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27 febbraio

Il popolo viola invade Roma

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Migliaia in Piazza del Popolo: “La legge è uguale per tutti”. Contro il legittimo impedimento, a sostegno della Costituzione. Bandiere dei partiti, ma in primo piano c'è la società civile. Saviano: “La mafia ha messo piede nello Stato”

di Emanuele Di Nicola

“Basta! La legge è uguale per tutti”. Sotto questo slogan il popolo viola è tornato a manifestare, oggi (sabato 27 febbraio) a Roma in Piazza del Popolo, contro la legge sul legittimo impedimento, a sostegno della Costituzione e degli organi di garanzia. In difesa della giustizia e contro le leggi ad personam del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dunque, ma senza ignorare i fatti degli ultimi giorni: l’inchiesta sulla corruzione, che coinvolge imprenditori e vertici della Protezione civile, e quella sul maxi riciclaggio. Piazza del Popolo era piena: soprattutto gente comune, autonoma e indipendente dai partiti. C’erano bandiere degli schieramenti che hanno aderito – in particolare Pd e Idv -, ma gli organizzatori hanno chiesto di mettere in prima fila proprio il popolo viola. “Non vogliamo dare cifre, non ci interessano i numeri”, è stato detto dal palco. Il dato importante è che il movimento resiste e continua a crescere.

Migliaia di attivisti del popolo viola sono arrivati nella capitale da tutta Italia. Hanno dato vita a un’iniziativa pacifica, che parte della società civile, ma anche ferma nelle proprie richieste: la piazza ha cantato a ballato, al nome di Berlusconi ha chiesto a lungo le dimissioni. Forte critica anche verso i partiti dell’opposizione: “Se accetteranno qualche legge di modifica costituzionale – ha detto Travaglio nel suo videomessaggio – non li voteremo più”. Si è vista una piazza piena di viola, con particolari note di colore: striscioni e slogan che invitano il premier a farsi processare, maschere di Berlusconi e costumi da galeotto, proteste contro l’informazione pilotata. “La prescrizione non è assoluzione”, recitava uno striscione: in riferimento al Tg1 di Minzolini, che nell’edizione di ieri (26 febbraio) annunciava l’assoluzione dell’avvocato Mills.

Tanti i promotori, che si sono serviti del web e del passaparola: il “Popolo Viola Roma”, il “Presidio Permanente Monte Citorio”, “Bo.Bi.”, il “Blog San Precario”, LiberaCittadinanza” e la “pagina Facebook del Popolo Viola”. Molte anche le adesioni illustri: tra questi Mario Monicelli, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais, Dario Vergassola, Alberto Asor Rosa, Moni Ovaia, Giorgio Bocca, Antonio Tabucchi e Luciano Gallino. Oltre agli immancabili Dario Fo e Franca Rame. Ha aderito anche la Cgil: “I temi che vi portano a manifestare – ha detto il segretario generale, Guglielmo Epifani - suscitano in noi la stessa vostra preoccupazione”.

Tra i primi interventi, c’è stato il messaggio di Roberto Saviano: “La mafia ha messo piede nello Stato – ha detto -. Questa è una vera emergenza, anche se non è una calamità: è uno scandalo silenzioso che dobbiamo combattere”.

Hanno preso la parola alcuni precari. Sono saliti sul palco i lavoratori di Termini Imerese, quindi gli addetti dell'Ispra e dell'Antonio Merloni. C'è stato spazio anche per i precari della scuola: tutti hanno sottolineato la propria condizione, a causa della crisi economica, e hanno criticato il governo per le misure finora insufficienti. "L'Italia è una repubblica basata sul lavoro, non sulla cassa integrazione", ha detto un lavoratore.

Travaglio, clima di nervosismo come nel ‘92
Poi è stata la volta di Marco Travaglio: “Dal 5 dicembre, data di nascita del movimento – ha ricordato il giornalista -, si sono mosse molte cose: abbiamo visto i risultati, dopo il primo No B-Day sembravano inevitabili altre leggi ad personam. Adesso non sono più così inevitabili, grazie anche a quello che stiamo facendo”. Dal punto di vista politico, a suo giudizio, “sentiamo i primi scricchiolii nel Palazzo, in Vaticano si è scatenata una guerra tra bande, colossi come Fastweb vengono spazzati via. C’è indignazione negli italiani, che li porta a ribellarsi e dire basta. Il clima di nervosismo fa pensare al ‘92”. Quindi sul popolo viola: “Se riuscisse a incidere sul Pd, sarebbe una grande vittoria: già oggi alcuni leader si fanno vedere in piazza. Ma bisogna essere chiari: se uno solo di loro sosterrà il ripristino dell’immunità parlamentare, o qualunque modifica costituzionale, allora non li votiamo più. Non vogliamo il soccorso rosso a Berlusconi”.

Flores, scegliere tra democrazia e dispotismo
Il direttore di Micromega, Paolo Flores d’Arcais, ha ricordato i membri delle scorte dei giudici uccisi dalla mafia, elencandone tutti i nomi. Quindi ha citato Indro Montanelli: “Diceva che l’Italia berlusconiana è la peggiore che avesse mai visto. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo”. Con la legge sulle intercettazioni, ha ricordato, “non sapremmo più nulla di nessuna inchiesta, come nella Russia di Putin. Quindi neanche della maxi inchiesta sul riciclaggio”. In questa fase, a suo avviso, “bisogna scegliere tra democrazia e dispotismo”. Si è rivolto quindi a Fini: “Non basta affermare il proprio credo democratico, deve anche opporsi alle leggi sul processo breve, intercettazioni, legittimo impedimento”. Flores ha concluso ricordando un vecchio slogan operaio, tra gli applausi della piazza: “Resisteremo un minuto in più del regime”.

Sul palco, per tutta la giornata campeggiava una citazione: la frase di Alain Touraine, sociologo francese e studioso dei movimenti sociali. Touraine si è interessato all’iniziativa e, pochi giorni fa, ha dichiarato in un’intervista: “Ho incontrato i rappresentanti di quello che in Italia chiamate ‘popolo viola’. Sono rimasto colpito dal pathos, dall'insistenza sulla cura della democrazia, della Costituzione, del legame sociale. E' questa affettività la vera novità: sono uomini e donne pronti a mettersi in cammino”.

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TAGS popolo viola

27/02/2010 19:11

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