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Migranti in rivolta: “Viviamo come topi”, infortuni in aumento

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Scatta lo sciopero della fame nei Cie di Milano e Bologna: “Ci trattano come carcerati, ma non siamo delinquenti”. Inail, incidenti sul lavoro crescono del 15% in tre anni. E' polemica sulla sanatoria Maroni: chi la chiede rischia l'espulsione

di E.D.N.

foto di Attilio Cristini (immagini di di Attilio Cristini)
Gli incidenti sul lavoro per gli stranieri sono aumentati del 15% in tre anni. Lo rende noto oggi (giovedì 4 marzo) l’Inail, aggiornando le statistiche sugli incidenti. Immigrati ad alto rischio, soprattutto giovani: nel 2008 si registrano 143mila casi, di cui 189 mortali. Il 16,4% degli infortuni ha coinvolto un lavoratore straniero, con un’incidenza media che oscilla tra il 12,3% delle donne e il 18,1% degli uomini. Le comunità più colpite sono quella marocchina, albanese e rumena, che in totale raggiungono il 41% degli infortuni e il 46% dei decessi. Oltre il 57% delle denunce degli immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. La distanza tra Nord e Sud è evidente, considerando la percentuale di infortuni denunciati di immigrati rispetto al totale: l’incidenza oscilla tra i 4-5 punti percentuali del Mezzogiorno contro i 29-30 del Nord. Al primo posto il Friuli Venezia Giulia, dove un infortunio su quattro riguarda uno straniero. Punta massima nella provincia di Pordenone (un infortunio su tre), seguono Treviso e Piacenza, con il 27,5%.

Polemica su sanatoria Maroni: è una trappola
E proprio oggi scoppia una nuova polemica sugli stranieri nel nostro paese: quella legata alla sanatoria firmata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e partita sette mesi fa. “Una sanatoria trappola”, la definisce Paolo Rumiz nel suo articolo apparso su Repubblica. Secondo le indicazioni del Viminale chi chiede di accedere alla sanatoria, ma in passato non ha rispettato un ordine di espulsione, verrà rispedito al paese di provenienza. All’origine di tutto, scrive Rumiz, “la contraddizione insita nella precedente legge Bossi-Fini, che all’articolo 14 individua nella mancata ottemperanza all'espulsione l'unico reato veniale del codice per il quale è previsto l'arresto obbligatorio. Come dire: non hai fatto niente, ma ti ficco dentro lo stesso. Di fronte a questa incertezza del diritto, molte organizzazioni vogliono vederci chiaro. I condannati per mancata obbedienza al decreto di espulsione possono fare domanda, sì o no?”. Il quotidiano segnala infine la “linea dura” nell’interpretazione delle norme, adottata a Trieste e Perugia, e la scelta della “clemenza” in altre città come Milano, Venezia e Bologna.

Cie, scoppia la protesta: “Viviamo come topi”
Ieri (mercoledì 3 marzo) un altro episodio drammatico sottolinea la condizione degli stranieri in Italia: i migranti dei Cie di Milano e Bologna sono entrati in sciopero della fame. Il primo passo nel Centro di identificazione ed espulsione del capoluogo lombardo, in via Corelli: gli stranieri delle sezioni maschile, femminile e trans hanno rifiutato il cibo per protestare contro le condizioni di vita. “Siamo stanchi di non vivere bene – si legge nella nota di rivendicazione -. Viviamo come topi. La roba da mangiare fa schifo. Viviamo come carcerati ma non siamo detenuti. I tempi di detenzione sono extra lunghi perché sei mesi per identificare una persona sono troppi. Siamo vittime della Bossi-Fini (…). Non siamo delinquenti, l'80% di noi ha lavorato anni per la società italiana”. Ricordano quindi che una settimana fa nel centro si è registrato l’ennesimo tentato suicidio. Dopo la notizia di Milano, anche i reclusi del Cie di Bologna (via Mattei) sono entrati in sciopero della fame. Hanno aderito una decina di stranieri, riferisce l’agenzia Dire, perché gli altri sono intimoriti: un detenuto che rifiutava il cibo è stato portato via dalla polizia. I migranti denunciano le scarse condizioni igieniche: nelle camere ci sono piccioni morti da giorni, sostengono, gli operatori non fanno pulizia e servono solo “massicce dosi di psicofarmaci”. Altra protesta, infine, per i reclusi del Centro di Gradisca d’Isonzo (Gorizia): hanno messo in scena lo “sciopero del carrello” contro la bassa qualità del cibo. Le forniture alimentari, a loro giudizio, arrivano direttamente dalla Slovenia per risparmiare sui costi.

Cgil, governo non vuole regolarizzare
“E’ l’ennesima vessazione del governo. In questo modo, viene abbandonata ogni idea di diritto”. Lo ha detto Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil, commentando la “sanatoria trappola” di Maroni ai microfoni di RadioArticolo1. Così, ha spiegato, “si dà mano libera alle questure. La vera intenzione del governo è tenere i migranti in una condizione di irregolarità e di lavoro nero, rendendo difficili le cose a chi cerca di mettersi in regola. Questo provvedimento potrebbe pesare, in un prossimo futuro, anche sugli esiti della nuova sanatoria per colf e badanti e dei decreti flussi tuttora in corso. I diritti dei migranti sono anche uno dei punti fondamentali della piattaforma dello sciopero generale del 12 marzo: tutelare i diritti dei lavoratori migranti – a suo avviso -, significa contrastare ogni forma di separatezza, di allontanamento dalla realtà del nostro paese, di razzismo, attraverso la conquista piena della cittadinanza, dei diritti sul lavoro e dell’equità fiscale anche per gli immigrati. Non dimentichiamo che le tasse che pagano senza avere quasi niente in cambio, né sul piano sociale né su quello dei diritti di cittadinanza sono, in proporzione, molto più alte di quelle versate dagli italiani”.

Intanto dopo lo sciopero dei migranti, che si è svolto il primo marzo in tutta Italia, continua l’iniziativa “Primavera antirazzista”. La campagna unitaria, che si tiene dall’1 al 21 marzo, è promossa da un collettivo di organizzazioni – tra queste Acli, Arci, Cgil , Nessun luogo è lontano, Sos Razzismo, Uil – e prevede una serie di azioni territoriali di mobilitazione, sensibilizzazione e dialogo interculturale, a difesa e promozione dei diritti dei migranti. Qui il calendario.

» Primo Marzo, sciopero dei migranti
» Storie di schiavi e padroni


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TAGS stranieri incidenti lavoro migranti cie primavera antirazzista

04/03/2010 14:04

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