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Berlusconi: no a invasione stranieri. Cgil: Italia fuorilegge

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Per il premier la sinistra vuole “spalancare le porte” agli immigrati. Fini: “Approccio fuorviante”. Dopo i fatti di Rosarno, la Cgil denuncia all’Onu la violazione delle norme contro il lavoro forzato. Documento Cei: “Urgenti nuove forme di solidarietà”

“La sinistra vuole spalancare le porte agli stranieri. Non vuole l’immigrazione ma l’invasione degli stranieri perché pensa che con gli stranieri si possono modificare i pesi elettorali”. Lo ha detto oggi (24 febbraio) il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Affermazioni non condivise dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: “La mia opinione – ha detto Fini - non coincide al 100% con quella del presidente del Consiglio”. “Un approccio all’immigrazione collegato alla campagna elettorale è fuorviante – osserva Fini -, il rapporto con le minoranze etniche e religiose è un problema europeo. E non basta dire che la politica corretta è quella che determina una corretta integrazione: la sfida è stabilire che cosa significa integrazione, non solo in termini di doveri ma anche di quali diritti la nostra società è disposta a riconoscere”.

Dissonante rispetto al Cavaliere anche l’opinione della Conferenza episcopale italiana. In un passo del loro nuovo documento sul Meridione (“Per un Paese solidale. Chiesa italiana e mezzogiorno”, diffuso a 20 anni dal precedente testo della Cei) i vescovi italiani sottolineano come negli ultimi anni sia “cambiato il rapporto con le sponde orientali e meridionali del Mediterraneo. La massiccia immigrazione dall'Europa dell’Est, dall’Africa e dall’Asia ha reso urgenti nuove forme di solidarietà”. ”Molto spesso proprio il Sud - prosegue il passo del documento ripreso dall’Adnkronos - è il primo approdo della speranza per migliaia di immigrati e costituisce il laboratorio ecclesiale in cui si tenta, dopo aver assicurato accoglienza, soccorso e ospitalità, un discernimento cristiano, un percorso di giustizia e promozione umana e un incontro con le religioni professate dagli immigrati e dai profughi”.

Quello stesso Sud di Rosarno o San Nicola Varco dove secondo la Cgil l’Italia sta violando le convenzioni internazionali contro il lavoro forzato. La denuncia arriva dalle due segretarie confederali Morena Piccinini e Nicoletta Rocchi, che hanno inviato una segnalazione all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) richiamando l’attenzione sulla violazione delle convenzioni internazionali n. 29 del 1930 e 105 del 1957. La Cgil sottolinea il fatto che, mentre la legislazione italiana condanna ogni pratica di lavoro forzato, “l’impostazione restrittiva delle leggi sull’accesso legale degli stranieri in Italia, una impostazione ‘securitaria’ e non promozionale dell’accoglienza e dell’integrazione, consente - scrivono Piccinini e Rocchi - il riproporsi di fenomeni ricorrenti di vere e proprie condizioni la lavoro forzato di immigrati, sia regolari che irregolari, che cadono vittime di imprenditori senza scrupoli e, spesso, di vere e proprie organizzazioni criminali”.

Nel documento inviato all’Oil la Cgil denuncia le condizioni di sfruttamento e di schiavitù in cui i lavoratori stranieri erano costretti a Rosarno, citando anche stralci di una ordinanza di rinvio a giudizio proprio nei confronti di sfruttatori nella piana di Gioia Tauro, a testimonianza del fatto che i fenomeni di riduzione in schiavitù sono noti e, in alcuni casi, perseguiti dall’Autorità giudiziaria. “La mancanza, però, di idonei strumenti legislativi che favoriscono l’accesso legale in Italia dei lavoratori migranti, la conservazione dello stato di regolarità anche di fronte alla perdita del posto di lavoro, la regolarizzazione (anziché l’espulsione) nel caso di denuncia dei propri sfruttatori rendono il fenomeno dello sfruttamento dei migranti irregolari da parte di organizzazioni criminali troppo diffuso da poter essere affrontato solo in termini repressivi”, spiegano Piccinini e Rocchi nel documento e per questo criticano ancora una volta le politica del governo come “negativa e di chiusura verso l’immigrazione”.

Per la Cgil “ennesima dimostrazione ne è stato lo stralcio dell’art.48 della Direttiva europea in occasione della sua conversione in legge”, ovvero l’articolo che prevede la possibilità per il migrante vittima di tratta e sfruttamento in condizioni di schiavitù di denunciare il proprio datore di lavoro ottenendo un percorso di regolarizzazione. Nel documento, infine, la Cgil segnala “le molte proposte sindacali, anche unitarie, per affrontare veramente la piaga del lavoro schiavistico cui sono costretti molti immigrati, senza trasformarsi, come accade oggi in Italia, in una punizione per le vittime piuttosto che per i colpevoli”.

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TAGS san nicola varco immigrati migranti rosarno

24/02/2010 13:54

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