La settimana parlamentare sui temi del lavoro e delle politiche industriali. Il dibattito sul caso Fiat. Ddl lavoro, “rischio amianto”, Protezione civile all’esame delle commissioni e delle aule di Camera e Senato
Attività della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati
Nella seduta di martedì 16 e mercoledì 17 febbraio è proseguito l’esame in sede consultiva (parere alla XIV Commissione- Politiche dell’Unione europea) del disegno di legge n. 2449-B, legge comunitaria 2009, approvato dalla Camera e modificato dal Senato. Sono intervenute per il Gruppo del Partito Democratico, le deputate Rampi e Gatti che, nel prendere atto negativamente del ritardo con cui il Governo provvede all'approvazione di una legge che dovrebbe assicurare il recepimento della normativa comunitaria, hanno sottolineato, nel merito, la rilevanza dell'attuazione di direttive particolarmente importanti in materie delicate quali la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, e hanno auspicato un pieno coinvolgimento della Commissione nella fase di esercizio della delega legislativa, soprattutto laddove si tratta di intervenire su tematiche delicate, come quella della tutela della salute dei lavoratori esposti al «rischio amianto», che peraltro dovrà essere coordinato con provvedimenti vertenti sulla stessa materia attualmente all’esame delle Camere.
Quanto, poi, alla possibilità di un maggiore coinvolgimento della Commissione nella fase di attuazione delle direttive comunitarie in materia di sicurezza del lavoro, indicate dal provvedimento in esame, il presidente Moffa ha fatto presente che per l’attuazione delle direttive inserte nell’allegato B, è prevista l'espressione di un parere delle Commissioni parlamentari competenti sui relativi schemi dei decreti legislativi attuativi.
Dopo che la relatrice Pelino (PdL), ha confermata la sua proposta di riferire favorevolmente alla XIV Commissione sul disegno di legge in esame, per le parti di competenza, la deputata Rampi, nell'esprimere un giudizio positivo sulle parti del provvedimento modificate dal Senato, di competenza della XI Commissione, ha ribadito, a nome del suo gruppo, la necessità di sopprimere l'articolo 43 del disegno di legge, che stravolge le leggi vigenti in materia di tutela della natura e delle specie migratorie in estinzione.
La Commissione ha quindi approvato la proposta del relatore di riferire favorevolmente sul disegno di legge in titolo.
Nella stessa seduta di martedì 16 e mercoledì 17 febbraio è iniziato l’esame in sede consultiva, per il parere all’VIII Commissione (Ambiente), del disegno di legge n. 3296, di conversione del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 195, già approvato dal Senato, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile.
L’esame è stato introdotto dal relatore Fontana (PdL), che, dopo avere dato conto del contenuto generale del provvedimento d’urgenza, adottato per approntare misure di immediata operatività in relazione a diverse fattispecie emergenziali (come, tra le altre, la gestione dei rifiuti in Campania, il coordinamento delle iniziative post emergenziali per la ricostruzione dei territori abruzzesi colpiti dall'evento sismico verificatosi lo scorso aprile, la nomina dei commissari straordinari delegati per gli interventi urgenti nelle situazioni di rischio idrogeologico), è passato ad illustrare i profili di interesse della Commissione, a partire dall’art. 13, comma 1, che disciplina la definizione della dotazione organica del personale dei consorzi delle province campane incaricati della gestione del complessivo ciclo dei rifiuti; la predetta dotazione deve essere approvata dal Capo del Dipartimento della protezione civile e i consorzi devono provvedere all'assunzione a tempo indeterminato del personale in servizio ed assunto presso gli stessi consorzi fino alla data del 31 dicembre 2008, con priorità al personale già in servizio al 31 dicembre 2001. Il comma 2 dispone l'applicazione delle disposizioni in materia di mobilità, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al personale risultante in esubero rispetto alla richiamata dotazione organica. L'articolo 14, ai commi 1 e 2, autorizza il Dipartimento della protezione civile ad avviare procedure straordinarie di reclutamento di personale a tempo indeterminato, riguardanti il personale già titolare di contratto a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, anche in deroga alla normativa vigente in materia di reclutamenti nella pubblica amministrazione.
