
13 marzo
Centrosinistra in piazza, l’alternativa c’è
Roma, in Piazza del Popolo 200mila per democrazia, legalità, lavoro e diritti. Prove di coalizione contro Berlusconi. Bersani vede la vittoria alle regionali, Di Pietro: “Insieme per andare al governo”. E Vendola dice: “Oggi rinasce il nostro cantiere”
di Emanuele Di Nicola
Sabato 13 marzo, si ricompatta il centrosinistra. Una giornata importante per la politica italiana: c’erano 200mila persone a Roma in Piazza del Popolo, sotto lo slogan “Democrazia, legalità, lavoro. Sì alle regole e ai diritti. No ai trucchi. Per vincere”. I leader dei partiti di opposizione hanno parlato con voci diverse, ma tutti sulla stessa linea: bisogna andare insieme per battere Berlusconi. A cominciare dalle regionali per arrivare alle prossime elezioni politiche. La manifestazione nazionale ha avuto come cornice una piazza gremita: c’erano bandiere rosse, simboli dei partiti – dal Pd all’Idv –, sindacati, associazioni degli studenti, attivisti del popolo viola ma soprattutto gente comune. Insomma, sullo sfondo di un’affluenza straordinaria i partiti hanno fatto le prove di una nuova coalizione: “Una festa dell’alternativa”, l’ha definita Bersani. Ma restano impresse le parole di Nichi Vendola: “Da questa piazza rinasce il cantiere del centrosinistra”.
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I protagonisti, però, sono stati i manifestanti. Arrivati con pullman e treni da molte città di Italia, giovani e anziani hanno offerto una mobilitazione con molti dialetti diversi. Tanti anche i cori e gli slogan, riferiti soprattutto ai fatti di questi giorni: “Tg1 senza pudore”, diceva lo striscione dedicato a Minzolini. E ancora “Fermiamo il ritorno al nucleare”, “Berlusconi giù le mani dalla Costituzione”. E’ stata una protesta contro il governo, con particolare riferimento alle irregolarità e le inchieste degli ultimi mesi, ma non sono mancate critiche ai partiti di opposizione. Anche dalla piazza arriva la richiesta di unità: i passaggi dei leader, che hanno ipotizzato una nuova coalizione per tornare a governare, sono stati i più applauditi in assoluto.
Sono intervenuti anche i segretari dei partiti minori: Verdi, socialisti, Federazione della sinistra, Sinistra e libertà. Era presente il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha sottolineato la continuità con lo sciopero generale di ieri (12 marzo): “La battaglia di oggi si lega a quella di ieri, è la stessa battaglia per la democrazia e per i diritti dei lavoratori. E’ fondamentale ricordare che il sindacato più rappresentativo non si può escludere dagli accordi”.
Ha aperto la giornata Emma Bonino. La candidata del centrosinistra per il Lazio si è augurata “una riscossa democratica e civile”. “Potremo vincere qui e in altre Regioni – ha detto -, ma per riuscirci ognuno di noi deve essere militante e sentire che vi sono vicina. Dobbiamo essere l’alternativa al vecchio, a questo regime da basso impero che è prepotente perché si sente moribondo”. La campagna elettorale non sarà facile: “Mancano pochi giorni alla scadenza e ci saranno altre trappole, dobbiamo saperle evitare”.
Vendola, da qui parte l’alternativa
“Il racconto berlusconiano mostra delle smagliature”. Lo ha detto il candidato per la Puglia, Nichi Vendola, che più di tutti ha infiammato la piazza: il suo intervento è stato scandito dagli applausi. “Dovevamo difendere la Costituzione con più forza, soprattutto l’articolo 1 – a suo avviso -. Oggi non abbiamo più una repubblica basata sul lavoro, ma sulle televisioni”. Per Vendola il governo è al capolinea: “Il berlusconismo è finito nelle macerie dell’Aquila, esattamente nel cartello con scritto ‘Io non ridevo’. Adesso il centrosinistra deve trovare un altro racconto credibile e coerente che possa essere l’alternativa. Da questa piazza riparte il nostro cantiere”.
Di Pietro, insieme per andare al governo
Il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha messo da parte le polemiche sul ruolo di Napolitano e ha proposto una nuova coalizione. “Da oggi dobbiamo impegnarci tutti insieme – ha affermato – e da oggi parleremo solo di questo: come liberare il paese dal despota. Faremo quello che ci chiede la gente: trovare un’alternativa di governo per mandare a casa Berlusconi”. Ha comunque attaccato il centrosinistra, colpevole di “concorso di colpa”, ma ha chiesto un atto di responsabilità: “Prendo un impegno prioritario: fare uno sforzo comune per battere Berlusconi alle urne, fare squadra insieme per vincere le elezioni”. Requisito di credibilità per ogni partito di qualunque schieramento, ha aggiunto, è “mettere fuori le mele marce”.
