Rubriche

Multimedia

Speciali

Energia

Nucleare, il governo aspetta le elezioni

Scajola annuncia un provvedimento in Cdm sui criteri per la localizzazione dei siti. Il ministro: l’energia “è uno dei grandi problemi del paese”. Pdci: hanno già deciso tutto, ma ci sono le regionali. Pd: risparmio col nucleare? Una “frottola enorme”

autore: mandj98, da Flickr (immagini di autore: mandj98, da Flickr)
“Il Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo approverà in via definitiva i criteri per localizzare le centrali nucleari in Italia. Da quel momento si avvierà il percorso per cui le diverse imprese interessate potranno concordare e ricercare i territori più adatti”. Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervistato su Canale5. “Credo che potremo iniziare i percorsi autorizzativi entro i prossimi due anni - ha detto Scajola -, quando i diversi operatori privati avranno individuato i territori per loro più conformi e che corrispondono ai criteri di sicurezza”.

L'autorizzazione per costruire le centrali, ha specificato Scajola in un’intervista al quotidiano L'Arena, “spetterà al governo, ma sarà ampiamente condivisa con gli enti territoriali. Le popolazioni saranno informate e potranno partecipare ad ogni fase del processo autorizzativo, come avviene ad esempio in Francia”. In questa fase, prosegue, si stanno individuando “i criteri ambientali, geologici, urbanistici, economici e sociali che dovranno avere i territori per poter ospitare una centrale. Quando avremo definito i criteri saranno le imprese energetiche a proporre di costruire una centrale individuando il sito più adatto”.

Secondo Scajola l’energia “è uno dei grandi problemi del paese. Importiamo l'85% dell’energia che consumiamo, la paghiamo il 30% on più degli altri paesi europei e utilizziamo soprattutto fonti fossili (gas, olio e carbone) che sono le più inquinanti”.

Per Ermete Realacci, del Pd, il governo racconta però “un’enorme frottola” se dice che “con il nucleare ci sarà un risparmio sulle bollette elettriche delle imprese e delle famiglie. E' vero esattamente il contrario – ha spiegato pochi giorni fa il responsabile Green economy del Pd -; senza un forte sostegno pubblico l'attuale nucleare non è competitivo e i costi ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare”.

“Mercoledì in Cdm per criteri localizzazione centrali nucleari? Il governo fa finta di discutere sui criteri e prende in giro gli italiani: i siti sono già stati scelti ma con le regionali alle porte Scajola decide di non ufficializzarli per paura della reazione elettorale dei cittadini”. Questo il commento di Claudio Saroufim, responsabile ambiente del Pdci - Federazione della sinistra.

La polemica tra governo ed enti locali sulla scelta dei siti è ancora accesa. Lo scorso 8 febbraio il Consiglio dei ministri ha impugnato le leggi regionali di Basilicata, Campania e Puglia che impediscono la costruzione di impianti nucleari nei loro territorio. In precedenza la Conferenza delle Regioni aveva bocciato lo schema di decreto legislativo per l’individuazione di nuovi impianti nucleari, adottando un parere non vincolante. Le uniche Regioni che non avevano votato a favore erano state Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre la Lombardia si era astenuta. Sette regioni, inoltre (Liguria, Emilia Romagna Piemonte, Umbria, Calabria, Lazio e Toscana), hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale contestando la norma della legge sviluppo che consente al governo di individuare autonomamente i siti dei nuovi impianti, qualora non trovasse un accordo con gli enti locali.

Tra i siti sui quali si ipotizza un reinsediamento del nucleare c’è Caorso, in Emilia Romagna. Un’ipotesi che secondo Duccio Campagnoli, assessore regionale alle Attività produttive della regione, “sarebbe paradossale e sfiderebbe tutte le leggi della logica” dopo che sul medesimo sito è stato avviato un “'decomissioning' accelerato”. Più in generale, secondo Campagnoli, un investimento di 10 miliardi per far ripartire il nucleare in Italia ricorrendo a tecnologie prodotte all’estero sarebbe “incongruente”, mentre il medesimo investimento si potrebbe stanziare in energie e fonti rinnovabili.

Ma il governo continua a smentire che i siti siano già stati individuati. “Non si può ancora parlare della individuazione della aree in cui ci sarà la localizzazione dei siti come se fossero avvenute perché non ci sono state indicazioni di alcun tipo in proposito”. Lo ha detto il 7 febbraio in un’intervista all’Adnkronos Sergio Garribba, professore ordinario di impianti nucleari al Politecnico di Milano, e consigliere per le politiche dell'energia del ministro dello Sviluppo economico. “Nei prossimi tre mesi -ha detto Garribba all’Adnkronos - il Consiglio dei ministri adotterà un documento contenente la 'strategia nucleare nazionale' con cui saranno delineati gli obiettivi del governo. Sono gli operatori interessati e secondo una logica di libero mercato, che formalizzano le proposte dei siti per la realizzazione degli impianti nucleari. E le Regioni saranno coinvolte nel processo autorizzativo”.

TAGS energia nucleare

08/02/2010 14:16

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.