Lo stesso comma, per le medesime esigenze, autorizza il Ministero per i beni e le attività culturali ad inquadrare nel ruolo dei dirigenti di prima fascia, nei limiti della relativa dotazione organica, i dipendenti di ruolo titolari di incarichi di funzione dirigenziale di livello generale presso il Ministero medesimo, ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 3 dell’art. 14 autorizza il Capo del Dipartimento della protezione civile a stipulare contratti a tempo determinato di livello non dirigenziale con il personale titolare di contratto di collaborazione coordinata e continuativa utilizzato presso lo stesso Dipartimento, fatta eccezione per talune categorie di lavoratori specificamente individuate. I successivi commi 3-bis, 3-ter e 3-quater prevedono disposizioni in materia di razionalizzazione della gestione e dell'impiego del personale non dirigenziale in servizio presso il Dipartimento della protezione civile in posizione di comando o di fuori ruolo, da trasferire a domanda nel ruolo speciale di protezione civile, nonché di transito nel ruolo di altro personale non dirigenziale impegnato nelle diverse emergenze in atto e in servizio alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame presso il Dipartimento stesso o presso gli uffici e Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Contestualmente, il comma 3-quinquies riduce le corrispondenti dotazioni organiche di fatto, con riferimento al personale effettivamente in servizio alla data delle immissioni nei ruoli del Dipartimento e della Presidenza del Consiglio dei ministri, delle amministrazioni di provenienza. Viene poi introdotto un nuovo comma 4-bis all'articolo 3 del decreto-legge n. 90 del 2005, con il quale si prevede che il numero di immissioni in ruolo e di assunzioni non possa superare complessivamente il numero di 150 unità, ad esclusione delle immissioni in ruolo autorizzate dall'articolo in esame. L'articolo 14-bis estende al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco l'indennità di trasferimento, prevista dalla legge n. 86 del 2001. Ai fini della prosecuzione delle attività di superamento dell'emergenza nei territori della regione Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, al comma 2 viene affidata al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, fino al 30 giugno 2010, la responsabilità di assicurare gli interventi di soccorso pubblico necessari. L'articolo 15-bis prevede che una quota pari al 40 per cento delle risorse stanziate per la formazione presso le amministrazioni pubbliche centrali, ad eccezione di quelle dotate per legge di apposite strutture, confluisce in un nuovo Fondo per il diritto alla formazione continua dei pubblici dipendenti, destinato a finanziare programmi formativi e di aggiornamento professionale dei pubblici dipendenti. In conclusione il relatore ha prospettato l'esigenza di valutare con attenzione le disposizioni di cui all’articolo 14, in modo da evitare palesi ed evidenti disparità di trattamento in seno al pubblico impiego.
Per il gruppo del Partito Democratico, i deputati Mattesini, Miglioli e Schirru (PD), pur esprimendo apprezzamento per la decisione di sopprimere l’art. 16, sulla privatizzazione della Protezione civile, hanno sottolineato la loro perplessità sull’adozione dell’ennesimo decreto omnibus, contraddittorio e in contrasto con le indicazioni del Presidente della Repubblica su un utilizzo più corretto della decretazione d'urgenza. Nel merito, gli intervenuti hanno osservato che il decreto costituisce la prosecuzione di un'azione politica, intrapresa dai Governi di centrodestra, tesa ad accrescere a dismisura i poteri del Dipartimento della protezione civile, attraverso l'introduzione di deroghe sempre più ampie rispetto alle norme vigenti in materia di appalti, trasparenza e concorrenza, e autorizza il ricorso alle ordinanze di protezione civile anche come strumento di governo ordinario: in questa logica, appare inaccettabile l'articolo 14 del provvedimento – di cui è stata chiesta dagli intervenuti la soppressione - che autorizza il Dipartimento della protezione civile ad avviare procedure straordinarie di reclutamento di personale a tempo indeterminato, riguardanti il personale già titolare di contratto a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, anche in deroga alla normativa vigente in materia di reclutamento nella pubblica amministrazione. Vi è – secondo i deputati del PD – una palese violazione dell'articolo 97 della Costituzione, in materia di accesso alla pubblica amministrazione, e non appare giustificabile il richiamo ad una presunta specifica professionalità di tali lavoratori, in realtà privi di profili professionali definiti. È stata altresì rilevata la contraddittorietà dell’azione dell’Esecutivo, che da un lato procede ad assunzioni generalizzate in determinati settori privilegiati, e dall'altro, con una scelta discriminatoria, esclude dai processi di stabilizzazione categorie di lavoratori pubblici impegnati da anni in settori delicati della pubblica amministrazione, come quello della scuola.