Bersani: le cose cambiano, vinciamo le regionali
“Vinciamo le elezioni liste o non liste”. Così il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Non ci preoccupa il dl salva liste, ma il problema della legalità”. Il capo del governo fa il capolista e il caporedattore del Tg1, a suo avviso, ma non il suo mestiere: “Offre pillole di propaganda e spot televisivi, sono tutte bolle di sapone”. Quindi si è chiesto: “Perché Berlusconi non prende la carriola e porta via le macerie dell’Aquila, che stanno lì da oltre un anno?”. Il centrosinistra vuole “cambiare l’agenda del paese”: rifare la legge elettorale – dopo le regionali, dice Bersani -, non più un Parlamento asservito e leggi ad personam. Deve tornare al centro la questione sociale: “Il lavoro è il primo problema, come dare lavoro e migliorare le sue regole, non frantumarle come ha fatto il ddl”. Scuola, sanità, grandi servizi pubblici: sono questi che garantiscono la vera uguaglianza, sostiene il leader, e questi saranno i temi della campagna elettorale del centrosinistra. “Combattiamo Berlusconi ma non ci rispecchiamo in lui – ha concluso -, noi abbiamo negli occhi l’Italia di domani: le cose cambiano e ora andiamo a vincere le elezioni”.
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I protagonisti, però, sono stati i manifestanti. Arrivati con pullman e treni da molte città di Italia, giovani e anziani hanno offerto una mobilitazione con molti dialetti diversi. Tanti anche i cori e gli slogan, riferiti soprattutto ai fatti di questi giorni: “Tg1 senza pudore”, diceva lo striscione dedicato a Minzolini. E ancora “Fermiamo il ritorno al nucleare”, “Berlusconi giù le mani dalla Costituzione”. E’ stata una protesta contro il governo, con particolare riferimento alle irregolarità e le inchieste degli ultimi mesi, ma non sono mancate critiche ai partiti di opposizione. Anche dalla piazza arriva la richiesta di unità: i passaggi dei leader, che hanno ipotizzato una nuova coalizione per tornare a governare, sono stati i più applauditi in assoluto.
Sono intervenuti anche i segretari dei partiti minori: Verdi, socialisti, Federazione della sinistra, Sinistra e libertà. Era presente il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha sottolineato la continuità con lo sciopero generale di ieri (12 marzo): “La battaglia di oggi si lega a quella di ieri, è la stessa battaglia per la democrazia e per i diritti dei lavoratori. E’ fondamentale ricordare che il sindacato più rappresentativo non si può escludere dagli accordi”.
Ha aperto la giornata Emma Bonino. La candidata del centrosinistra per il Lazio si è augurata “una riscossa democratica e civile”. “Potremo vincere qui e in altre Regioni – ha detto -, ma per riuscirci ognuno di noi deve essere militante e sentire che vi sono vicina. Dobbiamo essere l’alternativa al vecchio, a questo regime da basso impero che è prepotente perché si sente moribondo”. La campagna elettorale non sarà facile: “Mancano pochi giorni alla scadenza e ci saranno altre trappole, dobbiamo saperle evitare”.
Vendola, da qui parte l’alternativa
“Il racconto berlusconiano mostra delle smagliature”. Lo ha detto il candidato per la Puglia, Nichi Vendola, che più di tutti ha infiammato la piazza: il suo intervento è stato scandito dagli applausi. “Dovevamo difendere la Costituzione con più forza, soprattutto l’articolo 1 – a suo avviso -. Oggi non abbiamo più una repubblica basata sul lavoro, ma sulle televisioni”. Per Vendola il governo è al capolinea: “Il berlusconismo è finito nelle macerie dell’Aquila, esattamente nel cartello con scritto ‘Io non ridevo’. Adesso il centrosinistra deve trovare un altro racconto credibile e coerente che possa essere l’alternativa. Da questa piazza riparte il nostro cantiere”.
Il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha messo da parte le polemiche sul ruolo di Napolitano e ha proposto una nuova coalizione. “Da oggi dobbiamo impegnarci tutti insieme – ha affermato – e da oggi parleremo solo di questo: come liberare il paese dal despota. Faremo quello che ci chiede la gente: trovare un’alternativa di governo per mandare a casa Berlusconi”. Ha comunque attaccato il centrosinistra, colpevole di “concorso di colpa”, ma ha chiesto un atto di responsabilità: “Prendo un impegno prioritario: fare uno sforzo comune per battere Berlusconi alle urne, fare squadra insieme per vincere le elezioni”. Requisito di credibilità per ogni partito di qualunque schieramento, ha aggiunto, è “mettere fuori le mele marce”.
Bersani: le cose cambiano, vinciamo le regionali
“Vinciamo le elezioni liste o non liste”. Così il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Non ci preoccupa il dl salva liste, ma il problema della legalità”. Il capo del governo fa il capolista e il caporedattore del Tg1, a suo avviso, ma non il suo mestiere: “Offre pillole di propaganda e spot televisivi, sono tutte bolle di sapone”. Quindi si è chiesto: “Perché Berlusconi non prende la carriola e porta via le macerie dell’Aquila, che stanno lì da oltre un anno?”. Il centrosinistra vuole “cambiare l’agenda del paese”: rifare la legge elettorale – dopo le regionali, dice Bersani -, non più un Parlamento asservito e leggi ad personam. Deve tornare al centro la questione sociale: “Il lavoro è il primo problema, come dare lavoro e migliorare le sue regole, non frantumarle come ha fatto il ddl”. Scuola, sanità, grandi servizi pubblici: sono questi che garantiscono la vera uguaglianza, sostiene il leader, e questi saranno i temi della campagna elettorale del centrosinistra. “Combattiamo Berlusconi ma non ci rispecchiamo in lui – ha concluso -, noi abbiamo negli occhi l’Italia di domani: le cose cambiano e ora andiamo a vincere le elezioni”.
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13/03/2010 19:29
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