
Caos elezioni
Il centrosinistra scalda la piazza, Berlusconi perde punti
Premier preoccupato: il pasticcio sulle liste ha causato un calo stimato del 4%. Bersani sulla manifestazione: “Diremo che è piena responsabilità del governo”. L'opposizione ci crede, obiettivo 7 Regioni a 6. Il quotidiano Europa: sabato rinasce l'Unione
di E.D.N.
“Sono tranquillo e lo ero anche ieri”. Stamani (giovedì 11 marzo) il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ostenta serenità sull’esito delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. In realtà proprio ieri sera (10 marzo) sono emerse le preoccupazioni, durante una cena con alcuni senatori del Pdl. Dopo il caos liste in Lazio e Lombardia, a quanto riferisce l’Ansa, il premier ha espresso apprensione ai suoi collaboratori. Ha manifestato l’intenzione di “metterci la faccia” in campagna elettorale: dopo il pasticcio delle liste ha quantificato in 4 punti percentuali la discesa dei consensi nella sua coalizione. D'altronde, il sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica certifica il calo: a marzo Berlusconi sarebbe al 44% di fiducia e il governo a quota 38% (-2% in entrambi i casi). Sempre secondo l’Ansa, il premier tornerà a sottolineare i “rischi” dell’eventuale vittoria del centrosinistra: ritorno dell’Ici, aumento della tassazione sulle rendite, uno “stato di polizia tributaria”. Prima il Pdl era in vantaggio, avrebbe detto ieri, ora deve recuperare: l’obiettivo minimo è ottenere cinque Regioni.
Nel frattempo, il centrosinistra prepara la manifestazione di sabato a Roma. Contro il decreto salva liste e per la democrazia. Sarà un appuntamento condiviso, come già annunciato, dopo una riflessione hanno aderito tutti i partiti dello schieramento. Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, oggi fa il punto a Repubblica Tv e rende noto che interverrà dal palco di Piazza del Popolo: “Se parlerà la politica, certo che ci sarò anch’io”. Dopo le polemiche sul ruolo di Napolitano nel decreto, Bersani indica la linea della mobilitazione: “Ha un’impostazione che sarà interpretata in modo univoco – dice -, con ogni evidenza diciamo che il governo porta piena responsabilità di quello che è successo”. Nell’appuntamento del 13 marzo, insomma, “facciamo parlare la politica e la società con iniziative in diverse piazze, porteremo il tema della democrazia e del lavoro”. Anche il centrosinistra ha iniziato i conti sulle elezioni, per riempire la maggioranza delle caselle in gioco: “Vincere sette Regioni a sei è un bell’obiettivo”, secondo Bersani. Che ha anche un’altra certezza: “Qualche mese fa ci davano nella riserva indiana, oggi si vede che non è così”.
“Mandare a casa il governo Berlusconi”. Questo l’obiettivo della manifestazione per il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che rincara la dose contro l’esecutivo: sarà “la piazza della riscossa”, a suo avviso, in cui gli italiani diranno “basta al governo fascista e piduista”. Gli esponenti dell’Italia dei valori, precisa, non saranno “sorvegliati speciali” per eventuali critiche contro Napolitano, ma piuttosto “sorveglianti speciali nei confronti di un governo che, invece di pensare a lavoro e occupazione, dice che in Italia va tutto bene”.
Europa: sabato rinasce l'Unione
Un segnale significativo arriva da Europa, l’ex quotidiano della Margherita. Quella di sabato, si legge nell’editoriale, sarà “la piazza della nuova Unione”. Una manifestazione che può fare da culla per la rinascita della coalizione di centrosinistra. Il giornale vi guarda con preoccupazione definendolo “un problema” per il Pd, ma prima di tutto ammette: “Questa (grande) manifestazione del 13 marzo rappresenterà soprattutto il definitivo ritorno dell’Unione, il risorgere del centrosinistra senza confini e quindi la chiusura della parentesi dell’ambizione maggioritaria di Veltroni”.