Dopo che il deputato Cazzola (PdL) ha dichiarato di concordare con l'ipotesi di soppressione dell'articolo 16 del provvedimento in esame, che sembra profilarsi presso la Commissione di merito, anche al fine di evitare polemiche che, in molti casi, appaiono piuttosto pretestuose, il relatore Fontana (PdL) nell'esprimere anch’egli una sostanziale condivisione rispetto all'ipotesi di soppressione dell'articolo 16, ha osservato che non appaiono comprensibili le polemiche sollevate dall’opposizione circa i processi di stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione, considerato che tali gruppi, in realtà, si sono sempre battuti per tali finalità. Ha quindi illustrato una proposta di parere favorevole, a condizione di sopprimere l’art. 14, per evitare evetuali diserità di trattamento, stante l'impossibilità di estendere le disposizioni dell'articolo medesimo ad analoghe situazioni nel pubblico impiego.
Il deputato Damiano (PD) ha quindi motivato che la contrarietà del suo gruppo rispetto all'articolo 14 del provvedimento in esame – di cui si chiede la soppressione - con il fatto che, con esso, si introducono ingiustificati privilegi a vantaggio di una specifica categoria di lavoratori pubblici, in deroga alla normativa vigente in materia di reclutamenti, limitazioni del turn over e stabilizzazioni nella pubblica amministrazione, determinandosi inoltre una situazione di disparità rispetto ad altri lavoratori della pubblica amministrazione.
Il deputato Fedriga (LNP) ha preannunciato il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
La Commissione ha quindi approvato la proposta di parere favorevole con condizione formulata dal relatore.
Sempre in sede consultiva, nelle sedute di martedì 16 e mercoledì 17 febbraio la Commissione ha esaminato il disegno di legge n. 3210, di conversione del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante norme per la proroga di termini previsti da disposizioni legislative e una serie di disposizioni urgenti in materia finanziaria. Nell’illustrare le parti del provvedimento di competenza della Commissione, la relatrice Pelino ha dato conto dei seguenti disposizioni dell'articolo 1: il comma 5-bis che proroga al 2010 l'estensione delle misure di sostegno al reddito di cui all'articolo 41, comma 7, della legge n. 289 del 2002 (Finanziaria 2003), già previste per il periodo 2004-2009 in favore dei lavoratori licenziati da enti non commerciali con un organico superiore alle 2.000 unità lavorative, operanti nelle aree degli obiettivi 1 e 2 (regolamento (CE) n. 1260/99) nel settore della sanità privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione; il comma 14-bis che proroga al 31 gennaio 2012 i contratti di lavoro a tempo determinato dei dipendenti CONSOB in servizio alla data di entrata in vigore del disegno di legge di conversione in esame e il successivo comma 14-ter reca la relativa copertura finanziaria; il comma 15-bis che conserva in bilancio lo stanziamento delle risorse iscritte, per il 2009, al Fondo da destinare alla tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, che non risultino impegnate nel medesimo esercizio, al fine del loro utilizzo nell'esercizio successivo, e il comma 19 che proroga al 2010 la possibilità per il personale di Poste Italiane S.p.a. e dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato S.p.a. in posizione di comando presso amministrazioni o enti pubblici di essere inquadrato nei ruoli delle amministrazioni pubbliche; il comma 20 che dispone il mantenimento in bilancio per l'esercizio finanziario 2010, nel conto dei residui, delle quote delle risorse del «Fondo TFR», che risultano accantonate al 31 dicembre 2009 ai sensi della legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006), in quanto destinate al finanziamento di interventi per lo sviluppo; i commi 20-bis e 20-ter che novellano l'art. 43, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e l'art. 65 del