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Cgil Calabria: al via il congresso, regione in sofferenza

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di Emma Berti

 
Legalità, lavoro e sviluppo. Saranno questi i temi portanti del decimo Congresso regionale della Cgil Calabria, che si apre oggi, 15 marzo, a Gizzeria Lido, in provincia di Catanzaro. A dare il via ai tre giorni di lavori sarà, con la sua relazione, il segretario generale uscente Sergio Genco, mentre le conclusioni di mercoledì saranno affidate alla segretaria confederale Paola Agnello Modica.

Il quadro in cui si svolge il congresso non è certo roseo: in Calabria gli effetti della crisi hanno esasperato la già drammatica situazione economica e strutturale. Una delle regioni italiane a più basso reddito, con un tasso di occupazione del 44,5%, ben lontano dal 57,5 nazionale e dal 70 degli obiettivi di Lisbona; un tasso di disoccupazione del 14,4%, che supera di quasi sei punti il preoccupante dato nazionale e che per i giovani sale al 46,1 nonostante l’elevato tasso di scolarizzazione. Altro triste primato quello registrato sul fronte del lavoro nero, con il 26% di manodopera irregolare, che in agricoltura, principale settore su cui si basa l’economia calabrese, sale al 50%.

Nel settore industriale manca una struttura sviluppata, come si evince dal tasso di industrializzazione, il più basso del Sud Italia. Le imprese sono di piccole e piccolissime dimensioni e poco produttive, scarseggiano sia gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, sia le infrastrutture.

A completare e aggravare il panorama, una forte infiltrazione della criminalità organizzata in tutti i settori economici e produttivi.

Dal palco del Centro congressi Hotel Caposuvero, teatro dell’assise regionale della Cgil, non mancheranno i richiami ai gravi fatti di Rosarno del gennaio scorso, emblematico e tragico esempio delle condizioni di degrado in cui vivono e lavorano migliaia di immigrati nei campi del Mezzogiorno, sfruttati come schiavi del nuovo millennio dalle cosche e vittime della mancanza di politiche di integrazione.

Altro punto su cui si focalizzerà l’attenzione, la vertenza del Porto di Gioia Tauro. Lo scalo, che contribuisce per il 50% al Pil calabrese, è stato travolto da una crisi che coinvolge l’intera portualità italiana e richiede un urgente intervento del governo per evitare la marginalizzazione dovuta alla perdita di competitività. Dopo mesi di mobilitazione, per i 280 lavoratori diretti è stata avviata la cassa integrazione ordinaria, ma resta l’ombra sul loro futuro.

In Calabria si giunge all’ultimo round congressuale dopo 1306 assemblee di base, 84 congressi di categorie territoriali, 7 di Camere del Lavoro e 12 di categorie regionali. Appuntamenti cui hanno partecipato 76.000 lavoratori, lavoratrici e pensionati, in rappresentanza dei 180.000 iscritti. Il confronto tra le due mozioni che animano il dibattito del XVI congresso del sindacato di Corso d’Italia ha prodotto in questa regione ha assegnato il 94,6 % dei voti al documento “I diritti e il Lavoro oltre la crisi”, primo firmatario Guglielmo Epifani, contro il 5,4% de “La Cgil che vogliamo”, primo firmatario Domenico Moccia.


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TAGS congresso cgil

15/03/2010 08:30

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