
Informazione
Editoria, il governo conferma i tagli. E' scontro
Bonaiuti: tagli “dolorosi ma imposti dalla crisi”. A rischio oltre cento testate e 4mila posti di lavoro. La Fnsi alza le barricate: “Parole improvvide, finge di non sapere. Siamo siamo pronti allo sciopero”. Entro giugno gli Stati generali
È muro contro muro tra l’esecutivo e la Fnsi sui tagli al contributo pubblico all’editoria. La norma che puntava a rinviare i tagli al settore, decisi dalla Finanziaria di Tremonti, rischia infatti di non rientrare nel maxiemendamento al dl milleproroghe su cui l’esecutivo ha posto la fiducia al Senato blindando il testo e impedendo che l’aula possa modificarlo. Il livello dello scontro si è alzato stamani (10 febbraio), con le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: “Purtroppo dovremo arrivare a riduzioni dei fondi destinati al settore, c’è una crisi e bisogna andare avanti con il sistema della ‘torta’: quando in una famiglia i soldi diminuiscono, si tagliano per tutti fette più piccole, in maniera il più possibile proporzionale. Come si fa in tutti i settori, in tutti i paesi - ha concluso - ma ciò non significa che non si ami più l’editoria. Anzi, in questo modo la si difende”.
Parole che non sono piaciute affatto alla Federazione della stampa, pronta allo sciopero “per difendere il pluralismo dell'informazione in Italia”. L’ultimatum è arrivato oggi in una conferenza stampa bipartisan a Palazzo Madama, con i comitati di redazioni delle testate no profit, di partito e cooperative ed esponenti di maggioranza e opposizione. “Devo dare conto - sono le parole del presidente Fnsi Roberto Natale - dell’allarme e della rabbia di questo momento pari forse soltanto al senso delle istituzioni con cui ci siamo impegnati in questi mesi”. Natale ha quindi definito le dichiarazioni di Bonaiuti “improvvide”, aggiungendo che “lui non può non sapere che andando avanti così queste testate sono destinate a chiudere”. Anche Lelio Grassucci (Mediacoop) ha criticato il portavoce del premier: “Fa finta di non capire, il problema che abbiamo di fronte non è solo quello del quantum, ma è soprattutto quello della certezza sui fondi e quindi del diritto soggettivo”.
In conferenza stampa erano presenti parlamentari di opposizione e maggioranza tra cui Enzo Raisi (Pdl), secondo il quale “sul tema c’è tensione anche nella maggioranza" e il milleproroghe "è l’ultimo autobus: se il governo non risolve la questione, forse alla Camera ci saranno dei problemi”. “Questo 10 febbraio sarà ricordato come una delle date più nere per l’articolo 21 della Costituzione e per la libertà di informazione”, commenta l’associazione Articolo21. Vicina alle posizioni della Fnsi si schiera anche la Cgil con il segretario confederale Fulvio Fammoni: “L’editoria già in difficoltà risente degli effetti della crisi e il governo, invece che con provvedimenti di sostegno al settore, decide di rispondere con tagli ai contributi, mettendo a rischio il pluralismo e la libertà di informazione nel nostro paese”, afferma in una nota il dirigente sindacale.
Poi nel pomeriggio la notizia che governo si impegna a convocare entro giugno gli stati generali dell’editoria, così annuncia una nota di palazzo Chigi, “per una riforma globale del sistema dopo avere ascoltato tutte le categorie e i rappresentanti del Parlamento”. Quanto ai contributi diretti all’editoria per il 2010, “anno difficile per tutti i settori dell’economia e per l’occupazione in genere, come ha già annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega relativa, on. Paolo Bonaiuti, questi saranno corrisposti con riduzioni non superiori al 20 per cento”.
In conferenza stampa erano presenti parlamentari di opposizione e maggioranza tra cui Enzo Raisi (Pdl), secondo il quale “sul tema c’è tensione anche nella maggioranza" e il milleproroghe "è l’ultimo autobus: se il governo non risolve la questione, forse alla Camera ci saranno dei problemi”. “Questo 10 febbraio sarà ricordato come una delle date più nere per l’articolo 21 della Costituzione e per la libertà di informazione”, commenta l’associazione Articolo21. Vicina alle posizioni della Fnsi si schiera anche la Cgil con il segretario confederale Fulvio Fammoni: “L’editoria già in difficoltà risente degli effetti della crisi e il governo, invece che con provvedimenti di sostegno al settore, decide di rispondere con tagli ai contributi, mettendo a rischio il pluralismo e la libertà di informazione nel nostro paese”, afferma in una nota il dirigente sindacale.
Poi nel pomeriggio la notizia che governo si impegna a convocare entro giugno gli stati generali dell’editoria, così annuncia una nota di palazzo Chigi, “per una riforma globale del sistema dopo avere ascoltato tutte le categorie e i rappresentanti del Parlamento”. Quanto ai contributi diretti all’editoria per il 2010, “anno difficile per tutti i settori dell’economia e per l’occupazione in genere, come ha già annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega relativa, on. Paolo Bonaiuti, questi saranno corrisposti con riduzioni non superiori al 20 per cento”.
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10/02/2010 19:30