decreto legislativo n. 150 del 2009, stabilendo che per la partecipazione alle trattative per i rinnovi dei contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego per il 2010-2012 si fa riferimento alla rappresentatività delle confederazioni e delle organizzazioni sindacali accertata nel biennio contrattuale 2008-2009; il comma 23-quater che proroga al 1o luglio 2010, il termine per il versamento all'INPDAP delle differenze contributive dovute dalle Autorità amministrative indipendenti; il comma 23-duodecies che porta da tre a sei anni la durata in carica dei membri della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, e il successivo comma 23-terdecies che applica tale termine di durata in carica ai membri della Commissione attualmente in carica; il comma 23-octiesdecies, lettera c), che rinvia al 31 marzo 2010 il termine per procedere al trasferimento al Centro di Formazione e studi (Formez) delle risorse per la formazione già stanziate; il comma 23-octiesdecies, lettera d), che rinvia al 31 marzo 2010 il termine per l'adozione delle disposizioni ai fini dell'applicazione fino al 31 dicembre 2011 della indennità di trasferta e quella supplementare connessa alle spese di viaggio per i dirigenti dei Servizi ispettivi del Ministero dell'economia e delle finanze, autorizzando a tal fine una spesa di 70.000 euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011.
Passando all'articolo 2,la relatrice ha richiamato il comma 8, che proroga al 31 dicembre 2010 il termine di validità delle graduatorie concorsuali, indicato dalla legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria 2005), per le assunzioni di personale presso le amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni; nonché i commi da 8-bis a 8-septies dell'articolo 2, che prevedono un ulteriore processo di razionalizzazione organizzativa delle amministrazioni pubbliche; il successivo comma 8-decies che integra la disciplina relativa al personale della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sul diritto di sciopero prevedendo che essa si avvalga, oltre che di dipendenti delle amministrazioni pubbliche, anche di dipendenti di altri organismi di diritto pubblico. Al successivo art. 3 – ha proseguito la relatrice – il comma 6, proroga al 31 dicembre 2010 il concorso pubblico del 2004 per esami a 28 posti di direttore antincendi, mentre l'articolo 5, comma 7-septies, per l'anno 2010 differisce al 16 aprile il termine per il versamento dei premi assicurativi INAIL da parte delle imprese di autotrasporto di merci in conto terzi, di cui all'articolo 55, comma 5 della legge n. 144 del 1999. Con riferimento all'articolo 6, la relatrice ha segnalato il comma 2, che proroga al 31 dicembre 2010 il termine, già fissato al 31 dicembre 2009 dalla legge istitutiva del Ministero della salute, per procedere alle assunzioni, già autorizzate per l'anno 2008, secondo le modalità indicate con la legge finanziaria per il 2007. Il comma 9-bis proroga al 30 giugno 2010 il termine per la presentazione del curriculum professionale del lavoratore, rilasciato dal datore di lavoro, richiesto ai fini dell'accesso ai benefici previdenziali per periodi di attività lavorativa svolta con esposizione all'amianto. Il comma 9-ter proroga a 36 mesi, dall'entrata in vigore del decreto legislativo n. 81 del 2008 il termine per l'adozione dei decreti attuativi previsti dall'articolo 3, comma 2, contenenti le disposizioni di coordinamento della nuova disciplina generale sulla sicurezza del lavoro con la normativa speciale relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, in ambito portuale, per il settore delle navi da pesca e in tema di trasporto ferroviario. Il comma 9-quinquies consente al candidato al trapianto del rene e al potenziale donatore, con un rapporto di lavoro dipendente o parasubordinato, di usufruire di permessi retribuiti e della normale retribuzione, come previsto per i donatori di midollo osseo.
