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Il Tar sospende lo stop ai talk show politici

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Accolti i ricorsi delle tv commerciali (Sky e La7) contro il regolamento imposto dal Garante delle comunicazioni sulla par condicio in periodo elettorale. Possibili riflessi anche sulle trasmissioni Rai. Pd: “Bocciata norma bavaglio del governo”

foto di Jerry W. Lewis (da flickr) (immagini di foto di Jerry W. Lewis (da flickr))
Stop al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Il Tar del Lazio ha accolto oggi (12 marzo) la richiesta di Sky e Telecom Italia Media (La7), a favore della sospensione del regolamento, esattamente all’articolo 6 comma 2, varato dall’Autorità che disciplina la par condicio in vista delle regionali. Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva “considerato che a conclusione di una prima delibazione - spiegano i giudici nella motivazione - propria della fase cautelare, risultano non sprovviste di profili di fondatezza del ricorso le censure dedotte avverso la delibera impugnata”, proprio nella parte in cui è prevista la norma relativa ai talk show in periodo elettorale, che ha di fatto ha portato alla sospensione dei programmi di approfondimento. Il Tribunale, accogliendo la richiesta di Sky e Ti Media, ha fissato l’udienza di merito al 6 maggio.

“Si comincia smantellare il castello di illegalità”, afferma Michele Santoro che ora attende dalla Rai “un comportamento consequenziale”, ricordando di avere sempre sostenuto l’illegittimità delle disposizioni sulla par condicio. Secondo Paolo Gentiloni (Pd), “la sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali è una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di vigilanza Rai. I programmi giornalistici - a suo avviso - devono riprendere subito anche in Rai: un silenzio riservato alla sola tv pubblica sarebbe, a questo punto, un vero e proprio scandalo”.

Dello stesso avviso il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti: “Finalmente una buona notizia, non avevamo dubbi. Il Tar del Lazio ha deciso di levare il bavaglio alle trasmissioni soppresse accogliendo il ricorso” di Sky e Telecom Italia Media. “L’Agcom - aggiunge Giulietti - si era vista costretta, almeno questa era la loro tesi, ad estendere l’assurdo regolamento al privato per non creare disparità con il settore pubblico. La decisione del Tar non può che comportare una immediata decadenza del regolamento anche per il servizio pubblico. Siamo sicuri che le Autorità di garanzia e il Cda Rai vorranno immediatamente recepire questa decisione e in particolare la Rai vorrà comunicare l’immediata riapertura di tutte le trasmissioni arbitrariamente soppresse. Soppressione - conclude Giulietti - che ha creato forte indignazione e che ha fatto sì che l’esposto presentato da Articolo21 abbia raccolto oltre 20mila firme in poche ore”.



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TAGS regionali par condicio

12/03/2010 11:52

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