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Barroso difende l'euro: “Ci ha salvato”

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Il presidente della Commissione esalta il ruolo della moneta unica, ma per il neopresidente del Consiglio europeo Van Rompuy, l'attuale tasso di crescita è insufficiente per garantire il modello sociale. “Creiamo un governo economico europeo”

foto di UW-IAP (da flickr) (immagini di foto di UW-IAP (da flickr))
L'euro "ha protetto i paesi che condividono la moneta comune" ed ha "la capacita' di gestire la crisi": il presidente Jose' Manuel Barroso difende cosi' il ruolo della moneta unica, "uno dei principali successi dell'Unione europea", davanti al parlamento di Strasburgo chiamato ad avallare, con un voto dell'assemblea plenaria, la nuova Commissione.

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"La crisi - ha osservato Barroso - non e' stata creata nell'area dell'euro ma e' venuta da fuori. La situazione, per i paesi che ne fanno parte, sarebbe stata piu' grave se non avessero avuto la moneta unica". Ora, l'obiettivo del nuovo commissario agli Affari Economici e monetari ancora "in pectore", il finlandese Olli Rehn, sara' quello "di rafforzare l'area euro per il futuro", ma questo non deve impedire "di guardare al presente" e in particolare alla situazione di quei paesi che mostrano difficolta', come la Grecia che sta procedendo con un piano di stabilita' sostenuto dalla Commissione.

Il periodo e' 'difficile ed è inutile negarlo' ma la zona euro e' 'in grado' di gestire la situazione, ha detto poi Barroso prima del voto di fiducia. 'L'euro e' stato uno dei principali successi della storia dell'Ue e la zona euro ha rappresentato una area di stabilita' e di creazione di occupazione', ha sottolineato, affermando che anche Eurolandia ha risentito della crisi cosi' come paesi, come l'Islanda, che non ne fanno parte.

L'attuale tasso di crescita della Ue è invece “insufficiente per garantire il modello sociale europeo", per il nuovo presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ai 27 leader della Ue, in occasione del vertice straordinario anticrisi che si terrà a Bruxelles giovedì, proporrà la creazione di un vero e proprio "governo economico europeo", per coordinare le politiche economiche dei Paesi della Ue e riportare l'Europa su una strada di crescita dell'economia e dell'occupazione.

La proposta del presidente della Ue è quella di fissare non più di "cinque obiettivi comuni", che però "dovranno essere modulati a seconda della situazione dei singoli paesi". Questo per evitare di compiere gli errori fatti con la strategia di Lisbona, in gran parte una lista di buone intenzioni rimasta lettera morta.

Per far rispettare gli impegni
della nuova strategia comune Van Rompuy pensa ad una "vigilanza rafforzata", con un costante monitoraggio della situazione di ogni Paese, anche attraverso delle missioni di esperti della Commissione Ue e degli altri paesi della Ue.

E Bruxelles potrà inviare dei "richiami formali" agli stati inadempienti. Allo stesso tempo, per Van Rompuy andranno premiati i Paesi che faranno la loro parte, anche attingendo dal bilancio della Ue. Dunque, attraverso degli "incentivi" finanziari per lo sviluppo delle regioni svantaggiate o per l'accesso privilegiato ai prestiti della Bei.



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TAGS euro

09/02/2010 11:44

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