L’art. 7, con il comma 2 proroga al 31 dicembre 2010 il termine di applicabilità dei meccanismi di composizione delle commissioni per il reclutamento di ricercatori universitari, e con il comma 4-bis prevede che ad alcuni istituti (universitari) non si applicano, fino al 31 dicembre 2011, le disposizioni che limitano il turn over nelle università; con il comma 4-ter è prorogata all'anno scolastico 2010-2011 la validità delle disposizioni dell'articolo 1 del decreto-legge n. 134 del 2009, riguardanti l’utilizzazione del personale a tempo determinato della scuola titolare di incarico a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche nell'anno scolastico 2008-2009 per le supplenze temporanee o per i progetti regionali di formazione. Infine, l'articolo 10-quinquies proroga al 2010 il finanziamento delle attività di formazione professionale dell’ISFOL. In conclusione, la relatrice ha proposto l’espressione di un parere favorevole.
Nella discussione, il deputato Di Biagio (PdL) ha richiamato l’esigenza di prorogare al 2011 il riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia per i lavoratori italiani residenti all’estero.
La relatrice Pelino, condividendo l’esigenza prospettata, si è riservata di includerla nella proposta di parere.
Il deputato Miglioli (PD) ha contestato il fatto che nella proposta di parere risulti indicato solo uno dei tanti aspetti di criticità che affliggono il testo in esame, quello relativo alla detrazione per carichi di famiglia per i lavoratori italiani all'estero, senza fare alcuna menzione ad altri temi di enorme rilevanza, quali quello dell'esposizione dei lavoratori all'amianto o quello degli incentivi per le zone montane. Peraltro – ha osservato Miglioli - la concreta possibilità che il Governo ponga la questione di fiducia sul provvedimento annulla i margini per l’introduzione di modifica.
La Commissione ha quindi approvato la proposta di parere favorevole con osservazione formulata dal relatore.
Nella seduta di mercoledì 17 febbraio sono state svolte la seguente interrogazione a risposta immediata: 5-02493 Santagata: Dati sulle entrate contributive dell'INPS.
Il Ministro dello sviluppo economico interviene al Senato sulla situazione dello stabilimento FIAT di Termini Imerese
Il ministro dello sviluppo economico Scajola ha riferito al Senato, nella seduta antimeridiana di mercoledì 17 febbraio, sulla situazione dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, sottolineando preliminarmente l’impegno del Governo di salvaguardare il patrimonio industriale italiano: l’Esecutivo – ha detto il Ministro – si sta sforzando di tutelare la realtà economica e produttiva dello stabilimento di Termini Imerese e del suo indotto, fondamentale per la Sicilia e per l'intero territorio nazionale. La dismissione dello stabilimento annunciata nel piano industriale della FIAT – e che deve essere collocata nel contesto della crisi globale che ha investito il mercato dell’auto - ha destato preoccupazione ed allarme nei lavoratori, nelle loro famiglie e negli abitanti di un territorio in cui non esistono molte alternative occupazionali. In un contesto di grave contrazione della domanda – ha proseguito il Ministro - il Governo ha deciso di ridefinire le politiche pubbliche relative al comparto automobilistico, abbandonando l'interventismo statale e la logica degli incentivi, che devono tornare ad essere una misura straordinaria e limitata nel tempo, e puntando piuttosto sugli investimenti nella ricerca e nella innovazione. Dal confronto fra il Governo e la FIAT è emerso che la casa automobilistica torinese ha predisposto un piano industriale ambizioso per i prossimi cinque anni, che vedrà l'incremento della produzione in Italia, dove saranno destinati i due terzi degli 8 miliardi di investimenti previsti nel prossimo biennio, ed il mantenimento dei principali stabilimenti, un risultato che non può che essere valutato positivamente in un contesto di sovrapproduzione che porta alla chiusura di importanti stabilimenti in tutto il mondo. La decisione di concludere la produzione della Lancia Ypsilon presso lo stabilimento di Termini Imerese entro il 1° gennaio 2012 è conseguenza, secondo la FIAT, della scarsa integrazione della filiera produttiva e dell'indotto e degli elevati costi fissi di produzione, soprattutto connessi al trasporto. Il Governo – ha assicurato il ministro - ha ritenuto di sollecitare ad individuare nuovi investitori interessati a subentrare alla FIAT per mantenere la produzione sul territorio, con l'obiettivo di individuare nuove imprese e soggetti produttivi che possano garantire la sopravvivenza e lo sviluppo produttivo dell'aerea, mantenendone i livelli occupazionali e la vocazione industriale. È stata costituita presso il Ministero dello sviluppo economico una task force che valuterà le manifestazioni di interesse ed i progetti più adatti alle esigenze del territorio secondo criteri di trasparenza e sulla base della solidità finanziaria dei proponenti e delle ricadute occupazionali dei progetti. Al momento sono state presentate 14 soluzioni progettuali di riutilizzo del sito: fra i candidati sono presenti anche imprese straniere e l'apertura al contesto internazionale è senz'altro auspicabile per ampliare il ventaglio delle soluzioni possibili. In questo ambito saranno disponibili 350 milioni di euro della Regione e 100 milioni di euro statali, soprattutto finalizzati al miglioramento delle infrastrutture della zona.
