme, si pensa ancora ai grandi eventi. Cosa si sta facendo, infatti, per le aree sismogenetiche di interesse nazionale quali l’Arco Calabro, lo Stretto di Messina, l’Irpinia, il Trevigiano-Bellunese, il Gargano, il Matese? E ancora cosa si sta facendo per il rischio idrogeologico connesso ai grandi fiumi quali il Po, l’Arno, Il Tevere, il Liri Garigliano e Volturno? Su questi importanti temi - conclude -, finalizzati alla salvaguardia e preservazione della vita e dei beni della collettività, quali sono le attività (quelle vere) messe in campo?".