Il consiglio dei ministri avvia la discussione su “una bozza ancora modificabile”. Finocchiaro (Pd): “L’ennesimo annuncio inutile. Di concreto ci sono solo processo breve e legittimo impedimento”. De Magistris (Idv): “Marketing politico”
Il Consiglio dei ministri di oggi (19 febbraio) ha rinviato l’approvazione di “una bozza ancora modificabile” del ddl contro la corruzione, senza licenziarlo ufficialmente. Lo riferiscono fonti del governo. Secondo quanto dichiarato ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, questo dovrebbe contenere l'inasprimento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione. Comunque niente di definitivo: il Cdm approva il testo “salvo intese” e prosegue la discussione su una parte aggiuntiva.
“Dopo che il governo e la maggioranza hanno riempito le pagine dei giornali e i Tg con proclami su fantomatici provvedimenti anticorruzione, dal Cdm è venuto l'ennesimo annuncio inutile”. Lo dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. “Di concreto, purtroppo, il governo finora ha voluto e portato avanti solo processo breve e legittimo impedimento, provvedimenti non proprio ideali”, a suo avviso. E aggiunge: “Non lo dico io o il Pd, ma anche magistrati e inquirenti che combattono criminalità e corruzione tutti i giorni, per garantire una giustizia migliore ai cittadini italiani. Questo governo è in difficoltà di fronte all'opinione pubblica - conclude -, ma non è con gli annunci che ci si rifà un'immagine credibile”.
“L'emersione in superficie del sistema Bertolaso-Letta nato intorno alla Protezione civile, oltre che la campagna elettorale, sono le vere motivazioni che spingono a provvedimenti di marketing politico come questo ddl anti-corruzione”. Lo dichiara l'europarlamentare dell'Italia dei valori, Luigi De Magistris. Si tratta di una “risposta nevrotica e pubblicitaria - a suo avviso -, perché la lotta alla corruzione si conduce lasciando la magistratura libera di indagare, perseguendo con la certezza della pena i reati, rendendo la p.a. un territorio impermeabile alla politica”.