Il Governo – ha aggiunto il Ministro – vaglierà, in stretto contatto con la Regione e con sindacati, ogni possibile soluzione che salvaguardi il livello occupazionale, la professionalità dei lavoratori e la capacità produttiva del territorio, e incoraggiare l’iniziativa degli investitori italiani e stranieri. Il mercato globale e lo sviluppo delle economie emergenti creano infatti nuovi immensi mercati e possibilità di esportazione di prodotti, che un territorio come quello di Termini Imerese deve riuscire a cogliere.
Per il gruppo del Partito Democratico, sono intervenuti i senatori Lumia, Armato e Giaraffa, protagonista, quest’ultimo di una vivace contestazione delle parole del Ministro, i quali hanno sottolineato la parzialità della lettura della vicenda di Termini Imerese fornita dal Ministro, che ha volutamente tralasciato di parlare degli errori e delle incoerenze contenute nel piano industriale FIAT, le cui scelte, anche a livello globale, hanno potuto sempre essere intraprese grazie al sostegno finanziario pubblico. Attualmente, l’impegno finanziario del Governo appare ai senatori del PD notevolmente esiguo e del tutto al di sotto delle necessità effettive, mentre in altri Paesi europei e negli USA gli esecutivi mostrano un ben diverso protagonismo. Di fatto – hanno proseguito gli intervenuti - Termini Imerese è l'unico stabilimento automobilistico europeo destinato alla chiusura, nonostante la produzione italiana di automobili sia ampiamente inferiore al livello della domanda interna. Il Governo dovrebbe invece indagare le cause del differenziale di costo lamentate dall'azienda, chiedendosi ad esempio le ragioni del mancato utilizzo da parte della FIAT del porto di Termini Imerese per il trasporto delle vetture e la scelta di portare le auto al porto di Catania. Si dovrebbe puntare ad un impiego degli impianti siciliani per la produzione di automobili ibride. Gli intervenuti hanno infine fatto presente che l'informativa del Ministro sul piano industriale della FIAT, sollecitata dall'opposizione fin dall'inizio della legislatura, è insufficiente per l’assenza di riferimenti allo stabilimento di Pratola Serra (Avellino), e per la scarsa credibilità delle previsioni ottimistiche sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d'Arco.
Il senatore Cagnin (LNP) ha segnalato il comportamento contraddittorio della FIAT che dichiara oggi di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese quando meno di due anni fa siglò un accordo di programma per la produzione di un nuovo modello di auto nello stesso impianto, svolgendo un corso di formazione per i propri dipendenti sovvenzionato con risorse pubbliche. È peraltro ormai da tre decenni che la FIAT compie ristrutturazioni con i soldi dei contribuenti, salvo poi incassare utili che vengono spostati nella cassaforte di famiglia. Sarebbe pertanto auspicabile che la FIAT mantenesse l'impegno a gestire la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese facendosi carico del problema dei lavoratori e delle famiglie, mentre il Governo dovrebbe riposizionare la gestione di sussidi, sgravi e contributi, offrendo più opportunità alle piccole e medie imprese.
