Calabrò, presidente Agcom: “Ci sono aspetti da riconsiderare perché non coerenti con la direttiva comunitaria. Potrebbe creare problemi con la Commissione europea". Per Guido Scorza, il decreto è un vero e proprio paradosso
Prosegue il dibattito su internet. E’ atteso, infatti, per giovedì (4 febbraio) il parere della commissione parlamentare sul decreto legislativo Romani con cui si dovrà dare attuazione in Italia alla Audiovisual Media Services (Avms), la direttiva europea sulle tv. Decreto, ricordiamo, che rischierebbe di trasformare la rete in una grande televisione (
approfondisci qui), privando “il paese dell'unica reale possibilità di uscire da decenni di telepotere che hanno fortemente limitato ogni spazio di libertà e democrazia nel mondo dei media”, come ha osservato di recente Guido Scorza, avvocato e presidente dell’istituto per le Politiche dell’Innovazione.
Il dissenso e le perplessità continuano a crescere. Secondo Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel decreto “ci sono aspetti da riconsiderare perché non coerenti con la direttiva comunitaria in fatto di tutela del pluralismo e della concorrenza”. Per questo motivo la Commissione europea. potrebbe sollevare dubbi sul decreto. "Inoltre - prosegue Calabrò in una dichiarazione all'Adnkronos - si verrebbe ad accentuare ancora di più la bipartizione delle competenze, mantenendo la materia delle autorizzazioni, con l'unica eccezione di quelle satellitari, sotto il controllo dell'esecutivo. Il problema di internet esiste da tempo, però non è un caso che nessun paese occidentale abbia adottato la soluzione Romani'.
Secondo il presidente dell'Agcom "un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poiché non sappiamo se il sito delinquerà o meno, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti internet sono come la testa dell'Idra, se ne chiude uno e se ne apre un altro". Il problema è di natura globale, conclude Calabrò, e infatti "sono in corso colloqui tra Stati Uniti, Giappone e Unione europea per cercare di trovare delle linee di azione concordate".
“E’ significativo - dichiara Guido Scorza a Rassegna. it - che il presidente dell’Agcom abbia denunciato i rischi a cui ci esporrebbe l’approvazione del decreto Romani. Sono parole, quelle di Calabrò, con cui concordo in pieno”.
L’Authority ha denunciato anche la possibilità di un conflitto con la Commissione europea. “Certo, il nostro è un governo - afferma Scorza - che non ha mai tenuto in gran conto le decisioni di Bruxelles. Tuttavia il problema c’è. Per altro, se il decreto passasse così come viene proposto rischieremmo l’ennesima procedura di infrazione. Insomma, un bel paradosso: il decreto Romani da un lato dovrebbe applicare la direttiva europea; ma dall’altro va in direzione esattamente opposta ai deliberati della Commissione”. "Un paradosso - conclude - da cui si cerca di uscire. Infatti è positiva la notizia di queste ore di alcune possibili modifiche in Parlamento".