
Giustizia
Processo breve, Anm: “Un colpo di spugna”
Palamara: il ddl approvato al Senato “traduce il processo penale in una tragica farsa. Anziché migliorare il sistema, procura soltanto danni. E’ incomprensibile che questa normativa si applichi anche ai processi in corso”
di Ivano Maiorella, RadioArticolo1
“Non solo - prosegue Palamara -. Chiedere oggi di definire i processi nei termini delineati dal provvedimento significa non tener conto della realtà degli uffici giudiziari italiana. Lo abbiamo chiamato un colpo di spugna perché, anziché migliorare il sistema, procura soltanto danni. Ed è estensibile non solo al processo penale ma al processo civile, contabile e amministrativo”.
Ci sono gli estremi per giudicare incostituzionale il ddl sul processo breve?
“L'applicazione retroattiva di queste norme crea incongruenze dal punto di vista giuridico – risponde Palamara -. Alcuni aspetti vanno esaminati a fondo, in particolare quello di prevedere fasi diverse per le varie tipologie di reato, per i fatti commessi prima del 2 maggio 2006 e per quelli successivi”.
“Dobbiamo distinguere i profili problematici”, spiega il magistrato. Le situazioni più allarmanti del mondo giudiziario e per le procure sono la “criminalità organizzata, la mancanza di risorse per il mondo della giustizia e i problemi del personale amministrativo, da molti anni dequalificato e demotivato. Sono questi i problemi sui quali la magistratura chiede alla politica di confrontarsi e di soffermarsi, anziché fare riforme asistematiche e inorganiche che arrecano ulteriori danni. Non abbiamo nessun atteggiamento pregiudiziale”.
State pensando ad uno sciopero dei magistrati su questi problemi e sul processo breve?
“Non appartiene al ruolo della magistratura quello di essere trascinata su un terreno di contrapposizione che spetta alla politica - riponde Palamara - Non vogliamo essere identificati con coloro che fanno minacce o annunci. Però abbiamo un dovere, quello di coinvolgere l'intera magistratura associata che vive un momento di forte insofferenza, legato, ad esempio, a riforme che indicano nel magistrato l'unico responsabile di un sistema che non funziona. Questo è il motivo per cui stiamo valutando le iniziative da adottare per far sentire la nostra voce e sensibilizzare l'opinione pubblica su problemi che non sono solo dei magistrati ma sono dei cittadini, dei lavoratori, di tutta la società civile”.
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21/01/2010 13:06