Secondo i sen. Ghigo e Galioto (PdL) la decisione del Governo di non prorogare gli incentivi per il settore dell'auto è condivisibile e in linea con le scelte adottate dalla maggioranza dei Paesi europei, a fronte di un mercato che appare oggi saturo in ragione della politica finanziaria espansiva degli ultimi anni, che ha determinato un aumento del volume delle vendite di auto. Allo stesso modo, è da sostenersi l'impegno assunto dal Governo a destinare parte delle somme che si renderanno disponibili per incentivare gli acquisti in altri comparti, non soltanto a titolo di doverosa compensazione, ma anche al fine di gratificare settori, come ad esempio quello tessile, che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo economico del Paese. Quanto al comparto degli autoveicoli, occorrerà sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla fusione FIAT-Chrysler, la quale consentirà all'Italia di seguire l'espansione internazionale del gruppo e di godere di vantaggi competitivi, tenendo presente che la chiusura dello stabilimento di Termini Imprese la crisi dell'indotto e le inevitabili perdite occupazionali hanno conseguenze insostenibili per la Sicilia, minando la sicurezza sociale e la legalità.
Il sen. Giambrone (IdV) ha giudicato insufficiente ed ispirata ad una logica elettoralistica l'informativa del ministro Scajola: a suo avviso, la vicenda di Termini Imerese offre al Governo l’opportunità di dimostrare di essere in grado di progettare una sana e seria politica industriale, sganciata da anomali rapporti con la malavita organizzata e da impropri aiuti di Stato. A tal fine, il Gruppo dell'Italia dei Valori ha formulato un progetto concreto che si articola in diverse proposte finalizzate a consentire alla Regione Sicilia di indire una gara internazionale per individuare un produttore di auto entro il 2011, impegnandosi al contempo ad adeguare le infrastrutture dell'area e a garantire il mantenimento del posto di lavoro a tutti i dipendenti, i quali confluiranno nella nuova società che si andrà a costituire.
Per il gruppo Misto, il sen. Astore, l’illustrazione del Ministro dimostra l’impotenza dell’Esecutivo di fronte alla decisione di chiudere lo stabilimento FIAT di Termini Imerese, un dramma per i lavoratori ed un colpo gravissimo per un'intera Regione. Ha quindi auspicato un impegno del Governo per la tutela ed il rilancio del sistema produttivo del Mezzogiorno, che costituisce una questione di interesse nazionale.
Per il sen. D’Alia (UDC-SVP-IS-Aut), la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese è l'emblema del declino del Paese e della latitanza della politica, poiché l'Esecutivo in carica ha deciso di avallare il piano industriale che smantella uno dei principali insediamenti industriali in Sicilia. L'assenza di risposte da parte del Ministro dello sviluppo economico riflette l’egemonia della Lega all’interno del Governo, il cui comportamento è liberista per il Mezzogiorno e fortemente interventista nei confronti di Alitalia e di realtà industriali, anche decotte, del Nord. La scelta di smantellare lo stabilimento di Termini Imerese – secondo il sen. D’Alia - non risponde a criteri di merito e penalizza lavoratori qualificati.
Secondo il sen. Pistorio (Misto-MPA-AS) dopo l'accordo con la Chrysler, la FIAT non ha più una vocazione nazionale e segue strategie di mercato che sfuggono al potere di intervento e di condizionamento del Governo. La risposta dell'Esecutivo rispetto alla chiusura di Termini Imerese è dunque debole per ragioni oggettive, anche se non vanno dimenticati l'utilizzo improprio dei fondi per le aree sottoutilizzate e la tendenza complessiva a privilegiare gli interessi industriali del Nord. La Sicilia ha bisogno di puntare sullo sviluppo industriale dell'intera regione, occorre fare di Termini Imerese uno dei poli di una piattaforma logistica integrata siciliana che richiede innanzi tutto la costruzione di adeguate infrastrutture ferroviarie e l'utilizzo efficiente delle autostrade del mare. E' necessario uno sforzo congiunto delle autorità regionali e locali e del Governo nazionale.
