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Gran Bretagna, disoccupazione a sorpresa

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Senza lavoro in calo nell’ultimo trimestre del 2009. Due milioni e mezzo di persone a casa. Ma il miglioramento maschera la crescita di chi non lavora né cerca un impiego. Il tasso di inattività supera ormai il 21 per cento

di Scalo internazionale

Foto di ro_buk [I'm not there] (immagini di Davide Orecchio)
Scende il numero dei senza lavoro inglesi. I dati ufficiali dei mesi di settembre, ottobre e novembre 2009 parlano di 2 milioni e mezzo di lavoratori lasciati a casa, con un tasso di disoccupazione pari al 7,8%. Lo ha comunicato l’Istituto nazionale di statistica cogliendo di sorpresa molti analisti. In realtà – spiega il quotidiano The Guardian – “il miglioramento maschera una crescita del numero delle persone che non lavorano né cercano un impiego, poiché il tasso di inattività supera il 21%, il dato peggiore da agosto 2007”.

Per il ministro del lavoro Yvette Cooper si tratta di un successo delle risorse destinate dal governo a occupazione, istruzione e formazione: “fanno la vera differenza, aiutando la gente ad attraversare la recessione e impedente il tipo di disoccupazione che abbiamo visto negli anni ’80 e ’90”.

Diverso il parere dell’opposizione conservatrice che sostiene invece che i programmi governativi siano utili solo nel breve termine e non abbiano effetti di più ampia portata. The Guardian si chiede quindi se la recessione sia finita. Gli economisti, infatti, avevano previsto almeno 38mila disoccupati in più nell’ultimo quadrimestre del 2009 e la frenata registrata a novembre lascerebbe ben sperare. Secondo Howard Archer, economista citato dal giornale – potrebbe essere “prematuro celebrare la fine della crescita della disoccupazione, sospetto rafforzato dal fatto che l’impiego a tempo pieno è caduto apprezzabilmente nei tre mesi in questione”.

Anche John Wright, presidente della Federazione delle piccole imprese britanniche, è cauto: “molti posti di lavoro, nati nel periodo di Natale, potrebbero non durare.”

E in effetti l’opinione pubblica continua a tenere gli occhi puntati sul lavoro. Negli ultimi giorni un marchio storico per il settore alimentare inglese, Cadbury, è passato nelle mani della multinazionale americana Kraft e i 6000 dipendenti temono i tagli dei nuovi capi a stelle e strisce. E il clima si surriscalda anche in una centrale elettrica. A Staythorpe le tute blu inglesi protestano contro l’azienda che ha subappaltato a una ditta italiana alcuni lavori di costruzione. L’azienda si chiama CNM ed è accusata di sottopagare gli operai italiani: 1300 euro in meno che provocano rabbia e accuse di dumping sociale.



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TAGS disoccupazione gran bretagna

20/01/2010 17:55

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