
Dopo Milano e Rosarno
Migranti, un mese per l'integrazione
Il giorno senza migranti del primo marzo, il ritorno a Rosarno dei sindacati per parlare di braccianti e immigrazione, la “Primavera antirazzista” che si conclude il 21 marzo con la giornata internazionale promossa dall'Onu. Le iniziative in campo
Tanto per cominciare, il 17 febbraio qualcuno torna a Rosarno, la cittadina calabrese dove a gennaio scoppiarono gli scontri tra braccianti stranieri e abitanti. L’iniziativa è promossa dai sindacati dei lavoratori agricoli (Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil), che nell'auditorium di Rosarno discuteranno delle condizioni degli immigrati. “Quanto accaduto a Rosarno - scrivono le tre sigle in una nota unitaria - ha messo in evidenza una questione che va oltre il solo problema dell'immigrazione e risalta, piuttosto, una condizione di sfruttamento e illegalità diffusa in molte zone d'Italia, in maniera accentuata in Calabria, che tocca vari settori lavorativi, primo fra tutti quello agricolo”. A giudizio dei sindacati, “è necessario abbattere lo stato di clandestinità con leggi a forte tutela per colui che lascia il proprio paese, scegliendo il nostro per una vita migliore. Invece - lamentano le tre sigle - l'immigrazione clandestina in Calabria, come nel resto d'Italia, è stata sempre ignorata dai vari politici di turno divenendo così terreno fertile per soprusi, sfruttamenti e interessi di stampo 'ndranghetista”.
Il primo marzo 2010 sarà poi il “giorno senza immigrati”. Un'iniziativa rimbalzata in Rete, sui social network, e aggregata attorno al movimento Primo marzo 2010, lanciata dalla Francia e ripresa anche in Grecia e Spagna, oltre che nel nostro paese. Partendo dall'idea di promuovere l'astensione dal lavoro degli stranieri, i promotori hanno ricevuto molte adesioni e puntano a “organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Questo movimento – spiegano - nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli”. Il colore di riferimento del Primo marzo 2010 è il giallo: “Lo abbiamo scelto – sostengono ancora gli organizzatori - perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare”.
Sciopero o manifestazioni, il Primo marzo è tra le iniziative principali di una “primavera antirazzista” che vede in campo moltissime organizzazioni. Come ad esempio il coordinamento costituito da diverse organizzazioni e comitati (tra queste Acli, Arci, Blacks out, Cgil, daSud, Nessun luogo e lontano, Segi-Ugl, Sos Razzismo, Uil, Antigone, Fcei e Cnca) che fino al 21 marzo promuoveranno momenti di lotta, sensibilizzazione e dialogo interculturale nel paese, per la difesa e la promozione dei diritti dei migranti. “Il primo marzo - spiegano in una nota - si propone innanzitutto una giornata di astensione dai consumi, valorizzando però iniziative variegate, incontri, manifestazioni, concerti, assemblee nelle scuole, giornali parlati, che raccolgano l’importanza di lanciare un segnale forte al Paese sul tema dell’immigrazione e le condizioni dei migranti e delle minoranze”.
Le giornate del 20 e 21 marzo, giornata Internazionale contro il razzismo promossa dall’Onu, “saranno ‘giornate con gli immigrati e le immigrate’ e, analogamente al 1° marzo, dovranno fiorire mille iniziative. In particolare domenica 21 marzo si propone di far vivere i simboli ed i valori di questa compagnia nelle varie manifestazioni sportive: negli stadi e nella maratona di Roma”. Tra il 1° ed il 21 marzo, inoltre, continua la nota, “si collocheranno iniziative diffuse nei territori, utili a valorizzare il ruolo e la presenza migrante in Italia e la necessità di contrastare ogni forma di razzismo”.
Senza dimenticare l'appuntamento del 12 marzo, giorno in cui la Cgil ha indetto uno sciopero generale che mette in agenda anche la difesa dei migranti e dei loro diritti.
Sullo stesso tema:
» Manconi, Diritto di cittadinanza è una sfida
» Via Padova, L'integrazione secondo Sacconi
» Cie Roma, Uomo si getta dalla recinzione
» Quattro milioni e mezzo di regolari
» Centri per migranti, Un mondo di soprusi
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
15/02/2010 15:20















