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Dopo Milano e Rosarno

Migranti, un mese per l'integrazione

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Il giorno senza migranti del primo marzo, il ritorno a Rosarno dei sindacati per parlare di braccianti e immigrazione, la “Primavera antirazzista” che si conclude il 21 marzo con la giornata internazionale promossa dall'Onu. Le iniziative in campo

Sono ancora crudi nella memoria i fatti di via Padova a Milano, dove l'assassinio di un ragazzo egiziano da parte di sudamericani lo scorso 13 febbraio ha scatenato la rivolta della comunità nordafricana. Dopo Rosarno, Milano. Due fenomeni di cronaca molto diversa, ma con la stessa radice: un'integrazione che non c'è, e al suo posto la violenza. In attesa di risposte politiche all'altezza del problema, e di provvedimenti che non si limitino semplicemente a criminalizzare l'immigrazione (come il pacchetto sicurezza del ministro Maroni), raccontiamo molte risposte che vengono dalla società, un calendario di iniziative a favore dell'integrazione che inizieranno nei prossimi giorni e dureranno per quasi tutto marzo. Nate su internet, dall'associazionismo, dai sindacati, queste iniziative hanno il pregio di essere molte ma il difetto (o il lato opposto della medaglia) di non essersi coalizzate in un momento aggregatore, in un giorno e un'ora in cui si potesse parlare con una voce sola.

Tanto per cominciare, il 17 febbraio qualcuno torna a Rosarno, la cittadina calabrese dove a gennaio scoppiarono gli scontri tra braccianti stranieri e abitanti. L’iniziativa è promossa dai sindacati dei lavoratori agricoli (Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil), che nell'auditorium di Rosarno discuteranno delle condizioni degli immigrati. “Quanto accaduto a Rosarno - scrivono le tre sigle in una nota unitaria - ha messo in evidenza una questione che va oltre il solo problema dell'immigrazione e risalta, piuttosto, una condizione di sfruttamento e illegalità diffusa in molte zone d'Italia, in maniera accentuata in Calabria, che tocca vari settori lavorativi, primo fra tutti quello agricolo”. A giudizio dei sindacati, “è necessario abbattere lo stato di clandestinità con leggi a forte tutela per colui che lascia il proprio paese, scegliendo il nostro per una vita migliore. Invece - lamentano le tre sigle - l'immigrazione clandestina in Calabria, come nel resto d'Italia, è stata sempre ignorata dai vari politici di turno divenendo così terreno fertile per soprusi, sfruttamenti e interessi di stampo 'ndranghetista”.

Il primo marzo 2010 sarà poi il “giorno senza immigrati”. Un'iniziativa rimbalzata in Rete, sui social network, e aggregata attorno al movimento Primo marzo 2010, lanciata dalla Francia e ripresa anche in Grecia e Spagna, oltre che nel nostro paese. Partendo dall'idea di promuovere l'astensione dal lavoro degli stranieri, i promotori hanno ricevuto molte adesioni e puntano a “organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Questo movimento – spiegano - nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli”. Il colore di riferimento del Primo marzo 2010 è il giallo: “Lo abbiamo scelto – sostengono ancora gli organizzatori - perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare”.

L'idea dello sciopero non ha però convinto i sindacati che, pur aderendo al Primo marzo, vedono nell'astensione dei soli stranieri dal lavoro un possibile effetto boomerang. “L'idea dello sciopero – ha dichiarato Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil con delega all'immigrazione - può esercitare una grande attrazione perché punta a dimostrare che senza gli immigrati l'intera società italiana sarebbe più povera. Non penso che sia sbagliato perché c'è il rischio che non funzioni, penso che sia un errore perché oggi, in un contesto influenzato da spinte razziste, uno sciopero esclusivamente dei migranti indebolirebbe proprio loro”. “Che gli immigrati un giorno si fermino tutti e facciano pesare la loro utilità è una bella suggestione, ma difficilmente realizzabile”, aggiunge Piero Soldini, responsabile delle Politiche migratorie della Cgil. Il rischio di fallimento è alto, secondo il sindacalista, perché i migranti “lavorano in condizioni di assoggettamento, soggezione, neo-schiavismo in alcuni casi. Subiscono una forte ricattabilità e questo rende arduo che possano mettersi d’accordo e, anche solo per un giorno, alzare la testa”.

Sciopero o manifestazioni, il Primo marzo è tra le iniziative principali di una “primavera antirazzista” che vede in campo moltissime organizzazioni. Come ad esempio il coordinamento costituito da diverse organizzazioni e comitati (tra queste Acli, Arci, Blacks out, Cgil, daSud, Nessun luogo e lontano, Segi-Ugl, Sos Razzismo, Uil, Antigone, Fcei e Cnca) che fino al 21 marzo promuoveranno momenti di lotta, sensibilizzazione e dialogo interculturale nel paese, per la difesa e la promozione dei diritti dei migranti. “Il primo marzo - spiegano in una nota - si propone innanzitutto una giornata di astensione dai consumi, valorizzando però iniziative variegate, incontri, manifestazioni, concerti, assemblee nelle scuole, giornali parlati, che raccolgano l’importanza di lanciare un segnale forte al Paese sul tema dell’immigrazione e le condizioni dei migranti e delle minoranze”.

Le giornate del 20 e 21 marzo, giornata Internazionale contro il razzismo promossa dall’Onu, “saranno ‘giornate con gli immigrati e le immigrate’ e, analogamente al 1° marzo, dovranno fiorire mille iniziative. In particolare domenica 21 marzo si propone di far vivere i simboli ed i valori di questa compagnia nelle varie manifestazioni sportive: negli stadi e nella maratona di Roma”. Tra il 1° ed il 21 marzo, inoltre, continua la nota, “si collocheranno iniziative diffuse nei territori, utili a valorizzare il ruolo e la presenza migrante in Italia e la necessità di contrastare ogni forma di razzismo”.

Senza dimenticare l'appuntamento del 12 marzo, giorno in cui la Cgil ha indetto uno sciopero generale che mette in agenda anche la difesa dei migranti e dei loro diritti.

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TAGS immigrati migranti

15/02/2010 15:20

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