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Il Lazio è una regione in sofferenza

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Non solo Roma: dalle Camere del lavoro territoriali, il quadro di una realtà toccata ovunque dalla crisi. A Viterbo cresce il lavoro nero, per Rieti rischio isolamento. Colpiti anche Frosinone e Latina, cig in aumento. Civitavecchia, il porto non basta

Tirreno Power di Civitavecchia (Foto Massim. da Flickr) (immagini di Tirreno Power di Civitavecchia (Foto Massim. da Fl)
E’ una situazione complicata quella in cui operano le Camere del lavoro che, oltre alle Cdl romane, sono presenti nel Lazio. I territori in cui esse sono insediate hanno caratteristiche diverse, certo. Ma un dato comune, purtroppo in negativo, è sicuramente costituito, oggi, dal difficile contesto socioeconomico in cui si trovano a operare. Abbiamo chiesto ai segretari generali delle diverse strutture una radiografia delle rispettive realtà.

Viterbo, lavoro nero in crescita
(Miranda Perinelli)
Le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende nel nostro territorio non sono diminuite: abbiamo superato i due milioni. A Viterbo e provincia hanno perso il lavoro oltre 1400 persone, in tutti i settori lavorativi, in particolare industria, servizi pubblici, scuola. La disoccupazione sfiora la soglia del 12%, mentre dilaga il lavoro nero, soprattutto nell’agricoltura, nell’edilizia e nei servizi. In questa situazione è facile che il malaffare e la mafia, approfittando del momento, possano trovare radici. Ritengo che ora più che mai l’intervento dello Stato, in ogni sua forma, sia fondamentale: non solo per le infrastrutture necessarie alla ripresa, ma anche per far crescere il reddito di lavoratori dipendenti e pensionati attraverso il fisco e per allungare i tempi degli ammortizzatori sociali, visto che nessuno sa quando la crisi economica finirà.

Rieti, il rischio dell’isolamento
(Tonino Pietrantoni)
I dati economici e sociali descrivono una provincia in una profonda crisi, isolata, con infrastrutture da anni in cantiere e mai terminate (Rieti-Terni, Rieti-Torano). Si sono persi nei palazzi della Regione alcuni importanti progetti come il Polo regionale delle carni, il Patto Rieti 2015, il piano di rilancio della Solsonica con il polo della ricerca sulle energie rinnovabili a essa collegato. Sono fermi i progetti per la riorganizzazione delle rete ospedaliera, dell’integrazione socio-sanitaria nel territorio, nonché il piano d’ambito per la gestione delle risorse idriche. I dati sulla cassa integrazione raggiungono percentuali enormi e la crisi aggrava tale situazione. In questo quadro, è riesplosa la vertenza Ritel. Rieti resta l’unico capoluogo non collegato da una seria rete infrastrutturale non solo con la capitale ma anche con il territorio della provincia. Dentro la proposta di Progetto Paese della Cgil stiamo cercando di proporre un Progetto Provincia, ma non c’è dubbio che molto dipende dalle linee di sviluppo che saranno delineate a livello nazionale e regionale.

Frosinone, colpiti quasi tutti i settori
(Domenico De Santis)
Nella provincia più industrializzata del Lazio, tutti i settori, con l’eccezione dell’aerospaziale, sono stati colpiti dalla crisi. Sono ben 144 le aziende che nel 2009 hanno fatto ricorso alla Cig o a procedure di mobilità; circa 25mila i lavoratori interessati da tali processi e 5mila di loro a rischio immediato di licenziamento. Emblematica è la vertenza Videocon, dove ben 1400 lavoratori sono senza prospettive, stante la formalizzazione del totale disimpegno della multinazionale indiana a partire dalla metà del dicembre scorso. Da mesi la Cgil sta con forza chiedendo il raddoppio delle settimane di Cigo e lo stanziamento delle quote previste per la cassa in deroga; ma il governo ha stanziato a oggi solo 1,5 miliardi di euro a fronte degli 8 necessari. A una crisi così profonda non si può rispondere solo con le ricette tradizionali, va impostata invece una strategia di ampio respiro: occorre dotare la provincia di infrastrutture materiali – l’alta velocità, l’autostrada, la rete ferroviaria – e immateriali, favorendo il completamento delle reti telematiche a banda larga e wifi. È necessario inoltre far decollare le grandi potenzialità turistiche del frusinate, partendo dal rilancio del polo termale di Fiuggi.

