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Migranti, incontro tra Epifani e Adrien Beleki Akouete

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Prosegue la 'Primavera antirazzista' della Cgil. L'integrazione tra i temi dello sciopero generale del 12 marzo

Corso d’Italia ha oggi (4 marzo) ospitato il segretario generale della Ituc Africa, Adrien Beleki Akouete, per fare il punto sulla situazione in cui vivono i lavoratori immigrati in Italia. In una conferenza stampa - che si inserisce all’interno dell’iniziativa ‘Primavera antirazzista’ - il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, e la segretaria confederale, Nicoletta Rocchi, insieme al leader sindacale africano Akouete hanno fatto il punto sull’impegno costante della confederazione in questi anni per la difesa dei diritti dei migranti e su come tutt’ora il tema rimanga “una delle grandi questioni che segna la civiltà di un paese e verso la quale l'Italia sta regredendo anche da questo punto vista”, ha affermato Epifani.

Per il leader della Cgil “serve una riforma della politica di accoglienza”, verso la quale il sindacato sta investendo il suo impegno che segnerà un passaggio importante con lo sciopero del 12 marzo. La battaglia di queste ore contro un provvedimento che tende a ridurre i diritti dei lavoratori (la legge che modifica l’articolo 18, ndr) è identica a quella a sostegno degli immigrati”, ha spiegato il segretario generale nel denunciare come i fatti di Rosarno “siano passati troppo presto sotto silenzio e il rischio è che si verifichino altre Rosarno se non si risolvono i problemi che li hanno generati”. Per Epifani, inoltre, “il ‘caso Italia’ è paradossale per un paese che ha mandato 27 milioni di italiani nel mondo, il numero maggiore tra i paesi europei, e oggi non riesce a darsi una cultura e un diritto delle politiche di accoglienza. Per prendere qualche voto si mandano al macero i diritti dell'uomo e si torna a prima della Rivoluzione francese”.

Il coordinatore nazionale immigrati
, Danesh, ha poi fatto sapere che “i lavoratori immigrati producono il 10 per cento del pil italiano e pagano 21 miliardi di contributi, ma dietro le cifre ci sono persone. Vent'anni fa gli italiani avevano un lavoro sicuro e gli immigrati un lavoro precario, oggi gli italiani hanno un lavoro precario e gli immigrati sono ridotti in schiavitù. Il governo ha un atteggiamento ideologico e restrittivo che porta inevitabilmente al degrado sociale e civile'. Per questo, ha concluso Danesh, “la Cgil affronta la tematica guardando al futuro, nel '91 abbiamo cambiato lo statuto per un sindacato plurietnico. Oggi ci sono 300mila immigrati iscritti e 1.500 che lavorano all'interno dell’organizzazione”.

Il leader sindacale africano, Adrien Beleki Akouete, ha chiesto che la legge italiana riconosca i diritti dei lavoratori immigrati: “Raccolgono i pomodori, puliscono le città, si occupano dei vostri figli e dei vostri genitori anziani. Il 17% degli addetti nel settore edile in Italia sono di origine straniera. Servono leggi che riconoscano i diritti di questi lavoratori”. Il mondo, ha concluso Akoute, “conoscerà sempre l'immigrazione e l'immigrato quando arriva nel paese che lo accoglie porta con sé il proprio 'know-how' e visto che gli stranieri portano la propria forza lavoro devono vedersi riconoscere i propri diritti”.



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TAGS cgil immigrati epifani

04/03/2010 16:40

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