Guerriglia urbana nella piana di Gioia Tauro. Scontri e blocchi stradali, poi scatta la caccia all'africano. Giovani in scooter, senza casco, inseguono lo straniero. Due gambizzati. Polemica sulle dichiarazioni di Maroni: 'Politiche troppo tolleranti'
Guerriglia urbana e tensione alle stelle a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro. Ieri erano scoppiati i primi disordini, quando molti braccianti immigrati hanno dato vita a manifestazioni violente in risposta al ferimento di due di loro da parte di sconosciuti con colpi di carabina ad aria compressa. Oggi (8 gennaio) migliaia di extracomunitari si sono radunati per le strade e nella piazza del comune. E la situazione è degenerata. Quattordici immigrati e 18 agenti delle forze di polizia sono rimasti feriti. È il bilancio reso noto il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, che un incontro con i giornalisti ha comunicato che sono sette gli immigrati arrestati complessivamente dalle forze dell'ordine nell'ambito delle indagini sugli scontri. I braccianti stranieri sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Poi nel pomeriggio la notizia di una sparatoria a pochi chilometri dall'accampamento degli immigrati, nel comune di Laureana di Borrello: due immigrati sono stati feriti da colpi di arma da fuoco esplosi da ignoti. I due feriti sono stati trasportati in ospedale anche se le loro condizioni non appaiono gravi. A darne notizia l'agenzia Apcom che cita i carabinieri di Gioia Tauro. I due immigrati sono stati "gambizzati" con un fucile da caccia, secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa. La sparatoria è avvenuta nei pressi della fabbrica Rognetta, ricovero abituale degli extracomunitari. Nella stessa zona era stato colpito ieri pomeriggio l'extracomunitario il cui ferimento ha dato il via alle manifestazioni di protesta degli immigrati.
» Due immigrati
gambizzati
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Identikit del 'bracciante nomade'
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Almeno altri 5-6 migranti feriti
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VIDEO:
viaggio nell'inferno di Rosarno
Le strade del piccolo centro calabrese sono state percorse da giovani che sugli scooter, senza casco, hanno inseguito e dato la caccia allo straniero. Lo riferisce il
Redattore Sociale, parlando di una situazione ormai fuori controllo. La maggior parte dei duemila migranti africani della Piana di Gioia Tauro si trova all'interno dei siti in cui alloggiano: l'ex fabbrica Opera Sila, la Rognetta e la Collina. Le forze dell'ordine hanno scortato piccoli gruppi di 2-3 lavoratori africani, che vagavano nelle campagna e per le strade, per evitare il linciaggio da parte della popolazione locale. Sulla statale 18 che collega Gioia Tauro a Rosarno, riferisce ancora il
Redattore Sociale, un africano è stato pestato dalle bande di giovani locali e lasciato tramortito sulla strada: il giovane, di circa 30 anni, non ha perso conoscenza ma appariva sotto choc. L'unica persona che gli ha prestato soccorso è stata una donna di mezza età che abita lì vicino. Ma mentre si avvicinava al ragazzo con una bottiglia di acqua fresca, la gente dai balconi e lungo la strada le inveiva contro: “Lascialo morire. Hanno distrutto tutto”.
In mattinata duemila extracomunitari avevano protestato violentemente dopo il ferimento di uno di loro. Immediato è stato l'intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti. Un centinaio di persone armate di spranghe e bastoni è stato tenuto sotto stretto controllo. Un cittadino di Rosarno ha anche sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti alla sua abitazione. Sempre stamattina, una donna è stata aggredita a bordo della sua auto. Centinaia di veicoli sono stati danneggiati, molti i cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto e ringhiere di abitazioni danneggiate. Circa duecento migranti, inoltre, hanno attuato due blocchi stradali sulla statale 18, uno a nord e uno a sud dell'abitato del paese, impedendo alle auto di transitare.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, però, non è sembrato intenzionato a placare gli animi. Per Maroni, intervistato nella trasmissione televisiva Mattino 5, la rivolta degli extracomunitari è 'una situazione difficile, cosi' come in altre realta', determinata dal fatto che 'in tutti questi anni e' stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalita' e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno'. 'Stiamo intervenendo - ha spiegato Maroni - con i mezzi e i tempi necessari. Inoltre, abbiamo per ora posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalita' le situazioni'.
“E’ la dichiarazione peggiore che un ministro della Repubblica possa fare” è la risposta di Antonino Calogero, segretario della Flai Cgil della Piana di Gioia Tauro ai microfoni di
RadioArticolo1. “Il ministro vuol far diventare esclusivamente carnefici dei lavoratori che sono invece vittime di sfruttamento da anni” – continua Calogero -, non si tratta certo di una soluzione. La situazione è molto grave, perché è scoppiata una rabbia repressa da anni”. Secondo il sindacalista, tra l’altro, “l’intervento delle forze dell’ordine non ha risolto ma ha aumentato la tensione". Le responsabilità, infatti, "sono soprattutto di questo governo, che con disposizioni legislative razziste non fan altro che aumentare la tensione e un clima Insostenibile”.
Tant’è vero, dice Calogero, che il malessere dei migranti era scoppiato già nel dicembre scorso, ma fortunatamente in quell’occasione csi era trattato di una manifestazione pacifica. “I braccianti extracomunitari nella piana lavorano e vivono in condizioni inumane. Soggetti al caporalato e accampati in una fabbrica dimessa, lavorano come schiavi per pochi euro - continua Calogero -. Grazie a questo governo, oggi vivono anche in un clima diverso. Prima c’era accoglienza e tolleranza a Rosarno, oggi l’acuirsi delle tensioni, a causa della crisi e del clima diverso che si respira nel paese hanno portato la tensione alle stelle”. La soluzione, conclude il sindacalista è “puntare alla tutela del lavoro e alla difesa della dignità di questi lavoratori stranieri non certo a proclami che ci mortificano”.
(ultimo aggiornamento ore 17.10)