Il monito del governatore di Bankitalia intervenuto al Parlamento europeo. “Quasi tutte le banche stanno per risolvere i problemi di finanziamento, ma i bilanci sono ancora esposti: quest'anno sarà cruciale”. Sui governi: “Non stiano a guardare”
Attenzione ai facili entusiasmi: “La ripresa è disomogenea, debole in Europa, ancora fragile ovunque”. Ne è convinto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che oggi (17 marzo) è intervenuto al Parlamento europeo come presidente Financial stability board (Fsb). “Quasi tutte le banche - ha detto - sono sulla via di risolvere i problemi di finanziamento, ma i loro bilanci sono ancora esposti a elementi di fragilità legate soprattutto allo stato della ripresa economica”. Nel mettere a punto le nuove regole sui requisiti di capitale delle banche, ha aggiunto, “bisogna avere un tempo di transizione adeguato per non danneggiare la ripresa”, ma “non dobbiamo permettere che le attuali situazioni di difficoltà incidano sulla definizione dei nuovi standard”.
Draghi ha parlato anche di “resistenze” verso le nuove regole e si è soffermato sul lavoro che sta svolgendo il board, soprattutto in riferimento al principio del 'too big to fail' (banche 'troppo grandi per fallire'): “Il costo del fallimento potenziale di queste banche ricadrebbe su tutti, perché queste istituzioni sanno di essere troppo grandi per fallire e prendono più rischi, perché sanno che i governi non le abbandoneranno. Ecco perché i governi devono intervenire” per risolvere tale problema. Draghi fissa anche una scadenza: “Il 2010 sarà l'anno cruciale per la messa in atto di quelle che finora sono state proposte a livello politico per la regolamentazione e la stabilità dei mercati finanziari e del settore bancario”.