
“Posto inadatto a una donna”: Cassazione, è reato
Le donne non possono esser criticate solo per la loro appartenenza al genere femminile: non si può dire che in un posto di lavoro sarebbe meglio sostituirle con un uomo. E' quanto si legge in una sentenza emessa oggi (12 marzo) dalla Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna per diffamazione nei confronti di un giornalista e di un sindacalista. Questi avevano rivolto critiche di genere nei confronti della direttrice del carcere di Arienzo, in provincia di Caserta.
Le critiche alle donne sul lavoro, sganciate da qualunque riferimento a fatti specifici e riferite solo al 'dato
biologico', per la Cassazione sono lesive della dignità della persona e si pagano con la condanna penale e il risarcimento danni.
Le critiche alle donne sul lavoro, sganciate da qualunque riferimento a fatti specifici e riferite solo al 'dato
biologico', per la Cassazione sono lesive della dignità della persona e si pagano con la condanna penale e il risarcimento danni.
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TAGS cassazione donne lavoro
12/03/2010 14:27