Latina, per la Cig un pessimo boom
(Salvatore D’Incertopadre)
In provincia di Latina le ore autorizzate di Cigo sono passate da 382.718 del 2008 a 1.386.980 del 2009, con un incremento del 262,40%, e quelle di Cigs da 892.391 del 2008 a 1.492.594 del 2009, con un incremento del 67,26%. Per quanto riguarda invece la Cig in deroga, la misura è stata richiesta per 869 lavoratori per un totale pari a 8045 giornate lavorative: il 42% nei settori commercio, turismo, servizi, il 24% nei settori meccanica e legno, il 12% nel tessile, il restante 24% in tutti gli altri settori. Attendiamo per il 2010 un ulteriore incremento di ore di cassa integrazione, nella previsione che i settori più olpiti saranno quelli dell’indotto e quindi le piccole aziende. Resta la necessità impellente di creare nuove opportunità di lavoro, procedendo all’attuazione dei progetti relativi alle infrastrutture, dal momento che nel settore industriale attendiamo un’ulteriore contrazione dei livelli occupazionali.

Pomezia, tra vecchie e nuove difficoltà

(Pino Cappucci)
La crisi si ripercuote da noi in tutti i settori, in particolare nell’edilizia e nelle aziende che, già gravate da difficoltà strutturali, sono passate all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. È comunque avvertibile un certo rallentamento rispetto alla progressione dei mesi scorsi, poiché si è avuta l’interruzione del ricorso alla Cig ordinaria in alcune realtà (soprattutto metalmeccaniche, grafiche, chimiche e della gomma plastica). Prosegue l’effetto negativo delle difficoltà legate al credito, ai pagamenti ritardati della pubblica amministrazione e degli enti locali, alla scarsa liquidità presente nelle medie e piccole aziende. Importanti aziende del settore edile (Dima e Bolici) hanno messo già in passato i dipendenti in condizioni insostenibili, venendo meno al pagamento degli stipendi. Alcuni siti rappresentativi della storia industriale del territorio, come il Tubettificio di Anzio e la Pork House di Ariccia, in difficoltà prima della crisi, hanno chiuso i battenti. Si aggrava il ricorso alla Cig in tutte le realtà. Per i servizi e l’informatica 190 lavoratori in Cig in Bee Team (ex Data Service), 75 in Tecnoindex; la Urmet Tlc mantiene in Cig 60 dipendenti. La Fiorucci continua con la Cig straordinaria e la progressiva diminuzione dell’organico. Quanto al centro di ricerca farmaceutica della Irbm di Pomezia, prosegue il tentativo affinché la nuova società, impegnando nuovi capitali privati e utilizzando le risorse regionali, ricollochi per intero i 140 tecnici e ricercatori. Per la Alstom di Colleferro (200 dipendenti), infine, permangono gravi incognite circa il progetto di un polo manutentivo ferroviario: a tutt’oggi il Comune di Roma, che è uno dei principali soggetti coinvolti, non ha smentito un possibile accordo con la concorrente Ansaldo Breda.

Civitavecchia, nonostante il porto
(Franco Boriello)
Civitavecchia, nonostante il porto, notevolmente ampliato nelle strutture e per le nuove attività derivanti dal traffico crocieristico internazionale, e la presenza di due centrali termoelettriche – Tirreno Power TvSud e Enel TvNord – nel suo territorio non vede grandi insediamenti produttivi ma solo piccole imprese, artigianato, terziario e pubblico impiego. La chiusura dopo oltre un secolo dello stabilimento dell’Italcementi, il disimpegno delle Fs con la fine del trasporto merci da e verso la Sardegna e i riflessi negativi sul terziario e il commercio si sommano agli effetti della crisi, determinando una situazione difficile sotto il profilo occupazionale. L’ultima rilevazione presso i due centri del lavoro ha visto un impressionante aumento degli iscritti che sono 35.954 (di cui 20.517 donne e 15.437 uomini) su una popolazione residente di 146.071: il 24.61%, cioè un residente su quattro. Ma questo dato non basta da solo a rappresentare la realtà occupazionale del territorio: l’imponente presenza di immigrati, stimata in circa 30mila, non rende quantificabile il nero ampiamente diffuso in molti settori produttivi, in particolare nell’edilizia, nella metalmeccanica, nel commercio.

(a cura di Laura Sudiro)



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TAGS lazio congresso cgil cgil roma e lazio lavoro

15/03/2010 16:23

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