Avvenire: basta scontri, ora disarmo
Resta teso il clima verso le regionali, ma c’è anche chi prova a stemperarlo. Si augura “il disarmo” il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, intervenendo oggi sul quotidiano. “Dovremmo parlare e scrivere di questioni di governo locale”, si legge sul giornale dei vescovi, ma al contrario “vediamo e raccontiamo il dibattere furente (e caotico) su tutt’altro, nonché il moltiplicarsi di inquietanti pressioni sulle più alte istituzioni (a cominciare dal Quirinale)”. Non piacciono neanche le “prove di forza” in Parlamento tra maggioranza e opposizione: “Il disorientamento cresce, così, di pari passo con il fastidio per quest’ennesimo impazzimento del dibattito”. Quindi l’invito a deporre le armi e “svelenire il clima”.
» Psicoconferenza stampa del premier
» Il 13 la società civile in piazza
» BLOG, La nemesi delle liste
Nel frattempo, il centrosinistra prepara la manifestazione di sabato a Roma. Contro il decreto salva liste e per la democrazia. Sarà un appuntamento condiviso, come già annunciato, dopo una riflessione hanno aderito tutti i partiti dello schieramento. Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, oggi fa il punto a Repubblica Tv e rende noto che interverrà dal palco di Piazza del Popolo: “Se parlerà la politica, certo che ci sarò anch’io”. Dopo le polemiche sul ruolo di Napolitano nel decreto, Bersani indica la linea della mobilitazione: “Ha un’impostazione che sarà interpretata in modo univoco – dice -, con ogni evidenza diciamo che il governo porta piena responsabilità di quello che è successo”. Nell’appuntamento del 13 marzo, insomma, “facciamo parlare la politica e la società con iniziative in diverse piazze, porteremo il tema della democrazia e del lavoro”. Anche il centrosinistra ha iniziato i conti sulle elezioni, per riempire la maggioranza delle caselle in gioco: “Vincere sette Regioni a sei è un bell’obiettivo”, secondo Bersani. Che ha anche un’altra certezza: “Qualche mese fa ci davano nella riserva indiana, oggi si vede che non è così”.
“Mandare a casa il governo Berlusconi”. Questo l’obiettivo della manifestazione per il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che rincara la dose contro l’esecutivo: sarà “la piazza della riscossa”, a suo avviso, in cui gli italiani diranno “basta al governo fascista e piduista”. Gli esponenti dell’Italia dei valori, precisa, non saranno “sorvegliati speciali” per eventuali critiche contro Napolitano, ma piuttosto “sorveglianti speciali nei confronti di un governo che, invece di pensare a lavoro e occupazione, dice che in Italia va tutto bene”.
Un segnale significativo arriva da Europa, l’ex quotidiano della Margherita. Quella di sabato, si legge nell’editoriale, sarà “la piazza della nuova Unione”. Una manifestazione che può fare da culla per la rinascita della coalizione di centrosinistra. Il giornale vi guarda con preoccupazione definendolo “un problema” per il Pd, ma prima di tutto ammette: “Questa (grande) manifestazione del 13 marzo rappresenterà soprattutto il definitivo ritorno dell’Unione, il risorgere del centrosinistra senza confini e quindi la chiusura della parentesi dell’ambizione maggioritaria di Veltroni”.
Avvenire: basta scontri, ora disarmo
Resta teso il clima verso le regionali, ma c’è anche chi prova a stemperarlo. Si augura “il disarmo” il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, intervenendo oggi sul quotidiano. “Dovremmo parlare e scrivere di questioni di governo locale”, si legge sul giornale dei vescovi, ma al contrario “vediamo e raccontiamo il dibattere furente (e caotico) su tutt’altro, nonché il moltiplicarsi di inquietanti pressioni sulle più alte istituzioni (a cominciare dal Quirinale)”. Non piacciono neanche le “prove di forza” in Parlamento tra maggioranza e opposizione: “Il disorientamento cresce, così, di pari passo con il fastidio per quest’ennesimo impazzimento del dibattito”. Quindi l’invito a deporre le armi e “svelenire il clima”.
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11/03/2010 13:12













