
Sciopero Cgil: Fiom Milano, molte fabbriche ferme
“Difendiamo l’articolo 18, contro i licenziamenti”: con questo slogan si è aperto il lungo spezzone metalmeccanico del corteo che a Milano da Porta Venezia ha raggiunto Piazza Duomo per lo sciopero generale della Cgil. Erano tanti i lavoratori metalmeccanici che hanno manifestato dietro agli striscioni delle aziende presidiate e in lotta (Mangiarotti Nuclear, Agile/Eutelia, Jacob Muller, Lares, Alfa) e di molte altre, con le bandiere della Fiom listate a lutto a indicare (come troppe altre volte) quanto in molte aziende la vita dei lavoratori valga molto meno dei costi per mettere in sicurezza strutture e impianti. Alte anche le percentuali di adesione allo sciopero generale indetto dalla sola Cgil: 100% alla Mangiarotti Nuclear, 85% alla Stac Italia, 80% alla Faema, alla Sirti, alla Lobo, alla Kone, il 75% alla Nacco, alla Lear, al Gruppo Aturia, alla Ugitech, alla Asi.
“Anche oggi, come in molte altre occasioni, è scesa in piazza la consapevolezza e la determinazione metalmeccanica – è il commento di Maria Sciancati, segretaria generale della Fiom di Milano – quella che rende possibili lunghe ed aspre vertenze, quella che abbiamo visto nelle mobilitazioni per il contratto e la democrazia, contro l’accordo separato, nei presidi contro i licenziamenti e le dismissioni. In questo paese governato da chi tutto ha in mente tranne che il lavoro e lo sviluppo, dove le imprese non hanno alcun vincolo mentre i diritti e la democrazia vengono messi sistematicamente in discussione, le lavoratrici e i lavoratori che hanno sfilato oggi sono argine alla deriva. Sarebbe bene che cominciasse e rendersene conto anche chi continua a non ascoltarli”.
“Anche oggi, come in molte altre occasioni, è scesa in piazza la consapevolezza e la determinazione metalmeccanica – è il commento di Maria Sciancati, segretaria generale della Fiom di Milano – quella che rende possibili lunghe ed aspre vertenze, quella che abbiamo visto nelle mobilitazioni per il contratto e la democrazia, contro l’accordo separato, nei presidi contro i licenziamenti e le dismissioni. In questo paese governato da chi tutto ha in mente tranne che il lavoro e lo sviluppo, dove le imprese non hanno alcun vincolo mentre i diritti e la democrazia vengono messi sistematicamente in discussione, le lavoratrici e i lavoratori che hanno sfilato oggi sono argine alla deriva. Sarebbe bene che cominciasse e rendersene conto anche chi continua a non ascoltarli”.
TAGS sciopero cgil
12/03/2010 16:25





