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Fiat, braccio di ferro sugli incentivi

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Governo incerto, e Marchionne dice: “D'accordo se non li rinnova, ma serve politica industriale seria”. L'ipotesi: 200 mln contro un miliardo del 2009, legati alla tutela dei posti di lavoro. La Cgil favorevole agli aiuti, ma solo se salva i siti italiani

La Fiat potrebbe non ricevere incentivi dallo Stato per il 2010. E’ una delle ipotesi che si fa strada oggi (4 febbraio), il giorno dopo lo sciopero nazionale di 4 ore che ha bloccato le fabbriche principali. L’azienda continua a confermare la chiusura di Termini Imerese entro fine 2011, in attesa del nuovo incontro del tavolo tecnico fissato per domani (5 febbraio) al ministero dello Sviluppo economico. Intanto il presidente del Senato, Renato Schifani, ha sottolineato che per la Fiat – insieme ad Alcoa – non ci saranno soldi se non verranno tutelati i posti di lavoro. Poi è arrivata la risposta dell’amministratore delegato , Sergio Marchionne: se il governo non rinnova gli incentivi, ha detto, “ci trova pienamente d’accordo”. Secondo le prime indiscrezioni, in realtà, l’esecutivo sarebbe disposto a firmare incentivi per 200 milioni di euro contro un miliardo del 2009: un quinto rispetto all’anno scorso, dunque, e il Lingotto sarebbe pronto a rinunciare.

Berlusconi, Fiat non sembra interessata
Sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: il governo sta esaminando gli incentivi per l’auto, ma “pare che il principale produttore non sia interessato”. In ogni caso, a suo avviso, “è ancora un capitolo aperto, stiamo discutendo con altri protagonisti del settore auto e vediamo come si metteranno le cose”. Per Schifani invece “bisogna avere il coraggio di dire basta ad elargizioni statali, se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali”. Termini Imerese deve essere salvata come “impegno morale”.

Marchionne, no bonus ma politica seria
“Per quanto riguarda gli eco-incentivi, voglio sottolineare che l'eventuale scelta del governo di non rinnovarli ci trova pienamente d'accordo”. Questa la nota di Marchionne, che ha spiegato così la presa di posizione: i bonus “hanno sostenuto la domanda nel 2009 ma hanno anche anticipato acquisti che ci sarebbero comunque stati negli anni successivi. Rinnovare queste misure adesso – quindi - non farebbe altro che rimandare il problema alla prossima scadenza”. L’ad ha chiesto “una forte e seria politica industriale” per rafforzare tutto il comparto. “Quello di cui c’è bisogno adesso – ha aggiunto – non sono palliativi al mercato”.

Epifani, incentivi solo se non chiude impianti
La Cgil è favorevole alla proroga degli aiuti solo se vengono garantiti i livelli occupazionali di tutti i siti italiani. Lo ha detto il segretario generale, Guglielmo Epifani. “Il governo ha perso l’anno scorso l'occasione per legare gli incentivi alla salvaguardia degli impianti, lì è stato commesso un errore. Un anno fa – ricorda - avevamo chiesto di dire alla Fiat, nel momento in cui il governo e cioè i cittadini, stanziava incentivi, di impegnarsi a non chiudere nessuno stabilimento”.

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TAGS incentivi berlusconi cgil fiat epifani termini imerese marchionne

04/02/2010 18:57

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