
Occupazione tra over 55, Italia agli ultimi posti Ue
L’Italia è tra gli ultimi paesi europei per tasso di attività degli anziani a causa dei tanti ostacoli ad un effettivo prolungamento della vita lavorativa, mentre il tempo della pensione si sta trasformando nel tempo di nuove attività, dalla cura e assistenza ai famigliari, all’impegno nel terzo settore. È il quadro messo in evidenza in uno studio dal titolo “Dal lavoro al pensionamento” presentato ieri mattina al Cnel dalla Fondazione Esperienza dei lavoratori anziani di Azienda costituita dall’Associazione nazionale seniores d’azienda. Lo riferisce il Reddattore Sociale.
“L’Italia è uno dei paesi che ha il tasso di longevità più alto e quello di natalità più basso - ha spiegato Claudia Villosio ricercatrice del Laboratorio R. Revelli -, per questo a maggior ragione, affrontare la questione dell’invecchiamento della popolazione ci sembra un’urgenza non più rimandabile”. Secondo lo studio, infatti, in Italia si invecchia più che altrove. Le persone con più di 65 anni rappresentano il 20% della popolazione italiana, ma secondo l’Ocse nel 2050 più di un italiano su tre avrà oltre 65 anni".
"I lavoratori con più di 55 anni in Italia nel 2008 erano quasi 3 milioni - prosegue la ricercatrice - il 12% dell’occupazione totale, ma se si guarda al tasso di occupazione degli anziani, nel nostro paese è del 34,4%, 13 punti al di sotto della media europea che è circa del 47%, una percentuale elevata a livello europeo ottenuta soprattutto grazie al contributo dei paesi del Nord Europa".
"In assenza di cambiamenti nelle tendenze di pensionamento – spiega lo studio -, il rapporto tra le persone inattive e quelle in età lavorativa, nei paesi europei, raddoppierà dal 38% dei primi anni 2000 al 70% circa del 2050 e l’Italia deterrà il poco invidiabile record di paese con la più elevata percentuale, il 93%, di popolazione anziana inattiva sulla forza lavoro. La quota degli over 65 sulla popolazione nelle previsioni per il 2050, infatti, vede l’Italia seconda solo alla Spagna e di poco, con una percentuale intorno al 35%”.
“L’Italia è uno dei paesi che ha il tasso di longevità più alto e quello di natalità più basso - ha spiegato Claudia Villosio ricercatrice del Laboratorio R. Revelli -, per questo a maggior ragione, affrontare la questione dell’invecchiamento della popolazione ci sembra un’urgenza non più rimandabile”. Secondo lo studio, infatti, in Italia si invecchia più che altrove. Le persone con più di 65 anni rappresentano il 20% della popolazione italiana, ma secondo l’Ocse nel 2050 più di un italiano su tre avrà oltre 65 anni".
"In assenza di cambiamenti nelle tendenze di pensionamento – spiega lo studio -, il rapporto tra le persone inattive e quelle in età lavorativa, nei paesi europei, raddoppierà dal 38% dei primi anni 2000 al 70% circa del 2050 e l’Italia deterrà il poco invidiabile record di paese con la più elevata percentuale, il 93%, di popolazione anziana inattiva sulla forza lavoro. La quota degli over 65 sulla popolazione nelle previsioni per il 2050, infatti, vede l’Italia seconda solo alla Spagna e di poco, con una percentuale intorno al 35%”.
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11/03/2010 11:10













