“Il Tribunale di Novara ha accolto la domanda di commissariamento della società Raf, una parte importante del gruppo Phonemedia, e ha sequestrato l’azienda con tutti i crediti e le disponibilità liquide ed ogni attività della stessa società Raf”. Lo annuncia in una nota ufficiale la segreteria nazionale Slc Cgil, sottolineando come questo rappresenti una prima vittoria dei lavoratori e dei sindacati che in questi mesi hanno condotto insieme una battaglia cristallina a difesa del lavoro.
“Il Tribunale ha quindi nominato un custode giudiziario che è anche amministratore giudiziario con tutti i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria per la gestione e l’esercizio dell’impresa oltre all’attivazione di urgente cigs dei lavoratori della Raf. Nella stessa sentenza – prosegue la nota - è stata decretata la sospensione dell’amministratore Claudio Marcello Massa da ogni attività di amministrazione, inibendogli ogni attività gestoria. Il tribunale di Novara ha quindi riunito in un lungo e articolato provvedimento le esigenze cautelari di immediata estromissione degli amministratori dalla gestione dell’azienda e il commissariamento dando al nominato custode tutti i poteri del commissario, ordinando all’amministratore di presentare urgentissima richiesta di cigs”.
“Tutto questo non fa che confermare la giustezza dell’impostazione nazionale della vertenza rendendo, finalmente, giustizia ai lavoratori della Raf e, presto a quelli, di tutto il gruppo Phonemedia. Con questa sentenza si è definitivamente dimostrata l’inaffidabilità della proprietà palesando, se ancora ce ne fosse bisogno, la strumentalità delle azioni effettuate sino ad oggi dal gruppo Omega, comprese le raffazzonate e tardive richieste di apertura di ammortizzatori sociali e la strumentale dichiarata volontà di predisporre un concordato”.
“Questa sentenza sancisce l’irreversibilità della strada intrapresa dal sindacato confederale, e dalla Slc Cgil in particolare, e permetterà con maggiore serenità al collegio legale nazionale, coordinato dall’avvocato Roberto d’Atri, di fare in modo che tale provvedimento venga esteso a tutte le società del gruppo Phonemedia”.