
Congresso Cgil-Agb: Epifani chiude prima giornata
di Roberto Greco
Guglielmo Epifani ha chiuso, con il suo intervento, i lavori della prima giornata del 16° congresso della Cgil-Agb, in corso a Bolzano. Il segretario generale della Cgil ha ricordato le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero generale del 12 marzo. “È una crisi insidiosa - ha detto -, con responsabilità morali evidenti, che gonfia il deficit del paese e da cui ne usciremo più deboli e più poveri: alla fine, a rimetterci saranno lavoratori e pensionati, perché verranno tagliati salari e pensioni. Questo non lo possiamo e vogliamo accettare, perché si stanno costruendo colossali povertà”.
Un esempio su tutti: “Chi è titolare di pensione o di un fondo integrativo - ha ricordato Epifani - ha perso il 7 per cento del suo reddito in poco tempo. In totale, oltre 90 miliardi di redditi sono scomparsi: dal dopoguerra ad oggi non era mai accaduto. E i problemi dell’occupazione sono più gravi adesso e lo saranno ancora di più nei prossimi mesi. Le imprese, a cominciare dalle multinazionali, ristrutturano e licenziano, ricorrendo alla manodopera laddove è più vantaggiosa in termini di costo del lavoro. La disoccupazione tenderà ad aumentare ancora, così come aumenteranno le situazioni di sottosalario e sottopensione: al termine della crisi, il paese sarà cambiato, ma in peggio”.
E in tutto ciò, denuncia il leader Cgil, il governo continua a non fare nulla sulla crisi, né avvia sedi di confronto. Sul fisco, Epifani ha detto che di fronte al declino attuale “non si può continuare ad aumentare il prelievo sulle buste paga di lavoratori e pensionati e avere un’evasione contributiva abnorme, senza che, nel contempo, si tassino i grandi patrimoni e le grandi rendite finanziarie”.
Infine, Epifani si è soffermato sulla riunione di oggi, convocata dal ministro del Welfare: “È stata un’ordinaria giornata di furbizia in tema di diritti, con la firma di un avviso comune con tutti i sindacati e le associazioni d’impresa, tranne la Cgil, per definire che sull’arbitrato verrà escluso l’articolo 18. È una faccenda gravissima, perché è una libertà in meno per il lavoratore. Non ci faremo mettere i piedi in testa sui diritti. Ricorreremo in tutte le sedi contro l’avviso comune, per non permettere che i giovani siano soggetti a ricatti all’atto dell’assunzione. Mi vergognerei di stare in un sindacato in cui i diritti dei propri iscritti vengano dimezzati”.
Un esempio su tutti: “Chi è titolare di pensione o di un fondo integrativo - ha ricordato Epifani - ha perso il 7 per cento del suo reddito in poco tempo. In totale, oltre 90 miliardi di redditi sono scomparsi: dal dopoguerra ad oggi non era mai accaduto. E i problemi dell’occupazione sono più gravi adesso e lo saranno ancora di più nei prossimi mesi. Le imprese, a cominciare dalle multinazionali, ristrutturano e licenziano, ricorrendo alla manodopera laddove è più vantaggiosa in termini di costo del lavoro. La disoccupazione tenderà ad aumentare ancora, così come aumenteranno le situazioni di sottosalario e sottopensione: al termine della crisi, il paese sarà cambiato, ma in peggio”.
Infine, Epifani si è soffermato sulla riunione di oggi, convocata dal ministro del Welfare: “È stata un’ordinaria giornata di furbizia in tema di diritti, con la firma di un avviso comune con tutti i sindacati e le associazioni d’impresa, tranne la Cgil, per definire che sull’arbitrato verrà escluso l’articolo 18. È una faccenda gravissima, perché è una libertà in meno per il lavoratore. Non ci faremo mettere i piedi in testa sui diritti. Ricorreremo in tutte le sedi contro l’avviso comune, per non permettere che i giovani siano soggetti a ricatti all’atto dell’assunzione. Mi vergognerei di stare in un sindacato in cui i diritti dei propri iscritti vengano dimezzati”.
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
TAGS congresso cgil
11/03/2010 19:26













