
Art. 18: Fiom, gravissimo attacco ai diritti
“Il cosiddetto 'collegato lavoro', voluto dal governo e approvato dal Senato il 3 marzo, contiene norme che destrutturano i contratti nazionali di lavoro e, di fatto, annullano le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori". È quanto afferma in una nota la segreteria nazionale della Fiom Cgil. "È un nuovo e gravissimo attacco - si legge nella nota - ai diritti del lavoro e della democrazia, ulteriore frutto velenoso dell’accordo separato sul sistema contrattuale, va respinto con la massima mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Attraverso la certificazione individuale, potrà essere chiesto alle lavoratrici e ai lavoratori di sottoscrivere, all’atto dell’assunzione, condizioni in deroga ai contratti nazionali e peggiorative anche per i termini che riguardano la giusta causa rispetto ai licenziamenti. Inoltre, potrà essere richiesta la sottoscrizione della rinuncia a ricorrere al giudice del lavoro per ogni contenzioso riguardante il rapporto di lavoro e il licenziamento”.
“Il ricorso all’arbitrato - prosegue la Fiom - in alternativa al giudice del lavoro diventa così una norma 'capestro' che sarà sottoposta al lavoratore nell’atto in cui è più ricattabile, ovvero al momento in cui viene assunto. In questo modo, la tutela dell’articolo 18 viene annullata e resa inagibile. È un chiaro disegno per ripristinare un potere autoritario e indiscutibile del datore di lavoro che punta a cancellare cento anni di lotte con cui si è conquistato il diritto del lavoro".
"Altri aspetti inaccettabili della legge approvata ieri - aggiunge la nota - che si configura come una vera e propria controriforma del diritto del lavoro, sono: la limitazione nei tempi per ricorrere contro i licenziamenti; la limitazione quantitativa per l’accesso ai benefici del prepensionamento dei lavoratori 'usurati'; l’abbassamento dell’età di apprendistato a 15 anni, che riporta il diritto allo studio ai più bassi livelli europei; la delega dei 24 mesi al governo per fare la riforma degli ammortizzatori sociali e per le politiche dell’occupazione del lavoro femminile, che sottrae queste materie al Parlamento e al confronto con le parti sociali".
La Fiom, conclude il comunuicato, "chiama tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici a scendere in piazza il 12 marzo per lo sciopero generale che, a questo punto, dovrà avere come punto fondamentale la difesa del contratto nazionale e dell’articolo 18, ed essere l’avvio di una vera e propria vertenza nei confronti del governo e della Confindustria”.
“Il ricorso all’arbitrato - prosegue la Fiom - in alternativa al giudice del lavoro diventa così una norma 'capestro' che sarà sottoposta al lavoratore nell’atto in cui è più ricattabile, ovvero al momento in cui viene assunto. In questo modo, la tutela dell’articolo 18 viene annullata e resa inagibile. È un chiaro disegno per ripristinare un potere autoritario e indiscutibile del datore di lavoro che punta a cancellare cento anni di lotte con cui si è conquistato il diritto del lavoro".
La Fiom, conclude il comunuicato, "chiama tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici a scendere in piazza il 12 marzo per lo sciopero generale che, a questo punto, dovrà avere come punto fondamentale la difesa del contratto nazionale e dell’articolo 18, ed essere l’avvio di una vera e propria vertenza nei confronti del governo e della Confindustria”.
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04/03/2010 16:04