Attività della Commissione lavoro previdenza sociale del Senato della Repubblica
Nella seduta di mercoledì 17 febbraio, la Commissione ha esaminato in sede consultiva (parere alle Commissioni riunite esteri e difesa) il disegno di legge n. 2002 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1, recante disposizioni urgenti per la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e disposizioni urgenti per l'attivazione del Servizio europeo per l'azione esterna e per l'Amministrazione della Difesa, già approvato dalla Camera dei deputati. La Commissione, su proposta del presidente Giuliano, in qualità di relatore, ha approvato un parere favorevole.
Sono state quindi svolte le interrogazioni della senatrice Poli Bortone, n. 3-01111, in materia di ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente nella regione Puglia e n. 3-01110, sul ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende farmaceutiche.
Prosegue al Senato l’esame del disegno di legge sul lavoro collegato alla manovra di finanza pubblica
Nella seduta di giovedì 18 febbraio è proseguito al Senato l’esame in sede referente, presso le Commissioni riunite affari costituzionali e lavoro, previdenza sociale, del disegno di legge n. 1167-B, recante deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro, approvato dalla Camera dei deputati, modificato dal Senato e nuovamente modificato dalla Camera dei deputati
Per il Gruppo del Partito democratico i senn. Treu, Franco, Bertuzzi e Passone (PD) hanno affermato che il disegno di legge risulta ulteriormente peggiorato nell'esame presso la Camera dei deputati, per la disorganicità delle disposizioni, la contraddittorietà negli interventi, oltre a una sostanziale destrutturazione del diritto del lavoro. In particolare, sulla certificazione, il disegno di legge introduce elementi di dirigismo e significati impropri, e sull’arbitrato, occorre tenere presente che la giustizia privata potrebbe rivelarsi utile, sempre però nell'alveo dei princìpi giuridici dell'ordinamento; secondo il testo in esame, l'arbitrato può invece concludersi con un giudizio di equità, che vanificherebbe la stessa clausola compromissoria. Altrettanto criticabili appaiono le disposizioni che prevedono la decadenza e che dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati si estendono a fattispecie particolari senza che si definisca la decorrenza del termine (articolo 34, comma 4, lettere c) e d)), nonché il comma 8 dell'articolo 48, sulla possibilità di adempiere l’obbligo scolastico nell’ambito dell’apprendistato, che, in contrasto con gli obiettivi di Lisbona, invece di fornire maggiori opportunità di istruzione, ampliare l'obbligo scolastico e il diritto-dovere alla formazione per tutti i cittadini, rischia di incrementare l'abbandono scolastico, perché induce i ragazzi che non desiderano studiare a entrare nel mondo del lavoro. È una abdicazione dello Stato al dovere di assicurare pari opportunità a tutti i cittadini, che denota l'acquiescenza all'inadeguatezza del sistema educativo e rappresenta una rinuncia a svolgere un ruolo nel rafforzamento dei sistemi di istruzione e un arretramento rispetto all'intento di colmare le differenze territoriali.
Il sen. Pardi si è espresso criticamente sull'articolo 20, che esclude la responsabilità dei vertici militari per la mancata protezione del personale militare imbarcato sul naviglio di Stato dai rischi derivanti dall'impiego dell'amianto e sull'articolo 48, comma 8, osservando che non vi è alcun bisogno di ridurre l'età minima per l'avvio dei ragazzi al lavoro né è il caso di preoccuparsi per la ricerca del posto di lavoro per i minori; piuttosto, si dovrebbero tutelare coloro che con compiono uno sforzo intellettuale per raggiungere i più alti livelli di preparazione e purtroppo trovano spazio nel mercato del lavoro solo con contratti precari.
Conclusa la discussione generale, i relatori per la 11° Commissione Castro e per la 1° Commissione Martini hanno rinunciato a replicare, ed è iniziata l’illustrazione degli emendamenti, la cui prosecuzione è stata poi rinviata ad altra seduta.