Si è svolto oggi (17 febbraio) a Roma il previsto incontro tra Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera, e i sindacati del settore sul tema dell'industria della raffinazione, dopo l'allarme lanciato la scorsa settimana dallo stesso presidente sui rischi di chiusura nel nostro paese di alcune raffinerie e conseguenti perdite di posti di lavoro. Pur confermando che la crisi è strutturale, sia nei consumi sia per effetto dei nuovi competitori asiatici che si affacciano sui mercati europei e americani, il presidente dell'Unione Petrolifera ha abbassato i toni, precisando “che non c'è nulla di urgente sul piano occupazionale”. Ne dà notizia la Filcem Cgil in una nota.
Alberto Morselli, segretario generale della sigla di categoria, pur prendendo atto di quanto siano profondi i cambiamenti, per molti aspetti inediti, sul fronte dell'energia e quanto il petrolio rappresenti ancora per il futuro una fonte primaria ineludibile, ha posto l'accento sulla necessità di innovare non solo ipotizzando mercati diversi nello sbocco degli idrocarburi, ma soprattutto investendo nelle energie rinnovabili e nei biocarburanti.
In questo senso, ha ricordato il leader della Filcem, “già nel contratto del settore energia e petrolio firmato nel 2006 (attualmente in corso di rinnovo, ndr) è contenuto un intero capitolo sulle energie rinnovabili e l'innovazione di prodotto”. La riunione si è conclusa, ha fatto sapere Morselli, “con la proposta condivisa di aprire un tavolo di monitoraggio sulla raffinazione, utilizzando gli strumenti contrattuali già presenti, l'Osservatorio ad esempio, con l'obiettivo di tutelare e salvaguardare l'attività produttiva e l'occupazione”.