Unicredit-Bds: Cgil Sicilia, pochi investimenti al Sud
La Cgil Sicilia e il coordinamento Fisac del Banco di Sicilia tornano a esprimere “preoccupazione per le possibili ricadute del progetto di riordino di Unicredit sul Bds e sul suo personale”. E’ quanto si apprende in una nota del sindacato siciliano.
La Cgil, si legge nella nota, “ricorda all’amministratore delegato del gruppo, che dal 2007 ad oggi l’occupazione nell’indotto è diminuita nell’isola di più di mille unità e si sono persi 1.500 posizioni di lavoro delle aziende Unicredit presenti in Sicilia. Per queste ragioni - affermano Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia e Francesco Re, coordinatore nazionale Fisac Bds - la Cgil con altri sindacati ha avanzato la proposta alternativa, che vedrebbe il Banco di Sicilia assumere il ruolo di Banca del bacino del Mediterraneo”.
Per i due esponenti sindacali, conclude la nota, “non esiste solo un Nord del paese e dell’Europa dove programmare sviluppo e investimenti, ma esiste anche un Sud dove è possibile crescere e investire a condizioni di ritorno almeno pari a quelle di altri paesi dove si è rivolta attenzione e finanza”.