“Un accordo che destruttura palesemente il contratto nazionaledi lavoro della categoria, danneggiando i lavoratori e in servizio e penalizzando fortemente i nuovi assunti da un punto di vista normativo, salariale e dell’orario di lavoro”. Così in una nota la Fisac Cgil motiva il no all’accordo sottoscritto nella serata di ieri (2 febbraio) tra Intesa Sanpaolo e altre organizzazioni sindacali denominato “Per il sostegno all’occupazione”.
Per la Fisac, inoltre, “a fronte delle assunzioni nei centri servizi indicati, l’azienda lascia sguarnita la rete, per la quale vengono annunciati migliaia di esuberi e peggiora la qualità del servizio agli utenti. Nella difficile situazione economica e occupazionale del paese - continua la nota - una delle più grandi e più ricche imprese bancarie non si accontenta di utilizzare i benefici fiscali e contributivi previste dalla legge per assunzioni in territori e per categorie in condizione di svantaggio ma pretende uno “sconto” salariale e di diritti. Nascosti dall’operazione d’immagine - conclude l’organizzazione sindacale - ci sono un odioso ricatto occupazionale, il taglio dei salari e la riduzione dei diritti per tutti i lavoratori i e lavoratrici del Credito”.